Rispondi a: Cos'è il Tempo?

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#47838

sephir
Partecipante

Nuzzi sono d'accordo sul fatto che la ragione non è sicuramente lo strumento primo con cui arrivare ad essere illuminati, anzi è l'ultimo.
Non intendevo immaginarmi una massa di cloni santi indistinguibili, piuttosto un'unione armonica di esseri sulle cui differenze non ho ragionato ma che leggendoti non mi viene difficile ideare secondo le mie congetture appunto razionali: ognuno cosciente dell'Uno (o chiamiamolo come vogliamo), e tutti (prima di fondersi nell'uno) sempre più propensi a superare i limiti umani (corporei e razionali). Se poi sono macellai o quant'altro credo che (se crediamo ad una evoluzione) prima o poi nelle varie incarnazioni saremo tutto.

IN realtà siamo tutti un pò vittime delle categorie da noi conosciute, e potremmo dialogare ore sulle sfumature di mondi paralleli più giusti o meno creandone praticamente noi di nuovi.
Ti fa paura giustamente l'immagine dittatoriale di una società alla 1984, nel bene o nel male, ma mi ha sempre lasciato un dubbio la nostra paura di perdere la nostra individualità in mezzo a qualcosa di più vasto e non intendo la vastità di un partito o di uno stato che per quella non ci vuole paura ma vero e proprio terrore (ma no il terrore attrae la negatività! 🙂 )

Non lo ritengo possibile perchè gli illuminati sarebbero molto restii ad una società fatta di regole comuni e questo perchè un illuminato è se stesso punto e basta.

Credo di capire il tuo timore, ma io immagino che a tanta saggezza/amore etc, corrisponderebbero tali e tanti nuovi sistemi di armonizzazione fra gli individui che non ci sarebbero forse più nemmeno le basi sociali per creare omologazioni forzate e indirizzi univoci di comportamento tipo “devi essere cos', devi parlare così, devi mangiare così”, questo è in effetti il modo che per secoli ci hanno imposto da tutte ledirezioni e forse l'unico che nella nostra infanzia umana potevamo recepire sempre nel bene o nel male, a seconda di chi trovavamo come insegnante.

già il fatto di pensare che “devo capire il mondo” è un porre divisione fra me che sono lo studioso e il mondo che è lo studiato.
Ela base del ragionamento che contraddice l'assunto principale.

D'accordissimo, ma per ora noi non riusciamo a fare che questo, fintanto che paradossalmente non impareremo a non farlo e a usare le altre fonti.

IN effetti ti poni il problema importante di chi dice ” non bisogna risolvere il problema della povertà continuando con banche, finanza e mercati internazionali, nè con finti aiuti pacifici che violentano subdolamente con debiti etc; bisogna cambiare noi e iniziare un percorso di riavvicinamento alla terra e insegnamento della spiritualità etc etc”.

Ma se non avessimo la ragione discriminatrice come arriveremmo un giorno a dirci” ok da adesso in poi basta razionalità imperante, medito, placo la mente e vediamo che succede”…da qualche parte bisognerà pur iniziare il percorso… e sono sicuro che un saggio non perderà mai la sua singolarità (ma in realtà anche questo è un nostro legame egoico, perchè siamo tutti già uniti ma prima di asseverarlo…eh,ne manca!).