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#4880

Rebel
Partecipante

[quote1398721092=camillo]

Stiamo a vedere quanti riusciranno ad arrivare alla risonanza, e poi tra questi quanti andranno in overunity.
Infine tra i pochissimi che ce la faranno, se ce la faranno, quanti creeranno grossi disagi o peggio all'ambiente circostante, in quanto il terreno attorno al QEG risulterà squilibrato, mancando di una peculiare forma di energia non percepita dai nostri strumenti.

Ighina per evitare tale squilibrio collegava il suo “QEG equivalente” a dei grossi cassoni pieni di polvere di alluminio interrati profondamente e disposti a raggiera che fungevano da accumulatori tipo “orgonite”. Contenenti quintali di polvere.
Altri lunghi tubi cilindrici riempiti di polvere di alluminio erano disposti sopraelevati a 2 metri di altezza per catturare altra energia dall'aria e dal sole.

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Non sono d'accordo sugli squilibri, l'energia liberata dal QEG ritorna quasi immediatamente nell'ambiente circostante una volta utilizzata, supponiamo di generare la potenza che ci occorre in una normale abitazione in base alla richiesta, ossia per le pompe di calore (invece che la caldaia a gas) per il riscaldamento e il condizionamento, lo scaldabagno per l'acqua calda, ferro da stiro, aspirapolvere, frigorifero ecc, questa energia viene utilizzata un istante dopo essere stata estratta da ZPE e dissipata immediatamente nell'ambiente circostante, chiamiamolo 'etere' ok? lo squilibrio è solo momentaneo e dura una frazione di secondo, non stiamo spostando in modo definitivo o a lungo termine una grossa quantità di energia da un posto all'altro del'universo, la stiamo semplicemente utilizzando e restituendo immediatamente dopo, io non ci vedo nulla di pericoloso rispetto invece a una macchina elettrostatica come la Testatika o alcuni sistemi che generano tensioni altissime senza utilizzarle, ma qui dovremmo approfondire troppo la questione e sarebbe un discorso che la maggior parte non capirebbe a causa di diversi indirizzi di studio.

Per la questione del'attivazione ci posso stare, ma solo in parte, potrebbe essere necessario un attivatore nel caso in cui il sistema acquisisca (o riveli) la sua identità di coscienza e cominci a fare un po di testa sua, ma non lo vedo questo il caso, in fondo stiamo parlando solo di elettrostatica, quella che notiamo quando strofiniamo una bacchetta di vetro sulla lana, o quando scocca un fulmine in atmosfera.

L'attivatore serve sicuramente col plasma e con sistemi al cristallo, a parere mio siamo ben lontani da questo genere di cose.

Quello che abbiamo fatto davvero di pericoloso ed enormemente squilibrante per il pianeta sono state le centinaia di bombe atomiche fatte esplodere nei deserti e negli oceani, quello si che è stato un gran disastro.