Rispondi a: Sri Aurobindo-Mère e la nuova Coscienza

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Agenda di Mère – libro settimo – 31 gennaio 1966

Attardarsi in una coscienza che dev´essere superata è una debolezza – l´unica cosa da fare è non restare lì! C´è soltanto da rifiutarla e poi servirsene come di un trampolino per saltare più in alto, e basta. Ecco come io vedo il problema. E così che vedo tutte le incapacità, tutte le debolezze, tutti i failures [fallimenti], è così che li vedo: «Bene, un trampolino, paf, ora saltiamo e superiamo tutta questa roba».
Quando uno fa il lavoro che sto facendo io ed è a contatto con tutte le piccole reazioni del corpo fisico, della coscienza più materiale… Bambino mio, sarebbe scoraggiante e nauseante per chiunque abbia un ideale. Ma le cose… stanno così, stanno così e devono cambiare – siamo qui perché diventino tutt´altro. Solo che finché non ne diventeremo coscienti non cambieranno mai. Perciò dobbiamo rallegrarcene quando ne diventiamo coscienti, ecco.
Tutte le scoperte, sempre, sono delle grazie – delle grazie meravigliose. Quando scopriamo che non possiamo farci niente, quando scopriamo che siamo degli imbecilli, quando scopriamo che non abbiamo nessuna capacità, quando scopriamo che siamo tanto meschini e piccini e stupidi, allora… «Ah, Signore, come Ti ringrazio, come sei buono a mostrarmi tutta questa roba!». E poi basta. Perché, dall´istante in cui lo scopriamo, possiamo dire: «Questa roba adesso è affar Tuo! Sarai Tu a fare il necessario per cambiarla». E il più bello della faccenda è che cambia davvero! Cambia. Basta fare così (gesto di offerta verso l´Alto) sinceramente: «Oh, prendi questa roba, prendila, prendila, liberamene, lascia che io non sia più… nient´altro che Te».
E’ stupendo.
Ecco.