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farfalla5
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Saltate tutto quello che è scientifico…ma il resto è molto molto interessante.
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Siccome per la mia fibromialgia mi hanno prescritto prozac e io ho una paura terribile di questo tipo di farmaci, ho cercato qualcosa di naturale e ho trovato 5-HTP

Giovani e disperati: ecco la generazione Prozac
Archiviato in: Biochimica, Farmaci, Stili di vita 18 agosto 2010

A dodici anni Alice ha iniziato a dire no a voce alta. I piatti restavano lì, un boccone mandato giù con enorme fatica e poi lacrime. Come una pianta che decide di eliminare le foglie inutili così lei aveva un progetto da portare fino in fondo: eliminare il suo doppio, uccidere la bambina ideale, smarcarsi da quell’immagine che i genitori avevano costruito, rinascere con un corpo nuovo, lontano finalmente da quel falso sé. Un percorso al contrario, dove vince chi perde. E quando perdi davvero, muori. A colpi di rinunce e silenzi Alice è diventata anoressica.
In terza elementare Marco ha smesso di volere andare a scuola. Così, all’improvviso. Non aveva litigato con i compagni, le maestre gli davano sempre buoni voti. Eppure ad un certo punto un meccanismo oscuro ha avuto il sopravvento. Di notte erano solo incubi e brutti sogni, il buio lo divorava, il silenzio assordante lo costringeva a scappare nel lettone dalla mamma, ogni invito a una festa era ansia da abbandono. Marco doveva fare i conti con una mamma da cui non era mai riuscito a staccarsi.
IL FENOMENO
Alice e Marco sono numeri. In Italia 1 adolescente su 100 è sotto farmaci antidepressivi. Si parla di almeno 30mila casi. Il 10 per cento dei ragazzi tra i cinque e i sedici anni ha problemi di relazione. Ma sono cifre sottostimate; sul fondo restano innumerevoli casi ignorati. Sono i grandi numeri di una generazione tradita, di bambini e adolescenti depressi, che restano ai margini, chiusi nella loro stanza, che non cercano il rapporto con gli altri, afflitti da problemi affettivi, sopraffatti da una famiglia che si scioglie sotto i loro occhi, identità frammentate, complicate, smoccicate. Un allarme che pesa su tutto l’Occidente. Scrive il Time: «I bambini inglesi sono malati, i casi di depressione sono in continua crescita». Tra il 1991 e il 2001 il numero di minori a cui sono stati prescritti antidepressivi è cresciuto del 70 per cento. Tra loro 35mila sono sotto prozac. Dal 1950 ad oggi il numero dei suicidi in Europa tra gli adolescenti è quadruplicato. Il mal di vivere è diventata la malattia più insidiosa per i bambini. Quella che viene fuori così, sbuca inattesa, e ha la meglio su tutto. Più furba dei vaccini, degli antibiotici, delle pomate. È il male oscuro che insidia i figli di una società ricca, tronfia, opulenta. Un colpo di tosse e due cucchiai di sciroppo; un raffreddore e un paio di pillole; scarso rendimento scolastico fosforo e vitamine.
ZONE A RISCHIO
In tutta Europa la depressione è diventata la quinta causa di malattia. Le terre del Nord sono più a rischio, e questo vale anche per il nostro Paese. Il male oscuro si declina sempre più al femminile, insidia bambine e ragazze. E l’età è in discesa. Il quotidiano Times parla di una generazione infelice, una generazione di depressi. Non è gioventù bruciata. Non c’è fuoco. Non c’è carne. Non è lost generation. Non è perduta. Non si è mai trovata. Non è assopita. Non è macera e non è neppure stanca di guardare. Molto più semplicemente vede nero, fatica a vivere.
Il professor Francesco Montecchi si occupa di neuropsichiatria da 40 anni. Ha passato una vita al Bambin Gesù di Roma e di bambini chiusi in una brutta favola ne ha visti troppi. Qualche mese fa è andato in pensione, lasciando il posto di primario.
«Sono passati tanti anni e ho assistito a un cambiamento di patologie e cure. Un tempo i bambini di depressione morivano. In molti casi la depressione era causata dai lunghi periodi passati in ospedale. Questo ora non accade più. Ma è aumentato il numero di bambini infelici, con disagi forti. La causa, purtroppo, quasi sempre si trova in famiglia. Tanti pazienti sono figli unici. Le aspettative su di loro sono altissime. Genitori iperprotettivi, che idealizzano il figlio e spostano su di lui tutte le loro ambizioni frustrate. A quel punto è facile avere un caso di bimbo affetto da ansia di prestazione. Ma attenzione, non bisogna entrare nell’errore di colpevolizzare il sistema, perché sarebbe solo una scorciatoia. Il temperamento del ragazzo e le caratteristiche individuali sono la causa scatenante. Il nostro compito è dare al paziente gli strumenti per tutelarsi».
Qualcosa nel mondo dei minorenni è saltato. È un problema di punti cardinali. Non è facile navigare senza stelle. Il bambino è nudo. Il sesto rapporto Iard, l’istituto di ricerca che dal 1983 traccia l’identikit della questione giovanile, parla di crisi di identità e di orizzonti piatti. Il buco nero è la conseguenza: «È un fenomeno relativamente nuovo e quindi complicato da gestire. Nella maggior parte dei casi, davanti ad un bambino che presenta disturbi emotivi, il medico di famiglia prescrive antidepressivi – spiega Maurizio Bonati, ricercatore farmacologo dell’Istituto Mario Negri di Milano. Un atteggiamento pericoloso.
L’USO DEI FARMACI
Ci sono medici che iniziano a dare prozac a bimbi di 5 anni». La diagnosi è difficile da fare, i segnali trasmessi dai più piccoli non sono gli stessi che inviano gli adulti. È solo a partire dagli otto anni che il pensiero diventa astratto e il bambino riesce ad avere una capacità introspettiva. Bonati non crede alla chimica dei miracoli: «Il farmaco elude semplicemente il problema, Dare pillole è la strada più semplice, quella che garantisce risultati più immediati, che smorza gli effetti e nasconde i sintomi. Ma è solo questione di tempo. I segni non si eliminano, si cancellano solo temporaneamente». Si gioca con la vita. Il cervello dei bambini è in fase di sviluppo e i farmaci interferiscono proprio con le funzioni cerebrali. «Occorre un gioco di innesti, servono terapie psicologiche, sedute, maggiore interazione tra le competenze. Le pillole invece sono la strada facile. Alle famiglie non costa niente perché sono a carico del servizio sanitario, farmaci integralmente rimborsati. Ma è chiaro che alla lunga un sistema meno miope potrebbe far risparmiare una spesa pubblica di oltre otto miliardi per la depressione».
La vecchia Generazione X ha ormai 40 anni. Erano gli adolescenti degli anni 80. Sono cresciuti in un Novecento che si stava sgretolando, sommerso dal fallimento delle masse e delle ideologie. Ora sono genitori e cercano di ricostruire qualcosa nel vuoto delle macerie ereditate dai loro padri. Ai loro figli non possono dare certezze, perché non ne hanno neppure loro. Non possono dare regole, sono saltate. Si aggrappano ai residui di un’etica ballerina, confusa in una notte in cui tutte le vacche sono nere.
Articolo di Manila Alfano
Il Giornale 9 luglio 2007
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Monografie: il 5-HTP
Archiviato in: Aminoacidi e derivati 18 aprile 2010
Cos’hanno in comune la depressione (in particolar modo l’agitazione, l’ansietà, l’irritabilità) l’alcolismo, gli attidi violenza, l’obesità, il gioco d’azzardo compulsivo, l’insonnia, la fame di carboidrati, i disordini affettivi stagionali e l’emicrania?
Queste disparate condizioni possono essere tutte manifestazioni di una carenza di serotonina a livello cerebrale come ha dimostrato una serie di ricerche psicologiche condotte negli ultimi 30 anni.
La serotonina è uno dei 10 maggiori neurotrasmettitori cerebrali; esistono anche circa 100 neurotrasmettitori minori. Queste sostanze sono usate dalle cellule nervose per comunicare fra loro. Sono stati stimati da 10 a 100 miliardi di neuroni nel cervello umano e ognuno di essi può essere connesso a migliaia di altri. In questa mastodontica interconnessione neurologica, i neuroni non sono incollati l’un l’altro ma esiste un piccolissimo spazio tra loro chiamato spazio sinaptico. Quando una corrente elettrica attraversa il neurone, esso rilascia un pacchetto di neurotrasmettitori che sono contenuti nelle vicinanze di questo solco. Quindi i neurotrasmettitori sono diffusi nello spazio sinaptico e liberi di legarsi a recettori sulla sponda opposta del neurone adiacente. Quando un numero sufficiente di neurotrasmettitori si lega ai propri recettori, il neurone è stimolato a far partire una nuova scarica elettrica che si propaga lungo la sua membrana fino alla successiva sinapsi ripetendo il processo con i neuroni ai quali è connesso a sua volta. I neuroni usano l’elettricità per propagare un segnale lungo la struttura della loro rete ma usano neurotrasmettitori chimici per compiere il salto tra un neurone e l’altro.
Quando il numero di neurotrasmettitori che si propagano nella sinapsi è inadeguato per attivare il neurone a valle vari circuiti neuronali saranno sotto- o iper- attivi a causa della mancanza di comunicazione tra le cellule nervose.
Studi condotti sull’uomo e animali hanno dimostrato che i circuiti nervosi che utilizzano la serotonina, promuovono il senso di benessere, la calma, il sentirsi sicuri, il rilassamento, la confidenza e la concentrazione. Questi circuiti serotoninergici (che usano serotonina) aiutano, inoltre, a controbilanciare la tendenza di dopamina e noradrenalina a stimolare sovraeccitazione, paura, rabbia, tensione, aggressività, violenza, azioni ossessivo compulsive, ansietà, e disturbi del sonno. Sfortunatamente la neuroscienza ha anche scoperto che molte persone soffrono di vari livelli di carenza di serotonina nel cervello, che producono problematiche mentali, emozionali e per lo stile di vita. Per capire perché la carenza di serotonina stia diventando sempre più comune nella società moderna è necessario dare uno sguardo a come il cervello produce la serotonina stessa.
Le funzioni della serotonina
La serotonina (chiamata anche 5-HT), la dopamina e la noradrenalina sono i tre principali neurotrasmettitori. Sono tutti formati a partire da uno specifico aminoacido. La serotonina deriva dal triptofano, mentre la dopamina e la noradrenalina dalla tirosina. Diversamente dalle cellule non cerebrali come le piastrine e alcune cellule interstiziali dell’intestino che producono e usano la serotonina, tutta quella usata dal cervello deve essere prodotta dai neuroni stessi. A causa della presenza della barriera ematoencefalica, la serotonina non può essere “importata” tramite il torrente circolatorio sistemico. La barriera ematoencefalica serve da protezione contro le tossine che possono arrivare al cervello ma la protezione ha un prezzo cioè anche le molecole benefiche necessarie al cervello, come aminoacidi, sono limitate nel loro accesso. I nutrienti sono trasportati attraverso la barriera ematoencefalica da molecole trasportatrici come “passeggeri su un autobus”. Ciò crea un collo di bottiglia per la serotonina che non può passare la barriera ma il suo precursore, il triptofano, deve condividere il trasportatore con altri 5 aminoacidi: leucina, isoleucina, valina, tirosina e phenilalanina. In una dieta normale, basata su proteine animali o vegetariana, il triptofano è il meno rappresentato dei 20 aminoacidi. Il rapporto con gli altri è di circa 8:1 in questa competizione per assicurarsi il trasporto attraverso la barriera nel cervello. Seguendo una dieta alta in proteine, col fine di aumentare la propria quota di triptofano assunta provoca solamente un aumento della competizione. Ironicamente, l’unica strategia che aumenta i livelli di triptofano nel cervello è quella di mangiare grandi quantità di carboidrati e poche proteine. Quando grandi quantità di carboidrati sono assunti con la dieta, il corpo secerne molta insulina per ridurre la glicemia. L’insulina fa captare ai tessuti dal sangue anche i 5 aminoacidi che competono col triptofano per il passaggio nel cervello permettendo a tutto il triptofano di passare la barriera.
Questa strategia è applicata istintivamente e praticata da tantissime persone che mangiano grandi quantità di carboidrati come dolci, torte, biscotti, pane, patate, gelati ecc. quando si sentono stressate, depresse o ansiose. L’aumento di serotonina nel cervello provoca una riduzione dell’eccitazione e dello stato d’ansia, promuove (temporaneamente) uno stato di benessere e sicurezza. Comunque questa strategia ha un prezzo: la stessa insulina che aumenta i livelli di serotonina nel cervello aumenta anche la conversione dei grassi, dei carboidrati e degli aminoacidi captati dal sangue in depositi adiposi!
Questa è la connessione tra fame di carboidrati/obesità e serotonina.
Triptofano Vs. 5-HTP
Negli anni ’70, l’industria del cibo sano americana iniziò a fornire un modo alternativo per fornire più triptofano al cervello: integrazione di triptofano. Molte persone sperimentarono che 500-3000mg di triptofano supplementare al giorno davano un sollievo alla depressione, PMS, insonnia e disordini ossessivo compulsivi. Nel 1989 la FDA rimosse il triptofano del mercato alimentare americano a causa dell’aumento di mialgia eosinofila causata da una singola partita di triptofano contaminato di un fornitore giapponese.
E’ generalmente accettato come dato che solo l’1% o meno del triptofano derivante da dieta/integrazione arriva al cervello, il resto è utilizzato per creare varie proteine nel corpo, in parte è convertito in vitamina B3 al costo di 60mg di triptofano per 1 di B3, in parte è convertito da altre cellule in serotonina per il loro bisogno e una piccola parte è catabolizzata attraverso il ciclo della kyneurenina. Un enzima epatico, il triptofano pirrolase, converte il triptofano in kyneurenina, che successivamente è convertita in idrossikyneurenina (3-OH-K), acido xanturetico (XA) e acido idrossiantranilico (3-OH-AA) per l’escrezione urinaria. Sfortunatamente il 3-OH-K, la XA e il 3-OH-AA sono tutte cause di danno epatico e cancro alla vescica. Non è un caso che la natura abbia fatto si che il triptofano sia l’ultimo aminoacido della nostra dieta. Esistono due fattori che aumentano significativamente l’attività della pirrolase, stimolando drammaticamente la produzione di questi metaboliti tossici:
Il primo è l’ormone dello stress, il cortisolo. Il cortisolo prodotto dalle ghiandole surrenali, è rilasciato in risposta ad intermittenti fattori stressanti dai quali non possiamo ne scappare ne possiamo combattere. Il cortisolo è elevato in presenza di depressione, insonnia, e obesità condizioni per le quali il triptofano sarebbe utile. Le persone che assumono triptofano mentre è elevato il loro livello di cortisolo, per avere un piccolo extra di serotonina cerebrale subiscono un drammatico aumento dei livelli delle tossine 3-OH-K XA e 3-OH-AA.
Il secondo fattore è lo stesso aumento di apporto di triptofano. Il ciclo della kymeurenina è il maggior passaggio catabolico per il triptofano nel corpo umano, e maggiore è l’apporto di triptofano, maggiore è l’attività della pirrolase, ciò spiega perchè gli studi condotti sull’effetto del triptofano hanno evidenziato un efficacia maggiore per dosaggi contenuti rispetto a dosaggi maggiori.
[color=#ff0000]Fortunatamente, esiste un alternativa sicura, naturale ed efficace sia al triptofano che ai farmaci potenzianti la serotonina come il Prozac, che è stato studiato per 25 anni ed è disponibile come integratore.
Questa sostanza è il 5-idrossitriptofno (5-HTP). Il 5-HTP non è prodotto dalla fermentazione batterica (come invece si ottiene il triptofano) ne è di sintesi chimica ma è estratto da i semi della pianta Griffonia simplicifolia.[/color]
La conversione del triptofano in serotonina
Quando i neuroni convertono il triptofano in serotonina, essi utilizzano prima un enzima vitamina B3 dipendente per convertire il triptofano in 5-HTP. Un enzima vitamina B6 dipendente è invece necessario per convertire il 5-HTP in serotonina. Come Zmilacher ha annotato: “ci sono svariati vantaggi nel considerare il 5-HTP, piuttosto che l’L-triptofano, essere il maggior determinante nell’elevare i livelli cerebrali di serotonina: il 5-HTP non viene degradato dalla pirrolase in kyneurenina, inoltre supera più efficientemente la barriera ematoencefalica”. In aggiunta, va sottolineato che il 5-HTP non è incorporato nelle proteine come invece accade al triptofano, ne il 5-HTP è impiegato per la sintesi di vit. B3. Quindi paragonando il 5-HTP al triptofano, il primo ha un efficacia chirurgica mirata ad aumentare i livelli di serotonina nel cervello.
L’enzima L-aromatic aminoacido decarbossilase (L-AAD) è situato fuori dal cervello e la sua attività è particolarmente spiccata nel fegato, reni e nell’epitelio intestiinale. L-AAD può convertire il 5-HTP in serotonina che non può però attraversare la barriera ematoencefalica come abbiamo detto. Quindi solo il 5-HTP che effettivamente raggiunge il cervello è utilizzabile per aumentare le riserve di serotonina cerebrale. Per questa ragione, in alcuni studi che hanno valutato il 5-HTP, sono stati impiegate sostanze chiamate inibitori della decarbossilase periferica (PDIs) – generalmente queste sostanze impiegate sono la carbidopa e la benzaseride. PDIs prevengono che il 5-HTP sia convertito in serotonina fuori dal cervello ad opera della L-AAD. Comunque molti studi hanno avuto risposte posetive dall’impiego di 5-HTP anche senza i PDIs che sono farmaci di prescrizione e possono causare effetti collaterali. Takahashi e al. Hanno ottenuto risposste positive in 8 pazienti depressi su un campione di 24 con l’impiego di 300mg di 5-HTP al giorno senza PDIs. Uno studio in doppio cieco, con placebo condotto nel 1992 ha riportato eccellenti risultati nel trattamento dell’obesità utilizzando 900mg di 5-HTP al giorno senza l’impiego di PDI, con minimi effetti collaterali. Zmilacher e al. trattarono un ugual numero di pazienti depressi usando 5-HTP, un gruppo con e un gruppo senza PDI. Lo studio non dimostrò nessuna differenza nell’efficacia tra i due trattamenti. Comunque, il gruppo 5-HTP + PDI manifestò il doppio degli effetti collaterali del gruppo con solo il 5-HTP. Le conclusioni furono: “…non ci sono evidenze di una maggior efficacia nell’associazione di benserazide e 5-HTP. Una revisione di studi su questo argomento ha rivelato che il 5-HTP somministrato da solo è più efficace (249 su 389 pazienti, 64%) che la combinazione con PDI (93 su 176 pazienti 52,9%).. Poeldinger e al trattarono pazienti depressi ripeterono lo stesso esperimento usando come PDI la fluvoxamina, un farmaco simil-Prozac usato in Europa. I risultati dimostrarono anche in questo caso una maggior efficacia del solo 5-HTP piuttosto che l’associazione con PDI che comunque provocò maggiori effetti collaterali. Annotarono che: “Rispetto alla tollerabilità e sicurezza il 5-HTP si è dimostrato superiore alla fluvoxamina che provoca comunque effetti collaterali più severi…Il nostro studio…conferma fortemente l’efficacia del 5-HTP come terapia antidepressiva.”
Prozac
In una società in cui il libro “La pillola della felicità” (titolo inglese “Listening to Prozac”) è stato un mega-bestsellers, qualcuno potrebbe considerare ancora gli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI), quali il Prozac appunto, il gold standard terapeutico nella gestione della sindrome da carenza di serotonina, nonostante lo studio di Poeldinger abbia dimostrato la superiorità del 5-HTP sulla fluvoxamina (un SSRI). Uno studio di Risch e Nemeroff ha dimostrato che nonostante il successo con l’uso di SSRI (sorvolando i frequenti effetti collaterali e a volte gravi) nel trattamento di pazienti depressi, resta, come fattore limitante l’efficacia, l’adeguata produzione di serotonina a partire dal 5-HTP nel cervello. Gli SSRI lavorano in effetti sulla conservazione della già esistente serotonina cerebrale, trattenendone una quantità maggiore nello spazio sinaptico tra i neuroni. Gli SSRI provocano questo prevenendo la degradazione enzimatica nella sinapsi della serotonina. “…i pazienti depressi sono stati sottoposti a diete povere di triptofano associate ad alte dosi di aminoacidi che competono per il trasporto attraverso la membrana ematoencefalica… in questa situazione i pazienti depressi che ricevevano una terapia con SSRI permanevano in una condizione stabilmente grave, una volta aggiunta l’integrazione con 5-HTP i pazienti hanno prontamente recuperato…”
I numerosi studi positivi pubblicati sugli effetti del 5-HTP mostrano che esso, aumentando naturalmente i livelli di serotonina nel cervello, possono alleviare i sintomi della sindrome da carenza di serotonina senza alcun utilizzo di farmaci SSRI. Lo studio di Risch e Nemeroff dimostra in maniera eloquente che il successo degli SSRI è strettamente dipendente dalla capacità, da parte del cervello di sintetizzare adeguate quantità di serotonina (sia a partire dal triptofano che dal 5-HTP), e che la produzione di serotonina cerebrale è la variabile limitante alla base del successo degli SSRI.
Ora ponetevi la domanda: “qual’è la scelta terapeutica più logica: 5-HTP o SSRI?
Riferimenti:
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5HTP per la depressione e l'ansia

Depressione può essere una vita alterando e la condizione mentale di furto di gioia, se non trattato di sinistra. Certo, tutti otteniamo “the blues” tanto, ma quando la depressione diventa persistente o si insinua nelle nostre vite più spesso di quanto siamo a suo agio con, è il momento di iniziare la ricerca di alcune possibili soluzioni.

C'è in realtà un poco costoso aminoacido chiamato 5htp, che possono contribuire ad alleviare non solo depressione, ma è anche il cugino vicino, ansia. Ansia e depressione tendono ad andare di pari passo come si alimentano a vicenda, e quando si cerca di alternative naturali per contribuire ad alleviare la depressione, spesso volte un buon rimedio aiuterà anche a calmare l'ansia.

Il fatto che la gente è stanca dei gravi effetti collaterali associati con comuni antidepressivi farmaceutici ha portato a cercare le opzioni naturale, meno capaci di interferire. Parte di disappunto con farmaci convenzionali depressione è che molti degli antidepressivi convenzionali sul mercato sono crivellati di effetti collaterali indesiderati.

Aggiungete a ciò il fatto che il paziente medio deve prendere 3 diversi tipi di antidepressivi per trovare quale lavora per loro, e farmaceutica trattamento della depressione diventa ancora meno stimolante della fiducia dei consumatori.

Uno dei trattamenti alternativi per la depressione che sta guadagnando in notorietà è in realtà un supplemento di sporcizia a buon mercato che può essere acquistato al più negozi di alimentari di salute. 5HTP è molto conveniente ed è un buon integratore per provare se si soffre di attacchi occasionali di lieve depressione e ansia.

Forse più conosciuto nei circoli di medicina alternativa ed erbe come un aiuto grande sonno e anti aiuti ansia, molti sono anche trovare conforto da loro depressione 5htp.

5HTP è semplicemente un amminoacido composto che è fatto dal corpo da una sostanza chimica chiamata triptofano, che è quella sostanza chimica calma che si mette a dormire dopo aver mangiato una cena di tacchino. Questo a sua volta crea che tutti i più importanti umore migliorando la chimica della serotonina.

5HTP svolge anche un ruolo nell'aiutare la melatonina produrre del corpo, che è l'ormone di “sonno” naturale del corpo che viene rilasciato durante la notte. Tuttavia, 5htp molto di più di rilassarvi. È stato trovato ad per essere un ottimo regolatore naturale dell'umore, reggispinta ansia e persino un appetito suppressant in molti casi.

L'effetto collaterale di appetito soppressione ha senso, considerando i mangiatori di abbuffata e pazienti bulimici disturbo in genere hanno livelli di serotonina basso. È stato segnalato anche per aiutare le persone con disturbi del nervo iperattiva chiamato fibromialgia, che è anche stata provvisoriamente associato con un deficit di serotonina.

Come potete vedere, 5htp può essere abbastanza utile supplemento per diversi problemi di salute e benessere, non solo per il miglioramento dell'umore.

Se stai pensando di provare questo supplemento di 5htp come un modo per aiutare la facilità occasionali depressione e ansia, ci sono alcune cose che si desidera prendere in considerazione. È importante leggere il contrassegno se dovrebbe soffrono di altri disturbi come la malattia di cuore, o se siete già sui farmaci antidepressivi, come può avere controindicazioni che è necessario essere a conoscenza.

Anche essere consapevoli che quando a partire da 5htp, si dovrebbe iniziare con un basso dosaggio e funzionare il vostro senso se trovate che non funziona per voi. Maggior parte delle persone che si prendono con successo dire che essi prendano la loro prima dose in mattinata, una seconda dose nel mezzo della giornata e un terzo alla fine della giornata. In questo modo, c'è un comunicato coerenza dello stato d'animo stabilizzante effetti per tutta la giornata.

Ci sono alcuni effetti secondari conosciuti di 5htp che si dovrebbe anche essere a conoscenza. Anche se un trattamento è naturale, non è senza potenziali effetti collaterali. Naturalmente, questi variano a persona e non può verificarsi in tutti uno o l'altro. I potenziali effetti collaterali di 5htp sono nausea, vertigini, sonnolenza iniziale e diarrea. Reazioni allergiche sono sempre una considerazione con qualsiasi rimedio alle erbe, naturale o medico, in modo da essere consapevoli di ascoltare il tuo corpo quando prima partendo.
http://mentale-salute.blogspot.it/2011/06/5htp-per-la-depressione-e-l.html


IL PARADOSSO DELLA NOSTRA ERA: "Abbiamo case più grandi e famiglie più piccole; Piu comodità, ma meno tempo; Piu esperti, ma piu problemi; Piu medicine, ma meno salute;
E’ un tempo in cui ci sono tante cose in vetrina e niente in magazzino.
Parliamo troppo, amiamo troppo poco e odiamo troppo spesso.