Rispondi a: Sri Aurobindo-Mère e la nuova Coscienza

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INDICAZIONI PER UNO YOGA NEL CORPO

Agenda di Mère – libro sesto – 24 marzo 1965

Ma con la sadhana che sto facendo trovo certi fili conduttori da seguire, trovo certe frasi di Sri Aurobindo… Per le altre sadhane, ero abituata: tutto quello che lui diceva era chiaro, mostrava che strada bisognava seguire, non c´era bisogno di cercarla; ma per la sadhana del corpo non l´ha fatto. Ha fatto solo, di tanto in tanto certe osservazioni, e sono osservazioni che mi servono … Mi sono rimaste così tante osservazioni sue che, sì, per me sono come dei fili conduttori. Per esempio quel `resistere.., resistere´. Uno ha, supponiamo, un dolore da qualche parte. L´istinto (l´istinto del corpo, delle cellule) è di tendersi e rifiutarlo – ma è il peggio che si può fare: così non si fa altro che aumentarlo, sempre. Perciò la prima cosa da insegnare al corpo è quella di restare immobile, di non avere reazioni. Soprattutto di non tendersi, neanche in un movimento di rifiuto – starsene in un´immobilità perfetta. È questa l´equanimità del corpo. Un´immobilità perfetta. Dopo la perfetta immobilità deve venire un movimento d´aspirazione interiore (parlo sempre dell´aspirazione delle cellule – uso certe parole perché non ce ne sono altre, non c´è altro modo di esprimersi), il surrender, vale a dire l´accettazione SPONTANEA E TOTALE della Volontà suprema (che non conosciamo). La Volontà totale vuole che le cose vadano in questo modo oppure in quest´altro, vale a dire verso il disfacimento di certi elementi oppure verso…? E ci sono poi sfumature infinite: c´è il passaggio fra due tipi di altezza (parlo di realizzazioni cellulari, ricordarsi sempre che parlo solo di questo), nel senso che dopo aver raggiunto un certo equilibrio interiore, un equilibrio di movimento, di vita, è sottinteso che passando a un movimento superiore c´è da affrontare quasi sempre una discesa prima di poter risalire – è una transizione. Allora lo shock che uno riceve lo spinge a scendere per poi risalire, oppure lo spinge a scendere per abbandonare certi vecchi movimenti? Ci sono infatti modi d´essere cellulari che devono sparire per lasciare il posto ad altri; ce ne sono invece altri che si piegano per risalire con un´armonia superiore e una Superiore organizzazione. Questo è il secondo punto. E bisogna aspettare di vedere SENZA PRETENDERE DI SAPERE PRIMA come andrà. Soprattutto, poi, quello che non deve assolutamente esserci più, che deve sparire, è il desiderio – il desiderio di star bene, di essere in pace, tutti quei desideri lì. Bisogna arrivare ad essere assolutamente privi di reazioni, così (Mère apre le mani con le palme rivolte verso l´alto, in un gesto d´offerta immobile). Quando uno è così (con `uno´ voglio dire le cellule), dopo un istante viene la percezione della categoria a cui appartiene il movimento allora non c´è che da seguirla, sia che si tratti di una cosa che deve sparire per venire sostituita da un´altra (per il momento ancora sconosciuta), sia che si tratti di una cosa da trasformare. E così via. E così di continuo. ………… Tutto questo per dirti che la mente se ne sta completamente immobile, tutto avviene in modo diretto, si tratta di vibrazioni. Beh, è solo cosi che si può sapere quel che bisogna fare Se invece interviene la mente – soprattutto la mente fisica, che è di una imbecillità assoluta, ma proprio assoluta -, non riesci a sapere niente; finché quella mente lì è in moto, uno sarà sempre portato a fare quel che non bisogna fare, e soprattutto ad avere una reazione sbagliata la reazione che favorisce le forze di disordine e d´oscurità invece di combatterle. Qui non parlo di ansia, perché già da un bel pezzo – da anni e anni – non c´è più nessunissima ansia nel mio corpo, farsi prendere dall´ansia e come inghiottire una tazza di veleno. Ecco quello che io chiamo yoga fisico. Superare tutta questa roba. E il solo modo per farlo è che ad ogni istante tutte ma proprio tutte le cellule siano (gesto d´ immobile offerta verso l´Alto) in un´adorazione, in un´aspirazione – adorazione, aspirazione, adorazione, aspirazione… e nient´altro. Allora dopo un po´ viene anche la gioia, che si conclude in una fiducia piena di beatitudine. Quando questa fiducia si sarà ben radicata, tutto andrà bene. Però… se è facilissimo da dire, è ben più difficile da fare. Ma io sono convinta che per il momento questo sia l´unico modo, non ne esistono altri. Ecco. Dammi le mani…