Rispondi a: ciao sono iris

Home Forum SPIRITO ciao sono iris Rispondi a: ciao sono iris

#46497

iris
Partecipante

Grazie freespirit, grazie Antonella. Mi torna spesso alla mente una cosa che ho letto nel libro “,L'uomo che ride” di Victor Hugo. A quei tempi alcuni mettevano bambini in delle giare ognuna di forma diversa e li lasciavan li per anni, finchè il loro corpo non prendeva la forma delle giare e quindi diventare fenomeni da baraccone. L'uomo che ride fu uno dei tanti fenomeni da baraccone, ridotto tale solo per far ridere il pubblico e guadagnar
soldi. Della sua malformazione provacata da mani umane tutti ne traevano benefici: il padrone del baraccone che ci guadagnava non poco e il publico che al vedere quel volto non riusciva a frenare le risa. Come si possa ridere nel vedere una malformazione non sono mai riuscita a capirlo. Sembra che alcune persone godano della sofferenza di altri.
A me non mi han messa in una giara, ma mia madre non ha fatto altro che modellarmi a sua immagine e somiglianza, ero una burattina nelle sue mani, mio padre succube di mia madre
non aveva voce. Io vivevo nel terrore di mia madre, ogni sua parola era un ordine e lo è stato fino a due anni fa quando dopo una lunga e crudele malattia è morta fra atroci sofferenze. L'ho tenuta con me e accudita fino all'ultimo istante. Mia madre era la sofferenza in persona, quando avevo tre anni (abitavamo in campagna e la casa era di due piani, nel piano sopra c'erano le camere da letto) tentò il suicidio buttandosi dalla finestra io ero nel cortile e ho assistito a tutto.Mi raccontava spesso, troppo spesso e senza lesinare sui particolari, del suo secondo parto(il secondo figlio consigliato dai medici perchè così lei sarebbe guarita), il figlio della speranza però aggiunse dolore al suo dolore, si partoriva in casa a quei tempi, il bambino era troppo grosso la madre stava per morire, lo tiraron fuori male da procurargli una paresi ostetrica al braccio sinistro. Ha sempre creato grossi problemi e più cresceva e si sentiva “diverso” più ne creava, all'età di sedici anni cominciò a bere e oggi che ne ha 54 beve come una spugna, gli è morto il primo figlio di soli 23, anni(cocainomane). Io?? io non esistevo….colpevole della mia sanità fisica ero lasciata sola a me stessa sempre umile e sottomessa agli ordini di mia madre.
I miei genitori han delegato me e poi di conseguenza mio marito a cercare di rimediare i tanti casini che combinava l'alcolista. Tmaponavamo di qua tamponavamo di la, senza risultato alcuno, anzi le cose peggioravano sempre di pù.
Se anni fa circa, dopo una ennesima sua telefonata una voce balbettante impregnata di alcol, io non ce l'ho fatta più: due cose mi venivano in mente o doveva morire lui o dovevo morire io ma…ebbi la forza di telefonare agli AA, che mi dissero che c'erano gruppi di sostegno per parenti di AA, vi andai la stessa sera, e frequentai assiduamente per 4 anni, poi ho lasciato perdere, ma ho sbagliato e intendo ritornarci. Convivere con un alcolista attivo è un inferno, li imparavamo a raggiungere una certa serenità capace di farci vivere quasi normalmente, ma ripeto l'ho lasciato troppo presto. Non sono riuscita a far mio il distacco con amore, uno dei tanti atteggiamenti che si imparano frequentando, io non riuscivo ad imparare e me so stufata. Li mi è stato detto che l'alcolismo è una malattia, malattia devastante e che dura tutta la vita. Penso che non vi megliaviglierete se vi dico che intorno a noi si è fatto largo, nessuno ci avvicinava, e in particolare i parenti. Non ho mai provato vergogna per il problema di mio fratello e non mi importava nulla se la gente ci e mi evitava. Pensavo fosse giusto e normale, e forse lo è. Anche oggi mi trovo ad un bivio: o morire o continuare a vivere, ma se devo continuare a vivere devo riuscire a smettere di soffrire altrimenti sarà la morte che cercherò. Sto facendo tutti i tentativi che posso per trovare altre alternative a quella di sparire per sempre forse per questo Dio mi ha guidato sino a voi…spero tanto che sia così perchè sono giunta ormai all'ultima spiaggia…dopo ci sarà il nulla. Ho letto e so che non si deve interrompere la propria vita pena la difficoltà che poi incontrerà lo spirito che non ha ben completato il suo corso io lo chiamo, di addestramento. Questo mi frena, e se fosse vero? Muoio per non soffrire più e invece potrei trovare ancora sofferenza?? Si questo mi frena almeno per ora…
Grazie a chi avrà la bontà e la pazienza di leggermi, buona vita a tutti :bay: