Rispondi a: Viaggi Astrali il vero mondo

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#49324
camillo
camillo
Partecipante

Jc scrive…

Risultato? qualcosa divorerebbe davvero la consapevolezza dopo la morte, a meno di avere sviluppato il corpo del sogno…

Il punto è che fare un esegesi del lavoro di Castaneda potrebbe essere persino inutile e più fuorviante di non farla, perchè se l' opera va intesa in un determinato modo che corrisponde alle proprie percezioni interiori, allora nessun problema, anche io ho la mia personale interpretazione che si protende verso l' idea che ciò che abbiano visto gli sciamani, sia ancora il risultato delle loro convinzioni.
La realtà si configura in base alla propria disposizione a percepirla?…
Bene, ma non capisco perchè si sia fatto in modo da limitare questo criterio alla sola materia.
Anche l' aquila potrebbe essere il frutto di una loro particolare disposizione a percepire le cose in un determinato modo.
Il risultato più immediato di queste considerazioni, a mio avviso forse più vicino a spiegare alcune incongruenze, è che anche gli sciamani siano caduti nella rete di cui ci hanno magistralmente spiegato la natura, essendo ciò che hanno visto, ancora una volta filtrato da un retaggio che imponeva loro di pensare che, davanti alla percezione di una consapevolezza consumata da qualcosa di indefinibile, essa avrebbe dovuto sparire per sempre, essendo evidente che non vi è traccia della sua esistenza.
Questa è una conclusione molto affrettata e pericolosa, basata sulla convinzione che le proprie percezioni siano lo spartiacque tra la realtà e la falsità…

Concordo sulla possibile NON univocità delle percezioni e sul loro possibile condizionamento dovuto alla personalità o religione o linea sciamanica in cui si è immersi.

Per i non addetti ai lavori preciso che il mondo astrale non è ben accordato, è fluido. Lì c'è la tendenza che la materia di quel piano si modifichi sotto l'azione del nostro pensiero così tende a diventare reale ciò che desideriamo sia reale.

In quel mondo uno può perdersi tranquillamente nelle proprie illusioni.
Anche la comunicazione è aleatoria, solo individui con vibrazioni molto simili comunicano in modo accettabile con i corpi astrali.
Da questo punto di vista non immaginate nemmeno quanto sia utile questa realtà materiale, dura, concreta, molto ben accordata, non puoi sfuggire facilmente al significato di ciò che ti trasmette.
Nell'astrale invece è facilissimo credere di comprendere pane quando invece ti è stato detto polenta.

Per il resto del discorso riguardante la necessità di sviluppare un corpo astrale altrimenti NON c'è sopravvivenza… Diventa un discorso complicato.
Tutto sta nel porre il punto fisso concernente la domanda ” Cosa siamo noi? Che parte di noi sopravvive?”
Se noi crediamo di essere la nostra personalità attuale e vorremmo che la memoria di essa si conservasse, in tal caso è bene sviluppare un corpo astrale fotocopia del corpo fisico in cui possiamo entrare a piacere così bene che quado usiamo quel corpo non ci accorgiamo della differenza con questo corpo fisico e le due realtà sono indistinguibili. Gli sciamani che raggiungono questo stato parlano giustamente di “SECONDA ATTENZIONE” o realtà alternativa.

Se invece noi durante la vita con il corpo fisico riusciamo a trascendere l'IO SONO, l'importanza personale, e ci identifichiamo con il trascendente allora rientriamo nel trascendente inteso come aquila e gli sciamani con il discorso dell'aquila danno tutto sommato una parabola adeguata.
L'uomo comune che muore non può che rientrare in ciò che era cioè un frazionamento virtuale dell'assoluto che riprende ciò che aveva momentaneamente separato.