Rispondi a: IL DIAVOLO E’ CON NOI

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#46854

deg
Partecipante

[quote1302267666=tavani]

Quindi devo soffrire per conoscere me stesso/a?
Devo solo gioire per conoscere me stesso/a?

Quale è la risposta esatta, i comportamenti esatti che mi portano a conoscere me stesso/a e quindi a essere libero/a da tutti i pregiudizi errati?

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Entrambe le cose possono “servire” la conoscenza di sé stesso.
Secondo me conoscere sé stesso è ritornare all'Essere essenziale, “depurato” dall'identità costruita più o meno aderente all'io originale, è misurare l'eventuale distanza che si è creata tra i due, prenderne coscienza, comprendere gli eventuali errori e/o squilibri che ne derivano, quindi accettare il nuovo stato d'essere, amarlo (amarsi), coccolarlo, rispettarlo.
Non si può amare ciò che non si conosce, o l'immagine fasulla di ciò che si crede di conoscere.
Impossibile pretendere di conoscere, rispettare e amare gli altri se non ritroviamo la conoscenza e l'amore di noi stessi.

Certo non è una cosa che si fa una volta per tutte, ogni giorno è un impegno.

L'esperienza del dolore è un'occasione unica di scavare e di dare ascolto ai propri sentimenti, così come lo è l'esperienza della gioia.
Non bisogna fermarsi alle emozioni superficiali, anche le più intense, che non sono altro che il “ricordo” richiamato di altre emozioni, più vecchie, quelle che ci hanno costretto a forgiare l'ego, l'identità.
Le emozioni sono preformate, codificate, prendono il sopravvento sui veri sentimenti. Noi tendiamo a nutrire questo corredo, tutto sommato limitato, di emozioni, sempre le stesse, mentre in realtà siamo capaci di molto di più.
In un mondo che ci sazia e si nutre di emozioni superficiali, anche a noi estranee ma che ci danno l'illusione di provarle (televisione ad esempio), non c'è più spazio per sentire ciò che abbiamo nel profondo .. Invece siamo capaci di sentimenti!

Bisogna uscire dalla bolla di sicurezza che abbiamo creato intorno a noi e che gli altri ci rimandano immancabilmente, confortandoci .. Tu sei bravo a cucinare? DOVRAI essere bravo a cucinare sempre, perché è ciò che ci si aspetta da te. E più sei bravo più soddisfi l'ego e l'immagine che gli altri ti rimandano ti rassicura …. Sai ascoltare gli altri? Devi farlo sempre, per le stesse ragioni! .. E' la tua identità costruita, quella che ormai conosci!
In realtà tu cucini oppure ascolti gli altri probabilmente perché è davvero il tuo essere profondo, ma forse no .. Forse qualche evento della tua vita ti ci ha portato, per difesa, o per paura di perdere qualcosa, o altro .. In ogni caso lo hai dimenticato.
Bisogna riscoprirlo.
Certo l'ignoto fa paura, perché è ignoto!
Ma oltre la bolla, ci siamo noi …