Rispondi a: L'impero della mente

Home Forum SPIRITO L'impero della mente Rispondi a: L'impero della mente

#48693

Xeno
Partecipante

[quote1352288967=Erre Esse]
Come dislocarsi.

Spesso mi sono trovato, e a volte mi trovo tutt’ora con un certo gusto, a parlare delle opere di David Lynch con molte persone, persino con i grandi appassionati di cinema, ed ho notato che in quasi tutte le circostanze sia un classico terminare questo tipo di discorsi cambiando spesso il soggetto, per via di quella falla comunicativa che si viene a creare quando si affrontano argomenti come la Coscienza e le sue infinite Reti di scambio informazioni. Le interpretazioni sono così vaste e ricche di possibilità che alcuni si perdono letteralmente al loro interno. Durante queste conversazioni si possono udire i commenti più disparati di fronte a un’opera di Lynch come Inland Empire, tanto per citarne una abbastanza scomoda: estremo, difficile, caotico, eccessivamente eccentrico e visionario, forzatamente dislocato, quasi fosse composto da un’accozzaglia casuale di situazioni prive di nesso e relazione. Un film “pesante” in grado di condurre qualsiasi spettatore in un mondo soporifero, governato da decine di sbadigli. Eppure…

… per quanto mi sia riuscito di penetrare nelle profonde vastità della mente di Lynch, ogniqualvolta abbia tentato di spiegare l’assurda logica narrativa di questo film a coloro sufficientemente dotati di “fegato” da volersi intrufolare negli angusti anfratti dei limiti della ragione, è spesso emersa una certa difficoltà nel tentare di contrastare i modelli mentali standard, poiché Inland Empire parla proprio di questo: la narrazione di eventi, presenti, passati e futuri, che coesistono contemporaneamente allo stesso tempo e che solamente in apparenza sono scollegati tra di loro, nei reami della mente. In altre parole, il Nastro di Moebius esplicato su celluloide. Ma questo film è difficile e complesso da digerire solamente perché la mente, e parlo della sua impalcatura di base, concepisce la linearità con maggiore semplicità mentre rifiuta pressoché tutto quanto ne è al di fuori, e se si vuole arrivare a comprendere storie come Inland Empire, ma anche come certi meccanismi partoriti dalla “realtà”, tutt’ora rimasti inspiegati, si aprano di fronte ai nostri occhi, occorre letteralmente mettere in cortocircuito le idee.

E’ come se il cervello di fronte ad una differente concezione dei modelli lineari che descrivono “spazio e tempo”, entrambi necessari per fare esperienza della vita, cerchi di giocare a tris con se stesso, armato della seria intenzione di vincere e perdere allo stesso tempo.

Pensate per un istante cosa ciò possa voler significare.

Immaginatevi di fronte ad una scacchiera e state per dare vita a una strana partita a scacchi, durante la quale siete contemporaneamente sia il giocatore che lo sfidante. Mentre mettete in pratica entrambi questi ruoli, dovete sforzarvi di sentire quella tipica pressione propria delle più importanti competizioni agonistiche: battere il vostro avversario a tutti i costi. Solo che in questo caso “l’avversario” siete sempre voi. Riuscite a capire ciò che intendo? E’ come tentare di cortocircuitarsi; inserire a forza due differenti personalità e intelligenze armate dello stesso scopo e in netto contrasto tra di loro all’interno di un’unica individualità, la quale per comprendere questo assurdo gioco è costretta a farsi da parte, oppure annullarsi. Ecco perché spesso gli argomenti inerenti “il tutto” o l’esistenza del tempo e dello spazio unicamente come modi di pensare, e non come condizioni proprie del creato, provocano generalmente nelle persone alcuni fastidi se non veri e propri e giramenti di testa, mentre altri rinunciano del tutto a voler approfondire. Non è questione di ignoranza o mancanza di volontà, ma è questione della carenza di potenziali.

Continua a leggere
http://www.automiribelli.org/blog/?p=290#more-290

[/quote1352288967]

Molto interessante Rossano.

Gurdjieff inventò i balletti detti danze sacre proprio per superare questo gap della mente.
In pratica solo se l'allievo riusciva a eseguire i movimenti dissociando la linearità meccanica della mente poteva eseguire il balletto senza fare pasticci.Ci voleva un alta presenza,considerando tra l'altro che venivano eseguiti in gruppo e con un pubblico in sala.
Ne inventò diversi,sia per una questione coreografica,sia per evitare che la mente memorizzasse col tempo i movimenti rendendo vana la danza sacra.

Cmq credo che mi applicherò nell'esercizio postato;riflettendo credo che per praticità userò una lavagna bianca con la la stella in pennarello indelebile,mentre la tracciatura in pennarello cancellabile.

Grazie del post Rossano

ps. spero che dopo l'esercizio riuscirò a connettermi ancora (in tutti i sensi) :scare: :hehe: