Rispondi a: Sri Aurobindo-Mère e la nuova Coscienza

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Questo brano è tratto da un libro di Arnauld Desjardins “Aldilà dell'io”,lo psto qui perchè lo trovo molto inerente al percorso dello yoga integrale.

Desjardins in questa parte del libro affronta l'argomento delle difficoltà intrinseche al cammino spirituale:

“Nella pretesa moderna di ottenere tutto facilmente (…) viene pubblicizzata una pletora di insegnamenti che promettono la liberazione in sei mesi grazie a venti minuti di meditazione al giorno. Tutto questo non ha niente a che vedere con gli insegnamenti tradizionali severi e rigorosi (…) lontani dai circuiti del turismo esoterico”.

“Nessun guru indiano, maestro zen o saggio tibetano ha mai detto in tutta la storia che questo sia un cammino cosparso di petali di rosa”.

“La tradizione spirituale dell'umanità è unanime e chiara riguardo alle prove interiori, ai momenti di smarrimento che attendono il candidato alla liberazione e che sono parte integrante del cammino”.

“Volere i risultati senza pagarne il prezzo, volere la gloriosa libertà dei maestri, (…) l'illimitata serenità dei jivanmukta (i liberati)…è una caratteristica della nostra epoca.”

“Prima di diventare farfalla dobbiamo diventare crisalide”. Ma noi vorremmo che dal bruco nascesse direttamente la farfalla, saltando questo lungo e difficile passaggio!

“Per questo si sostiene ovunque la necessità di una guida che ci accompagni fin sulla soglia delle grandi trasformazioni interiori che dovremo affrontare da soli, armati dell'insegnamento ricevuto, delle esperienze che abbiamo fatto e delle certezze che abbiamo acquisito (…) Arriva il momento in cui dobbiamo perdere tutto (…) salvo ovviamente l'essenza, il testimone, la pura coscienza.”

Ci sono momenti in cui non sapremo nemmeno chi siamo, che stiamo facendo, dove stiamo andando. Ci sono varie lunghe notti dell'anima.

L'eroe deve affrontare numerose prove. Per salvare la fanciulla (l'anima) deve incontrare i draghi (i mostri interiori). Se li affrontiamo e li vediamo per quello che sono, proprio essi diventano i nostri alleati. “Ciò che prima era una debolezza, si trasforma in una forza.”

“Oggi invece ci aspettiamo che la pubblicità di un ashram ci garantisca che è ben riscaldato d'inverno e che si mangi bene. Ma cosa vuoi? Ma voi volete impegnarvi in un'avventura che la storia dell'umanità descrive come la più grande ma che, come tutto ciò che ha un valore immenso, esige un alto prezzo o preferite continuare ad alimentare un sogno che, senza passare attraverso nessuna crisi, promette chissà quali poteri miracolosi, saggezza, coscienza sovranormale e chissà quali altre meraviglie?”

“Gli occidentali non vogliono capirlo e pretendono a ogni costo che l'illuminazione sia facile e per tutti…”

“Parlo a tutti quelli impegnati nella via, che sanno anche che, se vogliono arrivare ancora più in là (di semplici miglioramenti), devono affrontare risolutamente il nuovo e non continuare a girare intorno nelle vecchie abitudini emotive e mentali, sempre sullo stesso terreno conosciuto. Il viaggio verso il centro di se stessi, verso la 'caverna del cuore' , è un viaggio di esplorazione.”

“Non solo non dovete preoccuparvi, ma se avete un'anima da eroe, dovreste esultare dicendovi: 'Sono qui e l'ho voluto io'. Il vero atteggiamento del discepolo è espresso nelle parole del Cristo: 'Padre, allontana da me questo calice amaro, però non la mia ma la tua volontà sia fatta'. Sì, una parte di voi ha paura, (…) ma un'altra parte, il cavaliere (il guerriero) è indotta a spingersi ancora più in profondità: 'Non posso non continuare sul cammino'. Quindi non procedete a metà; procedete coraggiosamente, da eroi, entrate nei territori sconosciuti della coscienza, perdete i punti d'appoggio abituali, affrontate con valore i momenti in cui non vi riconoscete più e andate avanti, sempre avanti. Se la vera coscienza è presente come testimone, come vigilanza, potete procedere senza rischi.”

Molti hanno l'idea che essere ascetici sia legato alla rinuncia. Se la rinuncia non è reale, ma soltanto ideologica, non serve a niente; anzi crea ancora più conflitti perche si basa sulla repressione. “Solo gli sciocchi vedono la rinuncia come farsi seppellire in un monastero, continuando a mantenere i loro attaccamenti.

Bisogna mettere in discussione “tutto ciò che consideravate la vostra vita, la vostra anima e la vostra realtà”.

“Quali armi possiede il cavaliere per attraversare la misteriosa foresta in cui nessuno osa addentrarsi? Nel mito dell'eroe c'è un vecchio saggio che gli fa un dono; dice: “Ti rivelerò un segreto”. Si tratta di un mantra. (…) Trovate questo mito in tutte le tradizioni. Il cavaliere ha così a disposizione due armi: un mantra e la spada della discriminazione che distingue il falso dal vero, l'irreale dal reale. Il mantra aum o amen esprime l'assenza di paura: ho risposto la mia fiducia in Dio, nella Verità”.

Questo passaggio è stupendo! La spada quindi è il Testimone che poco a poca si sviluppa e vi permette di VEDERE. Il mantra è il suono della VERITA' che fate vibrare dentro il vostro corpo e che vi protegge dai draghi, insieme alla spada.

Ma ciò che dovete sapere è che “Se affrontate il drago, o scompare (lui che sembrava così terribile!) o si accuccia ai vostri piedi, mettendosi al vostro servizio”.

Desjardins conclude il capitolo con questa frase: “Il ruolo della guida è quello di strapparvi al vostro sonno, di togliervi i vostri abituali punti d'appoggio e immergervi nel mondo interiore; il vostro ruolo è quello di procedere senza tornare sui vostri passi, senza guardarvi indietro e senza dimenticare che avete in mano una spada e un mantra nel cuore. Questa spada e questo mantra sono infallibili, a patto che li usiate.”