Rispondi a: Sri Aurobindo-Mère e la nuova Coscienza

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viandante
Partecipante

[quote1355499797=Richard]
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[quote1355261460=Xeno]
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Che domandone caro Xeno, mi hai messo in mezzo ad un mare di guai 🙁 …appena che mi riprendo dallo shock ti rispondero. #fisc :sagg: ' #_pomo
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(S.A.) – LA NATURA DELL’EVOLUZIONE E LA POSIZIONE INTERMEDIA DELL’UOMO NON SONO IMMEDIATAMENTE EVIDENTI. AD UN OSSERVATORE ESTERNO PUÒ SEMBRARE CHE L’EVOLUZIONE, ALMENO QUELLA FISICA, SIA FINITA MOLTO TEMPO FA, PRODUCENDO L’UOMO COME SUO MISERO RISULTATO MIGLIORE E CHE NON POSSANO APPARIRE NUOVI ESSERI O CREAZIONI SUPERIORI; MA, TUTTO CIÒ CI SEMBRA VERO FINCHÉ GUARDIAMO SOLO ALLE FORME ESTERIORI E NON PRESTIAMO ATTENZIONE ALL’INTIMO SIGNIFICATO DELL’INTERO PROCESSO. LA MATERIA, IL CORPO, LA VITA, SONO I FONDAMENTI NECESSARI AL LAVORO CHE DOVEVA ESSERE FATTO. NON NASCONO NUOVE FORME DI VITA PERCHÉ LA FORZA EVOLUTIVA NON SI OCCUPA ORA, O ALMENO IN MODO PREPONDERANTE, DI FARE EVOLVERE NUOVI ESSERI, MA, PIUTTOSTO DI FAR EVOLVERE NUOVI POTERI DI COSCIENZA. QUINDI NON SI TRATTA DI MIGLIORARE L’ESSERE UMANO PER RENDERLO PIÙ EFFICACE E PIÙ PERFETTO, MA SI TRATTA DI RENDERLO CAPACE DI ESPRIMERE UNA COSCIENZA PIÙ VASTA CHE NON PASSA PIÙ ATTRAVERSO LE RAPPRESENTAZIONI DELLA MENTE E CHE SI POSSA ESPRIMERE NEL CORPO E IN UNA VITA UMANA. ..
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:fri:

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Mère ed il corpo nuovo

Agenda di Mère – Libro tredicesimo 24 marzo 1972 (Incontro con Sujata) Per la prima volta, stamattina presto, mi sono vista: hovisto il mio corpo. Non so se è il corpo sopramentale o… come dire?, un corpodi transizione; ma avevo un corpo completamente nuovo, nel senso che eraasessuato: non era né uomo né donna. Era bianco bianco. Forse perché io ho la pelle bianca, nonso. Era molto snello (gesto allungato): un bel corpo. Una forma proprioarmoniosa. È la prima volta. Non sapevo niente, non avevo la minima idea di come sarebbestato né niente, e l’ho visto: ERO così, ero diventata così. Allora ho pensatoche dovevo dirlo a Satprem perché lui lo scrivesse. Non so se me ne ricorderò, ecco perché intanto l’ho detto ate. Oggi è venerdì, e Satprem io lo vedrò soltanto domani. Così sono sicura dinon dimenticarmelo. Intanto tu diglielo. Sì, douce Mère. È stata dura. Soprattutto il mangiare: ci sarà una grossa differenza.Adesso COMINCIO a capire come sarà; ma ancora non ne so abbastanza per poterlodire — non ne ho ancora fatto l’esperienza, perciò non lo so… Probabilmentesi prenderanno sostanze che non han bisogno di venire digerite — ne esistono.Insomma, non un vero e proprio cibo. Ad esempio, in questo momento mi vieneun’idea: glucosio o roba così. Ma non ne sono sicura perché è solo la miaesperienza di adesso. Quando avrò la visione della cosa, allora la farò. Però comunque volevo dirtelo. Stai bene?… E anche Satprem? Sì, Mère. A domani. 25 marzo 1972 … (silenzio) Sujata mi ha riferitola tua esperienza dell’ altro ieri, la visione che hai avuto del tuo corpo,d’un corpo di transizione. Sì, ma ERO IO ad essere così. Ero proprio io, non mi sonovista in uno specchio: mi sono vista così (Mère si china a guardarsi), era …proprio così. E’ la prima volta. E successo verso le quattro del mattino,mi pare. Era una cosa assolutamente naturale. Capisci, non mi guardavo in unospecchio, mi sentivo completamente naturale. Ricordo solo quello che potevovedere (Mère indica dal petto alla vita). Avevo addosso solo qualche velo,perciò vedevo soltanto… La cosa molto diversa era il tronco, dal petto finoal bacino: né uomo né donna. Ma era bello: avevo una forma molto, molto slanciata, moltosottile — molto sottile, però non magra. E la pelle era bianchissima: come lamia. Una forma bellissima. Però senza sesso, non si poteva dire né uomo nédonna. Il sesso era sparito. Anche qui (Mère indica il seno): tutto sparito, più niente.Non so come dire: c’era appena un ricordo di com’è adesso, ma senza più forma(Mère si tocca il petto), anche meno di quello che hanno gli uomini. Una pellebianchissima, molto compatta. Niente pancia, praticamente. E anche lo stomaco,niente stomaco. Era tutto molto snello. Sai, non ci ho nemmeno fatto troppa attenzione, perché esser fatta così era assolutamente naturale. E stata la primavolta, ed è successo la notte fra ieri e l’altroieri. Invece la nottefra ieri e oggi non ho visto niente. E stata la prima e l’ultima volta, finora. Ma è così nel fisicosottile? Sì, nel fisico sottile dev’essere già così. E come farà a passarenel fisico? È proprio questo che non so… Non lo so. Non lo so. Era anche evidente che non doveva più esserci una digestionecomplicata come c’è adesso, né eliminazione come avviene adesso. Non funzionavacosì. Come, però?… Il cibo, già, oggi, è ovviamente moltodiverso da com’era, e diventa sempre più diverso: come il glucosio per esempio,sostanze che non richiedono una digestione complessa. Il corpo, però, come faràa cambiare?… Non lo so. Non lo so. Capisci, non ho cercato di sapere come funzionava, perchéper me era assolutamente ovvio: perciò non posso descrivere i particolari.Semplicemente non era né il corpo di una donna né quello di un uomo — questoera chiarissimo. E… the outline, la figura, era più o meno quella di unessere molto molto giovane. Con una specie di reminiscenza delle forme umane(Mère lo disegna nell’aria): spalle e vita. Ma era appena una reminiscenza. Lo vedo ancora ma… L’ho visto come ci si può vedere senzaguardarsi nello specchio. E avevo una specie di velo, che portavo per coprirmi. Per me non era strano: era il mio naturale modo di essere.Dev’essere così nel fisico sottile. La sola cosa cheappare un mistero è come potrà passare dal fisico sottile al fisico materiale. Già. Come? Ma è lo stesso mistero del passaggio dallo scimpanzéall’uomo. Ah no, è ancora piùenorme, douce Mère! Fra lo scimpanzé e l’uomo, tutto sommato, non c’è poi unagran differenza. Ma neanche li c’era una gran differenza, apparentemente(Mère disegna nell’aria): c’erano due spalle, due braccia, un tronco, una vitacosì, due gambe. Solo che… Sì, ma voglio dire cheil funzionamento dello scimpanzé e quello dell’ uomo sono uguali. Sono uguali. E beh, sì!Digeriscono, respirano… Mentre lì… Ma la respirazione doveva esserci. Anzi, era importante:spalle larghe (gesto). Il petto però non era né femminile né maschile: nerestava come una reminiscenza. Di tutto il resto — stomaco, ventre, eccetera —c’era appena un accenno, una forma molto svelta e molto armoniosa, ma che nonpoteva certamente svolgere le funzioni che svolge il nostro corpo. Le due cose diverse — proprio diversissime — sono laprocreazione, che in quel corpo non era più possibile in nessun modo, e il mododi nutrirsi. Ma già ora è assolutamente evidente che il cibo non è più quellodegli scimpanzé né degli uomini primitivi. E già una cosa diversissima. Ora ècome fosse venuto il momento di trovare un nutrimento che non richieda piùtutto quel processo digestivo… Non direi che debba per forza essere liquido,però non potrà essere solido. E poi c’è il fatto della bocca — non so: i denti.Ovviamente non ci sarà più bisogno di masticare, allora i denti non avrannopiù… Ma ci sarà qualcos’altro alloro posto?… Questo proprio non lo so. Com’era fatto il viso non lo so. Non mi sembrava però moltodiverso da com’è ora. La cosa che ovviamente cambierà moltissimo — e infatti avevaassunto un ruolo predominante — è la respirazione. Quell’essere dipendevasoprattutto dalla respirazione. Sì, probabilmenteassorbirà le energie in maniera diretta. Già. Ma, vedi, probabilmente ci saranno degli esseriintermedi che non dureranno molto, così come ci sono stati esseri intermedi fraIo scimpanzé e l’uomo. Però non so. Bisognerà che succeda qualcosa che finora non èancora successo. Certo. (silenzio) A volte ho una specied’impressione che il momento della realizzazione sia vicino. Già, ma come? Eh sì, il come non lo sappiamo. Questa roba qui (Mère indica il proprio corpo) cambierà?Deve cambiare, oppure seguire il solito vecchio processo, decomporsi ericomporsi? Non lo so. Ovviamente la vita la si può allungare di molto, ci sonogià stati dei casi, ma… Non so. Non so. Tante volte ho avutol’impressione che non sarà questo corpo a trasformarsi, ma sarà l’altro corpo aconcretizzarsi. Aah!… Ma in che modo? Neanche come avverràil passaggio lo sappiamo. Ma invece di essere questo corpo a diventare l’altro,sarà l’altro a prendere il posto di questo qui. Sì, ma in che modo? Già! Non lo so. (dopo un silenzio) Beh, se quello che ero l’altra notte si materializzasse,ovviamente…. Ma come? Vuoi che meditiamo? (Mère entra in contemplazione) Non sappiamo niente! È incredibile come non sappiamo NIENTE. (Satprem fa per andarsene Sujata si avvicina a Mère) (Sujata): Sai, douceMère, nel poema La Trasformazione, Sri Aurobindo comincia così: My breath runs in a subtle rhythmic stream It fills my members with a might divine Il mio respiro scorrein un sottile flusso ritmico, riempiendo le miemembra d’una potenza divina La respirazione, eh sì, è importante. Dice proprio ‘amight’? [una potenza]? Sì, Mère. ‘a might ’ (Mère accarezza il mento di Sujata) 29 marzo 1972 … E dopo quellavisione del nuovo corpo, non hai visto più niente? No. È un fatto totalmente nuovo per me — è la prima volta, eha l’aria di essere anche l’ultima. (silenzio) Sai, il mio corpo è in uno stato di continua aspirazione, eha chiesto… Sente… non so come dire, sente la Presenza totale del Divino,cioè la sente in ogni cosa, dovunque, sempre, come se ci stesse avviluppatodentro e insieme ne fosse permeato — ma ha chiesto qualcosa di ancora piùconcreto. E allora una sorta di Coscienza è venuta a rispondermi che non miveniva data una consapevolezza più completa perché sennò il corpo avrebbe ancorpiù la sensazione di volere.., come dire?, fondersi nel Divino, sicché le suecellule… (gesto di esplosione). E allora il corpo non avrebbe più forma. Ah, ecco! Una cosa dei genere, capisci? Ho sentito che era vero. L’ho sentito. Sai, per quel che riguarda ad esempio il mangiare, ledifficoltà sono ancora enormi: è un pezzo che non provo più nessun piacere amangiare, ma ora è diventato di una difficoltà tale! Beh, tutta questacoscienza cellulare della Presenza divina accresce le difficoltà [cioè accresceil rifiuto del cibo]. Tutti i mezzi esterni — il cibo e il resto — appaionocosì complicati! Certamente la nuova creazione va verso qualcosa dicompletamente diverso, verso altri mezzi di sostentamento, ma non sappiamoancora quali. Ho come l’impressione che ci debba essere un cibo — un modo dinutrirsi intermedio, che non è più il vecchio modo di mangiare e non èancora… [l’assorbimento diretto delle energie]. Qualcosa con una basemateriale minima. Ma non lo conosciamo. Non sappiamo, nessuno lo sa, non neabbiamo esperienza. Perciò dobbiamo trovarlo; ma in che modo? Non io sa nessuno. Non c’è nessuno che possa dirmi: si facosì e si fa colà. Io non lo so. L’unica sostanza notaè davvero il glucosio. Sì. Lo danno a chi non èin grado di mangiare normalmente. Sì, me l’ha detto anche il dottore. Mi ha consigliato diprendere dei glucosio. Io lo prendo, ma… basta da solo? (silenzio)