Rispondi a: Cos'è il Tempo?

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#47810

Nuzzi
Partecipante

Tutti gli imperi crollano.

Io ho una poszione un po' particolare su questo.
Personalmente non ritengo possibile una società perfetta, o tendente alla perfezione, in cui le persone siano tutte illuminate o quasi.
Non lo ritengo possibile perchè gli illuminati sarebbero molto restii ad una società fatta di regole comuni e questo perchè un illuminato è se stesso punto e basta.
Pensare che tutte le persone illuminate siano “simili” (a parte il fatto di essere illuminate) è un'abbaglio madronale.
E' una trappola in cui siamo caduti senza riflettere.
Forse ci siamo cascati perchè tendiamo a considerare illuminati solo gli inttellettualoidi che fanno conferenze e che scrivono libri.
Noi ascoltiamo le conferenze, leggiamo i libri e pensiamo che gli illuminati siano quelli. Ma per la cultura che ha inventato “l'idea di illuminazione” la cosa era decisamente differente.
Nei racconti delle illuminazioni troviamo vasai, macellai, assassini, poveracci che si illuminano. E mica tutti vanno in giro a predicare o si fanno monaci.
Molti rimangono alla loro vita, molti attirano l'attenzione della gente ma non per quello che dicono, ma perchè un illuminato è autentico e l'autenticità, in una mondo governato dalla ragione, è una mosca bianca.
Chi è illuminato si comporta in base alla sua natura, che questa sia sempre buona non è a noi dato di saperlo.
Aprendo un po' il discorso, credo che una “società illuminata”, sia più vicina ad uno stato “animale” piuttosto che al super uomo che tutto conosce dell'universo e che spera di arrivare a una visione totale per vedere il “grande spirito”.
E' possibile argomentare questa stramba affermazione ragionando sul modo in cui noi conosciamo il mondo.
Siccome il pensiero intuitivo non è legato alla volontà del singolo, ma è capriccioso e sfuggente, dobbiamo dedurre che l'unica possibilità di utilizzare la mente in maniera volontaria sia quando utilizziamo la ragione.
La ragione, per conoscere le cose, deve catalogarle, differenziarle, e confrontarle.
Da questi meccanismi nascono i ragionamenti.
Ora la domanda è: se partiamo dall'assunto che tutto sia uno, e mi sembra che su questo possiamo trovarci daccordo in molti, come può una mente strutturata per sua natura sulla divisione essere lo strumento per comprenderlo?
Allora forse, per comprendere quest'”uno” non è il caso di usare la ragione: pensiamoci bene, già il fatto di pensare che “devo capire il mondo” è un porre divisione fra me che sono lo studioso e il mondo che è lo studiato.
Ela base del ragionamento che contraddice l'assunto principale.
Finchè continueremo ad affidare alla ragione la nostra vita non potremo essere autentici, perchè essere autentici significa poter anche essere contraddittori mentre per la ragione le contraddizioni sono un “errore”.
Un animale vive la vita in una simbiosi molto più alta col tutto, perchè?
Perchè non pensa in termini razionali!
Da qui deriva la conseguenza che forse il problema è il pensiero razionale, e che non possa la causa di un problema ad esserne anche la soluzione (o forse si ma a me piace di meno).
Se vogliam pensare a un mondo migliore non possiamo semplicemente prendere quello che abbiamo e chiederci “come posso migliorarlo?” dobbiamo, per prima cosa, chiederci: “ha senso migliorarlo?”
Ha senso progredire su questi binari o è meglio cambiare radicalmente?
Ma siamo così sicuri che il nostro modello che dice “più cose sappiamo meglio stiamo” non si sia dimostrato, nei 4 secoli in cui ha imperato, completamente falso?
Io penso che la popolazione italica del 1300 fosse in media molto più “felice” di quanto lo siamo noi oggi.
Per questo non penso che un sistema basato sulla ragione possa portare in nessun postoe credo credo che ogniqualvolta, nella storia dell'uomo a noi conosciuta, si è cercato di stabilire idee che fossero condivise da tutti, idee anche meravigliose, si è fatto un danno enorme.
il motivo è che la natura è molteplicità, è differenza, è particolarità.
Non troverai mai persone daccordo sulle stesse regole, dovrai sempre insierire un meccanismo di controllo (per esempio la forza pubblica) per costringere chi non è allineato ad allinearsi.
e questo vale per regole orribili e per regole splendide.
Siamo tutti diversi, e lo saremmo anche da illuminati.
A me pare una semplificazione alla “startrec”pensare che un pinaeta di migliardi di persone abbia stesse idee su molte cose, anzi se devo dire il vero è un'ipotesi che mi spaventa moltissimo.