Rispondi a: Sri Aurobindo-Mère e la nuova Coscienza

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Samadhi o Trasformazione

Agenda di Mère – libro sesto – 25 settembre 1965

Satprem: Avrei voglia di farti una domanda, legata a quello che dicevi poco fa, quando parlavi della tua febbre: stavi stesa sul letto e al di sopra, dicevi, c´era una Pace meravigliosa, immutabile – che potere ha quella Pace, che potere ha quel Silenzio? Quando si sale lassù si entra in una specie di grande silenzio gelato, che è dappertutto; ma che potere ha questo silenzio? Fa qualcosa?
Mère: È quello che cercavano un tempo, quando volevano uscire dalla vita: andavano in trance, lasciavano il corpo immobile, entravano in quel silenzio, ed erano perfettamente felici. E i sannyasin che si facevano seppellire vivi, era lo stesso; dicevano: «Adesso ho finito il mio lavoro (lo annunciavano in termini solenni), ho finito, entro in samadhi», e si facevano seppellire vivi. Entravano in una stanza o in qualsiasi altro posto, li muravano dentro ed era finita. Succedeva così: andavano in trance, il loro corpo dopo un po´ si dissolveva e loro stavano nella Pace. Satprem: Ma Sri Aurobindo dice che è un Silenzio potente. Mère: Potente, sì. Satprem: Beh, io vorrei appunto sapere perché lo è! Dato che si ha l´impressione di poterci stare un´eternità… Mère: Non un´eternità – per l´Eternità. Satprem: …senza che cambi niente. Mère: No, ma non è manifestato, è al di fuori della manifestazione. Ma quello che vuole Sri Aurobindo è che [il Silenzio] lo facciamo scendere qui. E’ questa la difficoltà. Questa. E bisogna accettare l´infermità e anche l´apparenza dell´imbecillità, tutto; ma non ce n´è uno su cinquanta milioni. Sri Aurobindo mi ha detto che io ero l´unica… (ridendo: è possibile!) ad averne il coraggio. Proprio ieri guardavo questo corpo, e non c´era… Davvero, qualsiasi reazione che si potrebbe chiamare `personale´ era ridotta a un minimo impercettibile; voglio dire che c´era un senso, flofl posso dire universale perché non è sicuro che la Materia in altri universi sia sottomessa alle stesse leggi di qui, io non ne so mente (niente – ma una volta l´ho saputo: c´è stato un momento in cui ero in rapporto con questo e con quello e ne potevo parlare; ma ora non me ne voglio occupare più: mi occupo soltanto della terra). C´è sempre infatti la possibilità opposta: quella di fuggire andandosene da un´altra parte. Molta gente l´ha anche fatto: se ne sono andati altrove, in un altro mondo più o meno sottile. Lo sappiamo. Ci sono milioni di modi d´andarsene; ma ce n´è uno solo per restare: quello di avere coraggio e costanza, di accettare tutte le apparenze dell´infermità, le apparenze dell´impotenza, le apparenze dell´incomprensione, l´apparenza, sì, di una negazione della Verità. Ma se uno non le accetta, non cambieranno mai! Quelli che vogliono restare grandi, luminosi, forti, potenti eccetera eccetera, beh, che restino pure dove sono: non possono fare niente per la terra. Ed è una piccolissima cosa (piccolissima perché la coscienza basta per non esserne minimamente intaccata), ma l´incomprensione è così generale e totale! Vale a dire che uno riceve insulti, espressioni di disprezzo e altro, proprio per quello che fa, perché secondo loro (tutte le grandi `intelligenze´ della terra) rinuncia alla propria divinità. Magari non lo esprimono esattamente così, ma dicono: «Cosa? Pretendete di avere una coscienza divina e poi… » È una cosa che si manifesta in tutti e in qualsiasi circostanza. Di tanto in tanto qualcuno, per un attimo, ha un lampo; ma è assolutamente un´eccezione, mentre di regola dice: «Beh, allora dimostrate il vostro potere!». Per loro il Divino sulla terra dev´essere onnipotente, è ovvio. Proprio così: «Mostrate il vostro potere, cambiate il mondo. E tanto per cominciare, fate quello che voglio io, no? La prima cosa, la più importante, è fare quello che voglio io – mostratemi il vostro potere! » (lungo silenzio)