Rispondi a: Sri Aurobindo-Mère e la nuova Coscienza

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Da “La manifestazione supermentale sulla terra”

La Perfezione del corpo – di SRI AUROBINDOLa perfezione del corpo, la più vasta che possiamo raggiungere con i mezzi a nostra disposizione, dev’essere il
fine ultimo della cultura fisica. La perfezione è in effetti il vero scopo di ogni cultura, sia essa spirituale,
psichica, mentale o vitale, e dovrà esserlo quindi anche della nostra cultura dei corpo. Se è una perfezione
totale dell'essere che ricerchiamo, la parte fisica non può essere tralasciata; il corpo infatti è la base materiale,
è il corpo lo strumento che dobbiamo usare. Shariram khalu dharmasadhanam dice l'antico adagio sanscrito –
il corpo è il mezzo per il compimento del dharma (la legge interiore) – e dharma è ogni ideale che possiamo
proporci e la legge che presiede al suo compimento e alla sua azione. Una perfezione totale è il fine supremo
che ci poniamo davanti, poiché il nostro ideale 'è la Vita Divina che vogliamo far nascere quaggiù, la vita dello
Spirito pienamente manifestato sulla terra, la vita che porta a compimento la sua stessa trasformazione
spirituale qui, sulla terra, nelle condizioni dell'universo materiale. Perché questo possa avvenire anche il corpo
deve passare attraverso una trasformazione, la sua azione e le sue funzioni stesse devono pervenire a una
capacità suprema e a tutta la perfezione che gli è o che può essergli resa possibile.
Nella totalità della trasformazione che dobbiamo operare, anche le energie e i mezzi umani devono essere
impiegati; non bisogna abbandonarli ma usarli, esaltarne le possibilità fino al massimo e integrarli nella nuova
vita. Ma se non è difficile immaginare la sublimazione dei nostri attuali poteri umani di mente e di vita in
elementi di una vita divina sulla terra, in che modo dovremo invece concepire la perfezione del corpo?
Il corpo in passato è stato considerato dai ricercatori dello spirito più che altro come un
ostacolo, come qualcosa che doveva essere superato o scartato più che come uno
strumento di perfezione dello spirito e un terreno della trasformazione spirituale. Esso è stato
giudicato come una grossolana manifestazione della Materia, un ostacolo insuperabile le cui
rigide limitazioni rendono la trasformazione impossibile. Questo perché il corpo umano,
anche al suo massimo, sembra solo sospinto da un'energia di vita limitata, degradata nei
particolari dei suoi funzionamenti fisici da molte cose meschine rozze e negative; schiacciato
dall'inerzia e dall'incoscienza della Materia, solo parzialmente risvegliato e benché stimolato
e mosso dall'attività nervosa, rimane subcosciente nelle operazioni fondamentali delle cellule
e dei tessuti che lo costituiscono e nei loro funzionamenti segreti. Anche all'apice del suo
vigore e della sua forza, anche al massimo del suo splendore e della sua bellezza, è sempre
un fiore dell'Incoscienza materiale; l'incoscienza è il terreno sul quale è cresciuto e ad ogni
passo oppone i suoi limiti ristretti all'ampliamento dei suoi poteri e ad ogni suo tentativo
radicale di superarsi. Ma se una vita divina è possibile sulla terra, allora anche questo
superamento di sé dev'essere possibile.
Nel cammino verso la realizzazione di una vita divina Sri Aurobindo distingue due livelli di perfezione: l’uno,
umano o “inferiore”, caratterizzato dal pieno sviluppo delle potenzialità fisiche, mentali e vitali, l’altro…
…Così facendo la perfezione inferiore non sparirà, ma verrà ampliata e trasformata dalla perfezione superiore
che solo il potere dello spirito può apportare. Questo ci appare evidente nel considerare la poesia e l'arte, il
pensiero filosofico, la perfezione della parola scritta e l'organizzazione perfetta della vita terrestre: tutte queste
cose devono essere accolte, tutte le possibilità già conquistate o qualunque perfezione già raggiunta devono
essere incluse in una nuova e più grande perfezione ispirata da una coscienza spirituale, con nuove forme e
nuovi poteri. E anche per la perfezione del corpo il procedimento dovrà essere lo stesso.
La perfezione che può essere così raggiunta è una perfezione umana e relativa; qualcosa di più grande può
essere conseguito solo con l’intervento di poteri più alti: i poteri psichici, il potere dello spirito. Nondimeno, ciò
che si può compiere all'interno di questi limiti umani può essere già degno di nota ed è a volte qualcosa
d'immenso valore; quello che chiamiamo genio fa parte dello sviluppo della sfera umana dell'essere, e i suoi
compimenti, in particolare nel campo della mente e della volontà, ci possono portare a metà strada fra l'umano e
il divino. A questo va aggiunto quello che la mente e la volontà possono ottenere nel campo che è proprio al
corpo e alla sua vita, nel senso del compimento fisico, della resistenza, di prodezze sorprendenti di ogni
genere, di un'attività senza sosta che rifiuti la fatica e il crollo andando oltre quanto sembrava dapprima
impossibile, nel senso del coraggio e del rifiuto di soccombere a una sofferenza fisica anche micidiale e senza
fine, – queste e altre vittorie, che a volte si avvicinano al miracoloso o lo raggiungono, possono essere osservate
nel campo umano e devono essere riconosciute come parte della nostra idea totale di perfezione. La risposta,
ferma e persistente, che il corpo (così come la mente) dell'uomo è in grado di dare anche nelle circostanze più
difficili e scoraggianti, quali possono essere dovute alle necessità della guerra, dei viaggi e dell'avventura, è della
stessa natura; la sua resistenza può raggiungere livelli sbalorditivi e anche l'incoscienza stessa nel corpo
sembra capace di una sorprendente responsività.
Per quanto riguarda il corpo vero e proprio, le perfezioni che si possono ottenere con questi metodi sono
innanzitutto quelle delle sue capacità e delle sue doti naturali e, in secondo luogo, lo sviluppo della sua idoneità
generale a servire da strumento per tutte quelle attività che possono essergli richieste dalla mente e dalla
volontà, dall'energia di vita o dalle percezioni, impulsi e istinti dinamici del nostro essere fisico sottile, che è un
elemento e un agente molto importante nella nostra natura, benché il suo ruolo rimanga spesso nascosto. La
salute e la forza sono le prime condizioni della perfezione naturale del corpo; non solo la forza muscolare, la
solidità vigorosa delle membra e la resistenza fisica, ma anche la più raffinata, pronta, plastica e malleabile
energia che le nostre parti nervose e fisico-sottili possono immettere nelle attività della forma. C'è inoltre la
forza, ancora più dinamica, che si può portare nel corpo facendo appello alle energie della vita per animarlo a
più grandi attività, rendendolo capace di prodezze del carattere più straordinario che gli sarebbero impossibili nel
suo stato normale. Infine, esiste l'energia che la mente e la volontà, in quanto controllori e aspiratori, possono
comunicare e imporre al corpo attraverso le loro richieste e i loro stimoli, i loro poteri segreti che usiamo, o dai
quali veniamo usati, senza distinguerne con chiarezza la sorgente. Tra le qualità naturali e i poteri del corpo
che possono essere così risvegliati, stimolati o accresciuti fino a renderli attività normali, dobbiamo riconoscere
l'abilità e l'equilibrio in tutti i tipi di azione fisica, come la velocità nella corsa, la destrezza nel combattimento, la
bravura e la resistenza dell'alpinista, la risposta costante e spesso straordinaria che il corpo del soldato, del
marinaio, del viaggiatore o dell'esploratore, come ho già detto – può dare a tutte le richieste che possono
essergli fatte, dettate dalle necessità di ogni tipo d'avventura; insomma, tutta la vasta gamma dei compimenti
fisici che sono divenuti abituali per l'uomo o ai quali egli viene spinto in casi eccezionali dalla sua stessa volontà
o dalle circostanze. La formula comune di tutte queste attività è una capacità generale del corpo. di eseguire
tutto ciò che può essergli richiesto, una condizione ottimale che, raggiunta da alcuni o da molti, possa poi
essere estesa e generalizzata attraverso una disciplina e un'educazione fisica diversificate e complete. Alcune
di queste attività possono essere comprese nella categoria degli sport; ce ne sono altre per le quali gli sport e
gli esercizi fisici possono costituire un'efficace preparazione. Alcune attività richiedono un'azione comune, un
movimento combinato, una disciplina verso i quali gli esercizi fisici possono essere un primo passo-, ce ne
sono altre dove una volontà individuale sviluppata, la prontezza della mente e la comprensione immediata, la
spinta dell'energia di vita e dell'impulso fisico-sottíle sono le cose più importanti e possono anche essere il solo
maestro necessario. Tutto dev'essere incluso nella nostra concezione dei poteri naturali del corpo e della sua
capacità e idoneità di strumento al servizio della mente e della volontà umane, e quindi nella nostra concezione
di perfezione totale del corpo.
… La forma o corpo è senz'altro, nelle sue origini, una creazione dell'Incosciente ed è limitata da esso in ogni
direzione, ma è pur sempre la forma di un Incosciente che evolve da sé la coscienza segreta nascosta al suo
interno, che cresce in luce e conoscenza, potere, Ananda.
La coscienza fisica ha diversi livelli: ci sono gli automatismi di base e poi…
…Ci sono altri movimenti, formati dalla mente, che possono tuttavia continuate a operare in modo automatico e
senza errori anche senza la sorveglianza del pensiero o della volontà; ce ne sono altri che possono operare nel
sonno e produrre risultati validi per l'intelligenza di veglia. Ma il più importante è quello che può essere descritto
come un automatismo appreso e sviluppato, una capacità e un'abilità perfetta dell' occhio, dell'orecchio, delle
mani e di tutte le membra pronte a rispondere a ogni esigenza che si presenti, un funzionamento sviluppato e
spontaneo dello strumento, un'idoneità completa a soddisfare qualsiasi richiesta che possa essergli posta dalla
mente o dall'energia di vita. Questo è di solito il massimo che possiamo raggiungere partendo dall'estremo
inferiore e operando in esso, all'interno dei limiti che sono propri ai suoi mezzi e ai suoi metodi. Se vogliamo di
più dobbiamo rivolgerci all'energia di vita o alla mente o all'energia dello spirito, e vedere quello ch'esse possono
fare per una più grande perfezione del corpo.
…Una direzione che la nostra coscienza deve seguire nella sua crescita è quella di assicurarsi una presa
sempre più salda sul corpo e sui suoi poteri, con un influsso dall'interno o dall'alto, ottenendo la sua risposta
cosciente alle parti superiori del nostro essere. La mente, più di ogni altra parte, è l'uomo; egli è un essere
mentale e la sua perfezione umana cresce man mano che egli si conforma alla descrizione delle Upanishad, –
l'essere mentale, il Purusha, la guida della vita e del corpo. Se la mente riesce ad assumere il controllo degli
istinti e degli automatismi dell'energia di vita, della coscienza fisico-sottíle e del corpo, entrare in essi, usarli in
modo cosciente e, per così dire, mentalizzare del tutto il loro funzionamento istintivo e spontaneo, la
perfezione di queste energie e la loro azione stessa ne guadagnerà in coscienza e diverrà più consapevole e più
perfetta. Ma anche la mente ha bisogno di crescere in perfezione e per far questo la sua condizione migliore è
quella in cui dipende meno dall'intelletto fallace della mente fisica, in cui non si lascia limitare nemmeno dalle
più accurate e ordinate operazioni della ragione e può così crescere in intuizione e acquisire una visione più
ampia, profonda e diretta, obbedendo alla più luminosa spinta dell'energia proveniente dalla volontà intuitiva
superiore.
…Se il corpo non riesce, per stanchezza o per incapacità naturale o per qualsiasi altra causa, ad
assecondare il pensiero e la volontà, (o se non è responsivo in questo senso o lo è in modo insufficiente), allora
in ugual misura l'azione fallisce, o è inadeguata o diventa in qualche modo insoddisfacente o incompleta.
…Anche nelle attività mentali più pure la capacità, la prontezza e la perfetta educazione dello strumento
corporeo sono una condizione indispensabile. Questa prontezza e rispondenza fanno anch'esse parte della
perfezione totale del corpo.
Nel corso della nostra ascesa, dobbiamo aprire a quei piani le parti inferiori del nostro essere e colmarle con
quei superiori e supremi dinamismi di potere e di luce; dobbiamo fare del corpo una forma e uno strumento
sempre più e persino del tutto cosciente, un segno e un sigillo del potere cosciente dello spirito. Mentre il
corpo cresce in questa perfezione, la forza e il raggio della sua azione dinamica e la sua rispondenza e utilità
per lo spirito devono aumentare, e devono crescere anche il controllo che lo spirito esercita su di esso e la
plasticità delle sue operazioni, sia nelle parti innate del suo potere sia in quelle acquisite e nelle sue risposte
automatiche, giù fino a quei movimenti che sono ora puramente organici e che sembrano dettati da
un'incoscienza meccanica. Senza una vera e propria trasformazione tutto questo non può succedere, e infatti
una trasformazione della mente, della vita e del corpo è il cambiamento verso il quale la nostra evoluzione si
dirige segretamente