Rispondi a: Nulla si crea e nulla si distrugge, ma…

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Richard
Richard
Amministratore del forum

Pratico poco meditazione, forse migliorerò, tempo fa non capivo, studiando un po ho capito meglio la sua importanza, l'importanza dell'interiorizzazione. Per fare esperienze piu profonde in questo modo dovrei dedicarmici a fondo, sto sperimentando sincronicità ed emozioni particolari, come di risonanza con una conoscenza interiore, studiando e ricercando e riflettendo su certe informazioni.

Fin da piccolo come ho scritto, facevo riflessioni insolite mediamente, credo, per quell'età e in me è innata una sensazione di distacco dal corpo, io non sono il corpo, lo sto usando.

Avrò avuto 8-10 anni e, per fare un esempio, ricordo che giocavo con due calamite, avevano i poli colorati rosso e blu, approfondendo in questo periodo l'argomento ufo e scienza o teorie relative mi viene in mente questa esperienza, ricordo che ci pensai anche a scuola nella lezione di scienze e riguardante la gravità terrestre, alle medie mi pare.
Giocavo con queste calamite e vedevo l'azione a distanza del magnetismo e pensavo, come durante la lezione di scuola, ecco come si potrebbe viaggiare con l'astronave..legavo insomma quello che sperimentavo, con cose che avevo forse sentito nei cartoni animati o in merito ai dischi volanti.

Confrontando quello che sto approfondendo in questo periodo, con certe riflessioni che facevo ad una età molto giovane, mi chiedo, ma stavo inventando o stavo ricordando??
Solo io posso capire quanto sia seria questa domanda, io ho vissuto quei momenti di riflessione dentro la mente in solitudine.

Non ho ricordato vite passate e nemmeno mi sono applicato per farlo, non ho avuto esperienze extracoproree o in stato alterato di coscienza, ma nemmeno ci ho provato e mi sono applicato.
Ho fatto delle riflessioni istintive fin da piccolo e ora me le ritrovo espresse in complessi modelli che cercano di spiegare la coscienza e la realtà invisibile.

Osserviamo con gli strumenti, nelle frequenze visibili e invisibili agli occhi, solo il 5% circa dell'Universo, rendiamoci conto di questo.
Cosa sia e come definire la coscienza non è banale, è materia di ricerca sempre più importante nei nostri tempi attuali.
Secondo le ricerche di Dan Winter e Kostantin Korotkov, la nostra Anima (perlomeno loro parlano di Anima) è un campo di plasma se non ricordo male, perlomeno in questa dimensione con i nostri strumenti e sensi possiamo definirla così, abbiamo un campo aurico, un corpo energetico e informazionale, che è vitale per il corpo fisico.
Secondo Winter, la nostra coscienza è o fa parte di questo campo e il trasporto dei ricordi o meno, ipotizzando una reincarnazione o comunque una sopravvivenza della coscienza, dipende dallo stato di questo campo nel momento di morte.

Io personalmente ho già una sicurezza innata in questa differenza tra corpo materiale e il mio essere piu profondo, non significa non temere la morte, ma maturando tale pensiero si può vedere e affrontare il concetto di morte in modo diverso, la paura di morire è istintiva e utile a restare in questo mondo per completare al meglio la nostra esperienza.
Aggiungendo la scoperta di tante ricerche e studi anche scientifici che supportano questa mia sensazione pre-esistente, perchè dovrei pensare il contrario? Che esiste solo il corpo e la materia e alla fine di questa tutto il mio essere e il mio vissuto diviene uno zero spaccato? Per non dire semplicemente che sarebbe veramente qualcosa di stupido.

ecco alcuni strumenti e usi della tecnica GDV di Korotkov

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Coscienza e nuova fisica

http://www.williamjames.com/Theory/PHYSICS.htm

Spaziotempo Multidimensionale

Modelli multi-dimensionali dello spaziotempo sono stati proposti dai fisici e ricercatori Russel Targ, Harold Puthoff e Edwin May. Proposero che lo spaziotempo quadridimensionale di Minkowky possa essere la parte “reale” di un complesso otto-dimensionale dello spaziotempo.
Modelli otto-dimensionali dello spaziotempo per rispondere alle capacità extrasensoriali, sono stati proposti dalla fisica Elizaberh Rauscher. Suggerisce che le onde del solitone in un complesso multidimensionale dello spazio, possano essere segnali per la psi, in quanto si propagherebbero a larghe “distanze” con piccola attenuazione. Asserisce che i segnali che sembrano superluminali nello spaziotempo quadridimensionale possano essere subluminali nello spaziotempo otto-dimensionale. Suggerisce anche che il problema dei cicli casuali che nascono da una catena casuale retrograda non sono necessari nello spaziotempo otto-dimensionale. La Raucher suggerisce che ogni dipendenza spazio-tempo che esiste per gli effetti psi possa spiegarsi in termini di velocita di propagazione di segnale in uno spaziotempo complesso.

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Investigation of a Complex Space-Time Metric
to Describe Precognition of the Future

Elizabeth A. Rauscher and Russell Targ
http://www.espresearch.com/espgeneral/doc-SpeedOfThought.pdf

Abstract
Per oltre 100 anni gli scienziati hanno cercato di determinare la verità o falsità di affermazioni per cui alcune persone sarebbero capaci di descrivere eventi o informazioni bloccate dalla percezione ordinaria. Per i passati 25 anni, gli autori di questo documento, con ricercatori in laboratori mondiali, hanno fatto esperimenti nella visione remota. L'evidenza di questa percezione o conoscenza diretta di eventi ed oggetti distanti, ci ha convinti della validità di queste affermazioni. E' stato osservato largamente che l'accuratezza e l'affidabilita di questa consapevolezza sensoria non diminuisce tra il percepente e l'obiettivo. I fisici moderni descrivono tale connessione tempo e spazio indipendente tra chi percepisce e l'obiettivo come nonlocale.
In questo documento presentiamo un modello geometrico dello spazio-tempo studiato a fondo nella letteratura tecnica della matematica e della fisica. Questa metrica otto-dimensionale è conosiuta come “spazio complesso Minkowski” e si è mostrata consistente con la nostra presente comprensione delle equazioni di Newton, Maxwell, Einstein e Schrodinger. Possiede anche proprietà interessanti nel permettere una connessione a distanza zero tra punti nel complesso., che sembrano separati fra loro nell'osservazione ordinaria. Proponiamo un modello che descrive gli elementi principali della parapsicologia sperimentale e allo stesso tempo è consistente con la presente struttura della fisica moderna.