Rispondi a: Il risveglio di coscienze

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#46307

Gyta
Partecipante

..i DODICI SINTOMI DEL RISVEGLIO DELLA VOSTRA DIVINITA' [..]

A me più che il risveglio della divinità mi sembra il suo.. sonno! §(°

Perché invece non cerchiamo di comprendere in profondità punto per punto cosa accade in noi?
Di certo può apparire meno doloroso stipare ciò che sentiamo dietro una bella omologazione dal sapore spirituale e sigillarla col fiocco consensuale del nostro super io.. ma di “spirituale” non ci rimarrà che il simulacro di un sapore.

Risvegliare la divinità significa in prima istanza prendere coscienza realmente della nostra interiorità e nessuna energia viene risvegliata senza che facciamo lo sforzo di comprendere da cosa dove e come viene trattenuta, in cosa incanalata, diretta..
Il nostro cuore, la nostra psiche non è una cosa “in più” da poter aggirare, domare e trascendere.. ma il punto chiave attraverso cui poter accedere ad una dimensione reale dell’essere, senza la quale nessuna divinità può risvegliarsi, fiorire.. perché quella divinità è quella stessa energia che evitiamo con cura di conoscere in noi, di liberare attraverso una reale conoscenza interiore, dei nostri moti e del nostro sentire più profondo.

Un malessere è di certo un sintomo di conflitto interiore ma non presuppone l’esistenza di alcun cambiamento in atto. Anzi, è l’ultimo campanello d’allarme che cerca di spingerci verso una presa di coscienza reale in ciò che abbiamo con cura evitato di ascoltare del nostro animo sino a quel momento.. Ora il nostro essere tenta in estremo attraverso questi segnali di essere ascoltato.. non “sublimato”.
La divinità può risvegliarsi nell’uomo, attraverso l’uomo poiché significa vivere divina-mente.. presuppone l’uomo; è il risveglio dell’essere nell’essere, è la coscienza di essere nell’uomo. Non una sublimazione ma un percorso, una strada, un cammino di coscienza interiore, di conoscenza interiore dove l’immaginario degli archetipi può fungere da aiuto nel delicato lavoro di districare il groviglio di sentimenti che hanno portato al blocco di un fluire armonico ma non certo sostituirsi all’ascolto diretto a quel sentire interiore sciolto da concettualizzazioni omologanti, seppure all’io (spaventato) molto rincuoranti!

Un abbraccio..