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Seminario sul Calendario Maya: preparazione al 21 dicembre 2012
[color=#ff0000]Creato da Marco Fardin[/color]

Domenica 16 settembre 2012
9.30 fino a 18.00
Genova

Eccoci in arrivo della nota data del 21 dicembre 2012.

La cronologia Maya, che si basa sul Lungo Computo o Grande Ciclo, arriva al termine del 13° Baktun proprio nel solstizio d’inverno di quest’anno, secondo la datazione tradizionale, cioè alla fine di un ciclo. E se poi non accadesse nulla, molti rimarrebbero delusi. Questo è il rischio più grande, insieme alle possibili manipolazioni legate alla paura della fine della civiltà.

Nei prossimi mesi ci saranno vari eventi collegati a questa data. Per parte mia, terrò seminari e conferenze relative al Calendario Maya in generale, cercando di far comprendere che la visione di questo Calendario (o meglio, sistema di calendari) non è la medesima che inconsciamente abbiamo adottato tramite il calendario gregoriano che usiamo tutti i giorni, che è una visione materialistica, e quindi legata anche a singoli eventi esterni (come, ad esempio, la data del 21 dicembre 2012): la prospettiva Maya, al contrario, parte dalla Coscienza per determinare la materia, secondo cicli temporali di 360 giorni e multipli (non di 365 giorni), secondo quindi un processo. Mi occuperò anche dell’alternativa alla datazione classica e del perché la fine del Lungo Computo è già avvenuta e in quale punto della storia dell’Evoluzione ci troviamo oggi.

Terrò il primo seminario tra pochi giorni, precisamente il 16 settembre (domenica) a Genova.
Ecco il link: http://www.coscienzacreativa.com/C_Maya_Genova_16_09_2012.pdf.

Nella nostra situazione credo comunque che sia necessario prepararci alla data del 21 dicembre 2012, nel senso che per allora sarà importante che sempre più persone siano consapevoli dell’importanza di un cambiamento di prospettiva, dal materialismo all’Unità e all’Organicità, altrimenti le forze che portano avanti disegni di dominio basati proprio sulla paura legata alla catastrofe che ci attenderebbe potrebbero avere il sopravvento. Il futuro non è inciso sulla pietra: spetta a noi co-creare quello che desideriamo, in primo luogo a partire dalla nostra Italia, che deve diventare – perché fa parte della sua natura – la culla della cultura e della rinascita del nostro pianeta.
http://www.altrogiornale.org/_/forum/forum_post.php?rp.117209.406


IL PARADOSSO DELLA NOSTRA ERA: "Abbiamo case più grandi e famiglie più piccole; Piu comodità, ma meno tempo; Piu esperti, ma piu problemi; Piu medicine, ma meno salute;
E’ un tempo in cui ci sono tante cose in vetrina e niente in magazzino.
Parliamo troppo, amiamo troppo poco e odiamo troppo spesso.