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tavani
Partecipante

[quote1301480583=prixi]
La ricerca di uno stato permanente di “beatitudine”, di quiete interiore, è un processo molto lungo e per ironia, non privo di forti sofferenze.


Il maestro, siamo noi, ognuno di sé … ed a volte, la frase “illuminante” può essere ascoltata da un passante inconsapevole, o percepita da un colore del cielo, o da un particolare profumo …

Vorrei tanto poter donare ad ogni essere la propria soluzione, perché la felicità è un dono meraviglioso, che vorrei fosse di ogni essere, ma posso solo dirvi con sincerità di cuore, vi voglio bene, vi amo.
:cor:
[/quote1301480583]
Ciao Prixi, è molto bello quello che dici, e se non sei esente da momenti di debolezza, io dico che siamo esseri in divenire.
Guarda alcuni maestri tibetani, o di altre scienze e filosofie particolari.
Mi viene da pensare che alcuni di questi vivono nella calma e nella quiete (sebbene questo richieda loro delle meditazioni lunghissime – come l'esempio di quegli uomini che non mangiano nè bevono più da molto tempo), sono individui in cui la “lotta” mentale è in continuo equilibrarsi.
Pensare una cosa–> lasciare andare–>comprensione e accettazione del pensiero–>trasformazione del pensiero in verità—>non sofferenza–>mancanza del desiderio di cibarsi e bere–>(sublimazione del corpo?)

Noi individui che siamo in una società diversa, abbiamo ruoli diversi e maniere diverse di svolgere “i compiti di casa”.

In pratica, pur immersi nella società, siamo alla ricerca della non-sofferenza.
Quindi momenti di felicità, seguiti da momenti di sofferenza come dici tu.
Magari ci sono anche tra noi individui che hanno o tentano di interrompere questo ciclo.

In realtà non si tratta neanche di interrompere un ciclo, ma solo di osservare la verità e permettere che questa trasformi il nostro modo di pensare per diventare Esseri positivi e non più Esseri con la tendenza al negativo.

Questo richiede una trasformazione come mai ce ne è stata. Crescendo infatti siamo andati sempre più giù fino a che le scelte poi fatte si sono rivelate mancare sempre della felicità. Ricordi quando eri bambina? Tutto ti andava bene e questo era la norma. Il mondo non era più ricco di adesso, anzi.
Avevi meno cose, viaggiavi forse di meno, mangiavi meno gelati di quanti un bambino di oggi ne possa mangiare. Però eri sempre nella felicità. I problemi sono sempre iniziati nella crescita.
E così si va avanti fino a diventare adulti, quindi poi si diventerà anziani ed infine vecchi.
Cerca un vecchio/a che ha trovato la felicità. Non lo troverai, per loro la felicità definitiva sarà morire, quando si saranno liberati dal corpo.

Quindi la morte diviene liberazione e comprensione della verità ultima.
Cosa succederebbe se tu conoscessi la verità senza aver raggiunto l'aldilà? probabilmente cercheresti quei processi che ti rallentano l'invecchiamento e ti curano dalle malattie, perchè avendo conosciuto la verità avresti saputo in quale occasione ti sei ammalata e il motivo vero per cui sei invecchiata/o.

Purtoppo nessuno torna dall'al di la e quando veniamo qui abbiamo “bevuto dalla fonte dell'oblio”. Quindi non siamo capaci di aiutare noi stessi.
Ora la nostra coscienza ha delle informazioni al riguardo, perchè è stabilito che tu possa risvegliarti da questo torpore, spostare il velo, e vivere in verità.
In questa epoca può essere successo che alcune persone conscie di questo processo siano venute in vita.
E questo è successo a me.
Pensa che ero in un istante in cui mi son detto:
ma chi me l'ha fatto fare di venire in questa vita (se è vero che ho deciso la mia incarnazione in un modo o nell'altro)?
due erano le risposte possibili, anzi tre
1-sono un incosciente, sono venuto per soffrire
2-sono un saggio, perchè so come uscirne
3-il caso ha voluto che fossi qui, non c'è stata decisione alcuna.

Ho escluso la 3 perchè non ho creduto nel caso.
Ne rimanevano due e avevo capito che la verità era la numero 2, dato che a nessuno piace soffrire, perchè avrei dovuto agire così?

Questa situazione mi ha fatto nascere il sospetto che io possa aver fatto questa scelta già altre volte, ed uscito dalla matrice già altre volte, in altre vite. Quindi sono nuovamente sveglio per fare qualcosa.

Probabilmente devo richiamare al risveglio altri individui per farli rinascere alla verità, alla verità che non sono qui per soffrire nè per il caso.

La sperimentazione della vita nella “carne” è una scuola incredibile. Ci sono matrici nelle matrici, e in queste energie positive, negative. Districarsi è difficile, ma se sei su questo piano, è probabile che tu sia una di quelle figure venute qui per uscirne e poi aiutare il prossimo (non lo ricordi questo “patto”) oppure non so. Datti tu una risposta. Un motivo c'è, ed è il profondo significati della tua vita, delle tue gioie e delle tue sofferenze.

Ciao