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223 IL GUERRIERO E I PERSONAGGI DELL'EGO
di Roberto Maria Sassone

I più grandi Maestri sono molto chiari sui primi passi della crescita spirituale: bisogna conoscere molto bene i vari personaggi del nostro ego che ci offuscano ogni percezione d’identità.
Il problema iniziale e che alcuni di essi sono del tutto inconsci e non sospettiamo della loro esistenza. Il problema successivo è che siamo così attaccati ad alcuni da non dubitare che siano fasulli. Anzi li difendiamo a spada tratta, sostenendo che essi rappresentano la parte più nobile di noi.
Chi metterebbe in discussione il desiderio di essere buoni o la voglia di aiutare gli altri, oppure la stessa spinta alla ricerca spirituale?
Invece anche questi sono spesso dei personaggi, oppure sono dei ladri che si appropriano di autentici movimenti dell’anima.
I personaggi mutano continuamente durante la giornata e ci ritroviamo ad essere in tanti modi diversi ed anche contraddittori.
Quando diciamo “Io…” a cosa ci stiamo riferendo?
Bisogna che sviluppiamo un centro di osservazione, un centro immutabile, capace di essere testimone di questa folla che si avvicenda in noi. Senza questo centro la ricerca spirituale è destinata a fallire.

Dice Arnaud Desjardins: “E' indispensabile che un nuovo 'voi', che non sia nessun personaggio, impari a conoscerli , un nuovo voi sempre identico a se stesso, immutabile, mentre invece i vari personaggi si alternano, e che questo voi sia pienamente consapevole del mistico, dell'ambizioso, del criminale, del dissoluto, dell'assetato di purezza e del bambino perduto che sono dentro di voi”.

Dobbiamo vegliare, essere vigili, non soltanto durante la meditazione, ma soprattutto durante le azioni che compiamo, osservando ciò che accade dentro e fuori di noi.
Questo dicono tutti gli insegnamenti spirituali.
Se vogliamo giungere all’unità di noi stessi, dobbiamo prima passare per la conoscenza attenta della nostra molteplicità, ma molti ricercatori non sono disposti a compiere questo passo così impegnativo e faticoso, credendolo di livello più basso, e mirano direttamente ad avere esperienze trascendenti.
Gli stati di coscienza speciali che si possono avere in meditazione non ci sono di molta utilità nel cammino, se durante il giorno continuiamo a essere frammentati.