Rispondi a: Sri Aurobindo-Mère e la nuova Coscienza

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LA DISCESA DELLA FORZA.

Come dicevo in un post precedente,uno dei punti cardine che caratterizza lo yoga integrale è quel movimento della Coscienza che Sri Aurobindo chiama “DISCESA DELLA FORZA”.
Ma per non distorcere l'essenza di questo concetto riporto qui di seguito un estratto tratto dal libro di Satprem, “SRI AUROBINDO l'avventura della coscienza.”

“…Possiamo qui tracciare qualche generica linea di esperienza.
Innanzitutto quando, in mancanza del silenzio assoluto,si è stabilita in noi una relativa pace mentale- e la nostra aspirazione o il nostro bisogno,è cresciuto in noi, sempre piu' continuo, immobile, lancinante,come un buco che ci portiamo dentro-,osserviamo intanto un fenomeno che avrà conseguenze incalcolabili per tutto il nostro resto dello yoga.
Sentiamo, intorno alla testa e piu' in particolare intorno alla nuca, una pressione insolita che puo' sembrare un mal di testa.
All'inizio cerchiamo di sopportarla molto a lungo cercando di farla passare, di distrarci, di” pensare ad altro”…
Poco alla volta pero' questa pressione prende una forma piu' distinta e sentiamo una vera e propria corrente che SCENDE:un flusso di forza che non somiglia ad una sgradevole corrente elettrica,ma piuttosto a una massa fluida. Ci accorgiamo allora che la “pressione” o il preteso mal di testa era causato soltanto dalla nostra resistenza alla discesa della Forza, e che la sola cosa a fare è non ostruire il passaggio, cioè non bloccare la corrente nella testa, ma lasciarla scendere in tutti i piani del nostro essere, da cima a fondo. All'inizio il flusso è piuttosto irregolare, spastico, e quando si affievolisce occorre un leggero sforzo cosciente per ristabilire il contatto; poi però diventa piu' tranquillo, natutaleautomatico, e da una sensazione di gradevolissima fresca energia: come una respirazione piu' ampia di quella polmonareche ci avvolge e in cui ci si immerge, rendendoci piu' leggeri e insieme piu' saldi. L'effetto fisico che produce somiglia a quello di una passeggiata nel vento.
In realtà l'effetto che ha(e che si manifestano con gradualità,a piccole dosi) ci accorgiamo solo quando, per una ragione qualsiasi-distrazione, errore o eccesso-il flusso si interrompe. Ecco allora che ci ritroviamo di colpo vuoti e rinsecchiti, come per una improvvisa mancanza di ossigeno,con una sensazione assai sgradevole di inaridimento fisico: come una mela avvizzita, svuotata del succo e del suo sole. E ci chiediamo come prima potessimo farne a meno.
E' la prima trasmutazione delle nostre energie: invece di attingere alla sorgente consueta, alla vita universale attorno a noi e sotto di noi, attingiamo dall'alto. Un'energia molto piu' chiara e piu' compatta m, senza soluzioni di continuità, e sporattutto molto piu' viva. All'inizio, nalla vita di tutti i giorni, in mezzo al lavoro e alle mille occupazioni, il flusso di energia è molto diluito, ma basta fermarsi e concentrarsi un'attimo per sentirsi invadere copiosamente. Tutto diventa perfettamente immobile. Ne siamo cosi' riempiti che sparisce ogni sensazione di flusso, come se dalla testa ai piedi tutto il corpo fosse carico di un'energia compatta e cristallina insieme(un blocco solido e fresco,lo definisce Sri Aurobindo). E se in noi ha cominciato a dischiudersi la visione interiore, vedremo che tutto è azzurro come acqua marina: vasto, tranquillo senza increspatura. E quell'indescrivibile freschezza.
Ci siamo immersi nella sorgente. Perchè quella “forza che scende” è proprrio la Forza dello Spirito, la Shakti.
Dire “forza spirituale” non è solo un modo di dire. A un certo punto non sarà necessario chiudere gli occhiritraendosi dalla superficie per sentirla:sarà presente in ogni istant,qualunque cosa uno faccia, mangiare, legggere, o parlare. Anzi, a mano a mano che l'organismo si abitua la sentiremo crescere di intensità. In effetti si tratta di una massa immane d'energia, che trova un liite solo nella scarsa capacità di ricevere.
Per esprimere l'esperienza di questa Forza discendente, le persone che stavano intorno a Sri Aurobindo e Mère dicevano “la forza di Sri Aurobindo e Mère”. Non intendo certo dire che la Shakti sia proprietà esclusiva di nessuno; ma confermando senza volerlo il fatto che la sua azione discendente non ha analogia in nessun altro yoga conosciuto.
Siamo percio' arrivati sperimentalmente alla differenza basilare ra purna yoga,lo YOGA INTEGRALE di Sri Aurobindo, e le altre discipline. Chi abbia sperimentato altri metodi Yogici prima di quello di Sri Aurobindo si accorgerà di una differenza pratica essenziale: in ogni altro yoga dopo un certo tempo si fa l'esperienza di una forza ascendente(chiamata in India Kundalini)che si sveglia piutosto bruscamente alla base della colonna vertebrale e sale di livello in livello fino a raggiungere la sommità del cranio. Qui sembra schiudersi in un pulsare luminoso, irradiante, accompagnato da una sensazione di immensità( e spesso da quella perdita di coscienza chiamata estasi) simila allo sboccare in un eterno altrove.
Tutti i processi yogici che potremmo chiamare termogeneratori (le asana dell'hatha yoga, le cocentrazioni del raja yoga, gli esercizi respiratori del pranayama, ecc.) mirano appunto a risveliare questa forza ascendente. Quasi tutte però presentano il pericolo di profonde perturbazioni e percio' richiedono la presenza di un Guru illuminato. Ci torneremo su. Questa differenza direzione del flusso,ascendante oppure discendente, corrisponde ad una differenza di orientamento che non ci stancheremo di sottolineare.
Gli yoga tradizionali- e,supponiamo, anche le discipline religiose occidentali- puntano a liberare la coscienza in alto: tutto l'essere, proteso in una aspirazione di ascesa, cerca di superare le apparenze e di emergere lassu, nella pace o nel'estasi.
Ma come abbiamo già visto, il fine che si propone Sri Aurobindo non è un solo salire, ma uno scendere; non una fuga nella Pace eterna, ma la TRASFORMAZIONE DELLA VITA e DELLA MATERIA: per cominciare, di quel pezzettino di vita e di materia che ognuno di noi rappresenta. Da qui il risveglio, o meglio la risposta , della Forza discendente. Sperimentare la Forza discendente vuol dire sperimentare la Forza della trasformazione.
Sarà questa Forza a fare lo yoga per noi, automaticamente( a patto che LA LASCIAMO FARE), è Lei, e solo Lei, che si sostituirà alle nostre energie dal fiato corto e rimedierà ai nostri sforzi maldestri, è Lei che comincerà “dove gli altri yoga finiscono”,illuminando dapprima le cime del nostro essere e scendendo poi di livello in livello, dolcemente, tranquillamente, irresistibilmente( è bene notare che questa Forza non è mai violenta; la sua potenza stranamente dosata, come se fosse guidata direttamente dalla Saggezza dello Spirito). E' Lei che universalizzerà il nostro essere intero, fino ai livelli piu' bassi.
E' questa l'esperienza FONDAMENTALE dello yoga integrale.”

Sri Aurobindo: “Una volta stabilitasi la Pace, la Forza superiore o divina puo' scendere dall'alto e mattersi a lavorare dentro di noi. Di solito scende prima nelle testa e libera i centri della mente interiore. poi scende nel centro cardiaco…poi nel centro ombelicale e negli altri centri vitali…poi nella regione sacrale e piu' giu' ancora…Lavora a perfezionarli, agisce sulla nostra natura tutt'intera, una parte dopo l'altra: eliminando quello che deve essere eliminato, sublimando quel che deve essere sublimato,creando quel che deve essere creato.
Integra, armonizza e stbilisce un nuovo ritmo della natura.”