Rispondi a: L’intervista a Mauro Biglino

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Anonimo

[quote1348767312=pasgal]
Dico solo questo, oggi chiamo Mauro e cerco di capire quale è il punto della situazione. Intanto vi dico che:
1 Mauro tratta solo l'Antico Testamento
2 Ci sono altri traduttori che dicono cose differenti da quello che dice Mauro.

Questo per la trasparenza e la riflessione.
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Immagina che io scriva una poesia sulla Realtà, un testo di difficile interpretazione per i miei contemporanei, testo pieno di metafore e simboli, di Alta spiritualità e di una Scienza cosmica, totalmente sconosciuta in un'epoca primitiva.

Immagina che la mia poesia la scrivo in una lingua antichissima – così: slcnsnntsnzvclsnzspzpntggtr.

Immagina che questa lingua poi cambi attraverso i secoli o millenni (soprattutto i modi di dire) e che il significato esatto o anche approssimativo di alcune o anche molte parole contenute nella poesia si perda.

Immagina che l'originale scompare oppure che viene nascosto; che dopo molto tempo resti solo tradizione orale… ma che i cantori ormai non abbiano idea di che cosa parla il canto, lo ripetono meccanicamente senza convinzione, per lavoro.

Immagina che ora qualche “studioso” dichiari in modo arbitrario, ma con finta 'autorità', che quella non è una poesia – niente metafore, niente simboli ma che si tratta di una “verità letterale” o addirittura Parola immutabile di un Dio. …Parola alla quale ubbidire senza fare domande, una dottrina che col tempo ha scolpito le menti degli uomini. Imprigionandoli nei concetti mentali inesistenti nella Natura, scaturiti dall'alterazione dello scritto.

Immagina che il clero di “una religione” -e di dubbia moralità- si impossessi della mia poesia e dopo averla interpretata secondo le indicazioni di quel studioso sprovveduto e incompetente la adatti nella lingua corrente alle esigenze politiche degli Imperi e dittature, alle loro credenze, superstizioni e dogmi irrazionali.

Immagina, adesso, che il testo così alterato dai falsi mistici o mistificatori cade nelle mani di uno scientista preparato che in buona fede tenta di “capire” che cosa realmente l'autore abbia voluto dire 5000 o 10000 anni fa, e perché. Che cosa mai riuscirà a carpire dalla mia poesia, costui? Quasi niente.

La potrà comprendere? No perché nemmeno una lettura letterale del vero originale privo di errori e manipolazioni -al di là delle chiacchiere teologiche- lo permetterebbe.

In effetti il vero originale, la mia poesia, non contiene nessuna verità assoluta, anzi nessuna verità ma simboli e metafore per la quale decifrazione ci vuole una CHIAVE, che l'attule scienza Terrestre non ha non ha mai avuto.

Senza la chiave il testo involontariamente si trasforma nella Grande Menzogna degli ultimi tempi, ovvero un ulteriore alterazione.

Ecco nei quali pasticci si è messo Mauro Biglino… e tanti altri… Ma detto ciò, ogni contributo nella Ricerca è utile:

Ben venga il rischio,
Dove c'è rischio, c'è Vita.
Il rischio, E' Vita.
La Vita… è un rischio.
No rischio, no Vita – e no Party.