Rispondi a: Cos'è il Tempo?

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#47843

Nuzzi
Partecipante

[quote1313930819=prixi]

Per assurdo, la società è sempre “perfetta” … nel senso che è esattamente “lo specchio” che riflette il grado di evoluzione degli esseri che la costituiscono … e per evoluzione intendo a tutto tondo; cultura, tecnologia, credenze, spiritualità, etc …
Non credo che dovremmo valutare il miglioramento della società, basandoci su il “campione di “illuminati” o “non illuminati” … poichè trovo restrittivo il termine di definizione … voglio dire che se negli individui, si insinua, una consapevolezza, anche non esemplare (come nel caso limite di un illuminato), che spinge gli stessi ad assumere un atteggiamento di responsabilità del proprio modo di porsi (quindi con caratteristiche del tutto soggettive e non standardizzate ad un modello clonante), in automatico si avrà una corrispondenza del “miglioramento” di tutta la società.

E' molto probabile che non ho compreso bene il parallelismo che proponi tra istintività animale e relativa connessione al Tutto e razionalità del pensiero umano …
L'essere umano, è composto sia di una parte istintiva (animale) sia di una razionale …
Ovviamente se escludiamo nell'uomo una delle due parti, commettiamo un errore di “incompletezza” … perciò preferisco parlare della sua globalità ed interezza e semmai porre il problema dell'equilibrio armonico fra le parti …
Partendo dal presupposto, che come sopra cosi sotto, micro e macro, allora la considerazione che mi viene spontaneo fare, è il parallelismo con l'esperienza umana nel corso della sua esistenza, dalla nascita alla morte … cioè, il neonato, che prevalentemente è istintivo, passando per l'affermazione dell'ego nell'infanzia adolescenza, per arrivare (ci si augura) alla razionalità nella fase adulta (e ancora più auspicabile) alla saggezza dell'anzianità (che a mio parere è il raggiungimento dell'equilibrio armonico di tutti gli aspetti dell'essere)…
Quello che mi pare di constatare, è che noi (in quanto umanità) stiamo vivendo ancora in una fase altalenante adolescenziale-adulta … dove ego e razionalità, hanno il sopravvento sulla parte istintiva-emozionale e sulla saggezza non ancora raggiunta…

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Prixi, anche la tua risposta mi piace ma sono del parere opposto riguardo la società.
Dal mio punto di vista la società non è lo specchio degli individui che ne fanno parte, per lo meno non oggi, ma è un meccanismo che cerca di destrutturare in una sorta di “pensiero unico” le infinite peculiarita e differenze che avrebbero i singoli individui.
La società è un'imposizione, è il tentativo, come diceva Freud, di barattare molta felicità in cambio di poca sicurezza.
A mio parere se gli individui fossero lasciati liberi di esprimere il proprio essere si produrrebbe un sistema equilibrato che non avrebbe bisogno di regole scritte. Si produrrebbero micro comunità di persone che decidono spontaneamente di collaborare fra loro per raggiungere un fine che si sono prefissate.
Certo il passaggio sarebbe pieno di pericoli ed insidie, di certo molte persone dovranno morire in questo cambiamento, magari pure io fra questi, ma di certo si arriverebbe a un situazione più equilibrata e logica.
Qualcosa di vicino alle tribù che ancora oggi, in pochissime parti del mondo, mantengono uno stile di vita fatto di pochisime regole, ma che stanno infinitamente meglio di noi.
Se ritrovo l'articolo lo posto ma avevo letto che alcuni membri di queste tribù avevano accettato di sottoposri all'esame del sangue e i risultati hanno dello sconcertante:
I livelli medi di dopamina, “l'ormone della felicità”, misurati in questi individui era circa il doppio dei livelli medi dell'occidente industrializzato e tecnologico.
Io credo che questo debba farci riflettere molto.

[quote1313930819=prixi]

Cosi, come in ogni fase di “crescita” (sempre nell'esempio del corso della vita) esiste un momento di “crisi” (scelta) dove ci si chiede se è giusto demolire il “vecchio” per un radicale “nuovo” (adolescenza) … e di solito, nella maggiorparte dei casi, è proprio questo ciò che avviene … ed è probabile che dovremo passare da questo come umanità …
Staccarsi da quello che si ritiene “sbagliato” per costruire (pur senza “errori”) una visione nuova … fà parte dell'evoluzione, della crescita ….
… ed in fine (e non sò quantificare il “tempo” che occorrerà) si arriverà a quella fase dove, “la via di mezzo” sarà il raggiungimento di quell'equilibrio che armonizza tutte le parti di cui siamo portatori e le unisce con consapevolezza comprendendone il valore e la pienezza.

… non sarà necessario “pensare” allo stesso modo, perchè quello che Unirà le diverse opinioni, ed i diversi modi, sarà un concetto comune di esperenza umana “sottile” … che passerà come “cultura di fondo” esperienza acquisita, indipendentemente dalle peculiarità e caratteristiche soggettive ….

Sarei lieta ed onorata di vedere in questa mia esperienza di vita, questo raggiungimento …
… il cuore a volte, mi dice che cosi è …
ma anche se cosi non fosse, tutto ciò che è nelle mie possibilità, e soprattutto sul piano “sottile”, è mia volontà ed impegno contribuire a questo protendere.

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Io spero vivamente che tu abbia ragione ma ne dubito fortemente.
Per accettare questa tua previsione sul futuro dovremmo ipotizzare che nel profondo di ogni individuo ci siano idee e sentimenti comuni che gli permetteranno di relazionarsi profondamente e pacificamente con gli altri.
Ma in realtà le uniche possibili uguaglianze degli individui sono esclusivamente su un piano razionale, perchè la ragione è precisa e dati gli stessi dati è facile arrivare alle stesse conclusioni.
La parte folle, la parte inconscia di noi invece è sempre differente non è possibile definirla con certezza proprio perchè non è provvista di punti comuni.

Infine sono d'accordo con te che è scorretto parlare solo di istintività o solo di ragione ma non penso che sia necessaria una sinergia fra le due parti.
Sono convinto che bisogna arrivare a uno stato in cui non c'è ne istinto ne ragione ma contemporaneamente ci sono entrambi e questo è lo stato classico he viene descritto come “illuminazione”.
Così come non esistono osservatore e osservato ma “esistenza” così non possono esistere ragione e intuizione ma deve esserci qualcosa di altro.