Rispondi a: L’intervista a Mauro Biglino

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#46211

Omega
Partecipante

[quote1380846623=InneresAuge]
Sinceramente non capisco il collegamento…
Non è che perchè due libri sono stati scritti da due o più persone della stessa zona/etnia/etc allora uno è il prequel dell'altro…[/quote1380846623]
In parte concordo in parte no. Poiché non conta chi ha scritto il resoconto ma conta chi ha organizzato entrambe le religioni, diciamo “dall'Alto”. Quando un Mito racconta degli esseri non Terrestri identificandoli poi come autori della creazione e mandanti dei profeti, almeno quelli autorizzati, evidentemente il merito nel bene e nel male è tutto loro, l'uomo della Terra c'entra poco o nulla con la genesi di quelle due filosofie a parte le alterazioni teologiche successive.

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Da quanto dice Biglino, la bibbia racconta la storia di un popolo… [/quote1380846623]
Occorre andare “oltre Biglino” – senza togliere nulla al suo lavoro, forse bisogna chiedersi i famosi PERCHE'. Ovvero: perché quel popolo ha avuto proprio quel tipo di storia – e non altra (nulla è per caso). Se approfondisci entrambi i testi, dietro all'antico testamento, la storia di un popolo, e il nuovo testamento, un percorso spirituale, c'è lo stesso “Architetto” e lo stesso “verbo” o progetto a lungo termine. In effetti nel primo testo ci sono anche elementi della sapienza o spiritualità, e nel secondo ci sono ugualmente elementi di cronaca. Ovviamente una cronaca un po' diversa perché riguarda un popolo universale, planetario, globale, cosmico. Nell'antico e nel nuovo “Patto” troviamo le stesse o simili profezie sul futuro dell'Umanità, è logico aspettarsi una specie di evoluzione delle rivelazioni dunque spiegazioni “divine” o extraterrestri, i dettagli per forza aumentano col tempo, niente è statico o assoluto nell'universo. Gesù parla di Giustizia e di Amore, ma il suo non è un insegnamento decontestualizzato dall'obiettivo principale, che per Gesù come per Mosè è “quanto avverrà dopo”, in altre ere, tempi, o Eoni. Quando conosci il perché è nato il popolo Ebraico, inizialmente costituito da pochissime persone, comprendi che non c'era alcuna intenzione di formare una tribù e un regno ma di concepire e partorire la base della struttura spirituale che stava nascendo, le sue radici. E come saprai, le radici di un Albero stanno sottoterra, nel buio il che simboleggia l'inConscio, il fatto di legare ognuno i propri “demòni” interiori – il fondamento della Giustizia – dunque apparentemente attività tenebrose ma in realtà l'inizio più o meno travagliato di qualcosa di meraviglioso e luminoso. Se nell'AT vedi soltanto guerre aliene e conquiste di territori “materiali”, allora ti è sfuggito il meglio, in quel testo c'è molto inConscio con le sue attività, e quello che l'uomo non sperimenta di solito non comprende. Il messia non doveva liberare isRaele dall'oppressione delle nazioni confinanti e da imperatori violenti di turno bensì permettere all'essere umano di liberarsene da solo, progressivamente; ora se 2 + 2 = 4, il risultato è sempre lo stesso anche se leggermente spostato nel tempo. Il 'messia' ci dona gli strumenti (Archetipi) – attraverso i quali l'uomo si ri-Conosce, ed una volta che l'uomo si è conosciuto e riconosciuto, automaticamente si sbarazza dei padroni/ custodi/ guardiani, Terrestri e non, perché ormai non ne ha più bisogno. Gli strumenti che ci hanno donato non sono altro che promemoria di quanto siamo e di quanto c'è già dentro di noi quindi nessuna novità dal punto di vista della Sorgente. Ma questo “salto” di coscienza per noi Umani non dovrebbe mai essere troppo brusco e improvviso, pena lo smarrimento interiore, ecco perché il messia doveva agganciarsi ad un percorso storico, tangibile (non fantastico) precedente il quale serve da contrasto per poter accogliere la “buona novella” nello Spirito (coscienza) invece che nella carne. Secondo me l'uno senza l'atro, probabilmente perderebbe l'efficacia trasformandosi così in una dottrina newage delirante mentale-mentalista, e non sto scherzando. Era il contesto a permettere al messia di dire e fare quello che ha detto e fatto, il contesto conosciuto, la Tradizione Ebraica alterata, e il contesto sconosciuto, l'Apocalisse da lui predetta. Il messia si è trovato in mezzo tra Terra e Cielo, tra ieri e domani, è stato il collegamento tra due modi di Essere o non essere.

[quote1380846623=InneresAuge]
Le guerre si son sempre fatte per denaro, terra e potere, le religioni sono il vestito che usavano e usano i potenti per incantare le masse…
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Certamente ma le guerre sono possibili dove il popolo apprezza il Sistema delle Mafie legalizzate. E questo accade quando l'uomo trascura la Coscienza dell'Uno – da qui l'importanza della (vera) Religione. Secondo me le guerre non saranno per sempre ma finché l'uomo non si ricorderà la sua Origine, la stessa del suo Fratello amico-nemico.