Rispondi a: Viaggi Astrali il vero mondo

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#49328
Jc
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[quote1389642525=camillo]
gli sciamani con il discorso dell'aquila danno tutto sommato una parabola adeguata.
[/quote1389642525]

Certo, purchè ci si metta d'accordo nel definire la reale valenza da attribuire agli scritti di Castaneda.
Avrei desiderato anche io che Castaneda la considerasse una parabola, ma a quanto pare fa tutt' altro.

Astralopiteco ha scritto …

Relativamente al termine DIVORARE, che ha una connotazione negativa, brutale, violenta; Il Cristiano assistera' alla stessa manifestazione dell'INTENTO e, per descriverti la stessa immagine, ti dira’ che l’anima disincarnata si e' fusa nel'l’abbraccio di Dio Padre che ha accolto i figli (emanazioni dell'Aquila, i filamenti divorati) tra le proprie amorose luminose braccia, il musulmano ti dara’ la sua interpretazione e cosi’ via…

Nessuna delle due e' vera. Anzi, lo sono entrambi. Anzi, dimmelo tu.

Sicuramente è così, non è stato Castaneda il primo a dirlo, nè sarà l' ultimo;
Ma il punto centrale della questione, non è la diversità con cui ogni essere, reduce dal proprio retaggio percepisce l' evento, quanto piuttosto il destino che lo aspetta una volta attraversata la soglia. Sarai d'accordo anche tu, che ritenere la definitiva scomparsa della consapevolezza, sol perchè si è osservato un certo fenomeno che “parrebbe” confermarlo è azzardato.
Come dire che il sole si distrugge e si ricrea ogni giorno, solo perchè non abbiamo le conoscenze per comprendere il suo moto.

Concordo sul fatto che non tutto torna perfettamente ed il quadro e' incompleto. In realta' ritengo che Castaneda, ma ripeto, e' solo l'idea che mi sono fatto, non avesse affatto l'intenzione di indagare ad ampio raggio sull'esistenza e la Verita' in assoluto, ma fosse spinto da una pragmaticita' urgente di gestione dell'esistenza concreta, immanente ed apparentemente reale della incarnazione presente e del suo ciclo biologico.

In ciò mi trovo assolutamente in sintonia, anzi è il solo motivo per cui lo ritengo un autore di estrema importanza. Il suo modo di porsi di fronte alla terribile realtà dell' esistenza, è straordinario, e richiede davvero molto fegato.

La morte del bambino in tenera eta' non rientra nemmeno nella casistica dei suoi interessi. Questo fatto (cioe' cosa possa succedere al bambino di cui sopra) riguarda l'esistenza di noi come entita' protagoniste di un ciclo esistenziale esteso, il nostro continuo reincarnarci, ovvero la nostra consapevolezza che esiste prima, durante e dopo il ciclo biologico in cui siamo inseriti, la consapevolezza che si espande, che apprende e che ritorna ad apprendere ancora, come cio' sia, cosa cio' significhi e a cosa cio' porti.

A mio parere non è esattamente così.
Si tratta fondamentalmente di un problema di impostazione. Nella sua visione, che pretende di illustrare la condizione dell' uomo appena fuori della sfera del sensibile, non vi è menzione riguardo alla possibilità che effettivamente potremmo essere delle entità in continua evoluzione verso l' infinito, o meglio, vi è menzione di qualcosa del genere, ma ristretto in modo tale da far apparire il momento presente come l' unica possibilità che abbiamo per continuare ad esistere in altri mondi.
E ciò, da una prospettiva del “qui ed ora” è un atteggiamento fenomenale, incredibilmente efficace, straordinariamente concreto per affrontare l' abissale solitudine che ci assale, una volta che ci rendiamo conto di esistere.
Tuttavia, il suo, non fu solo un “interessarsi di alcune cose piuttosto che di altre”, lui non accettò mai che potesse esistere un ordine superiore delle cose così maestoso da assicurare l' eternità ad ogni singola particella che compone l' universo,
persino a suo nonno che –morì come un porco– come gli ripeteva sardonicamente Don Juan (sicuramente al solo scopo di farlo lavorare nella giusta direzione).
Posso comprendere benissimo invece, che il ritenere l' eternità come elemento sustanziale onnipresente, qualitativamente insito nella struttura di ogni essere, avrebbe praticamente mondato la sua visione e l' avrebbe spogliata d' ogni utilità, essendo il suo approccio, teso a distruggere l' ordinarietà in cui ci autoseppelliamo per paura di concepire l' oltre.
Ma ciò non giustifica affatto l' affossamento e la distruttiva concezione di un universo, che dal nulla partorisce delle povere entità, le quali lasciate al caso dovrebbero in una maniera improbabile venire a conoscenza della possibilità di continuare la loro esistenza, seguendo un percorso che per alcuni potrebbe, anzi per i molti, essere acerbo e privo di riscontri.

Questo, jc, io lo interpreto anche come un richiamo all'urgenza e all'importanza di accrescere la consapevolezza del proprio Corpo Astrale. Quando tale consapevolezza e' elevata, l'entita', l'individuo, rompe le catene obbligatorie del ciclo delle incarnazioni. Essendo completamente consapevole del se' esce ed entra nel corpo, (o nei corpi, a piacimento), non e' piu' succube dell'Aquila, ma ne diventa parte costitutiva (ricongiungimento con l'Uno). Di fatto, morendo noi inevitabilmente come corpo fisico, a fatica riesco ad immaginare qualcosa di piu' interessante a cui dedicare attenzione, che non sia cosa sono io al di la' di quello che vedo allo specchio.

A questo punto, è ormai chiaro che, in maniera coerente e logica, abbiamo tutti quanti preso da Castaneda ciò che ci serviva, manipolandolo ed adattandolo al nostro cammino, che rispecchia la nostra più profonda ed intima concezione della straordinaria esperienza che, in un modo o nell' altro, ci troviamo a vivere.

Invano ho cercato fin nell' ultimo libro che ha scritto, o in quelli di Carol Tiggs e Taisha Abelar sue compagne di viaggio, persino nell' interpretazione di Armando Torres suo carissimo amico, un seppur piccolissimo segno di apertura verso una più matura e realistica visione dell' esistenza, che comprendesse finalmente il motivo per cui, vita dopo vita, penetriamo, ci maceriamo in questa materia per assorbirne l 'elemento di universalità, la quale materia è una soltanto delle possibili esistenze nell' infinito conoscibile;
ma appunto, ho cercato invano..