Rispondi a: Viaggi Astrali il vero mondo

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camillo
camillo
Partecipante

[quote1391193484=Tru]
Camillo ho letto delle tue esperienze e volevo chiederti .. ma a te accadevano spontaneamente cioe' ti bastava mettere mella mente l'intento ? E perche' ora non ti vengono piu'?
Io dei metodi trovati in rete ne ho provato tanti ma non funzionano.
Da giovane 18/20 anni queste cose mi erano quotidiane.. non uscivo per la paura ma arrivavo sulla soglia. Facevo cosi' per quel poco mi ricordo (sono passati 30 anni) dividevo la mente in 2 (come avere 2 pensieri) in sottofondo mettevo una canzone che si ripeteva sai come quando hai un motivo in testa e si ripete e poi la coscienza viaggiava sulle cose da fare la giornata, le cose da fare ecc. e rimanevo immobile fino a non sentire piu' le mani e poi il corpo tutto come quando sei informicolito, si dice da noi , e a qul punto perdevo il controllo la coscienza andava oltre il corpo e il corpo non si muoveva.

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Grazie Tru per la condivisione, più di discorsi e filosofie per ma ha valore qui il vissuto.
tu dici:
Da giovane 18/20 anni queste cose mi erano quotidiane.. non uscivo per la paura ma arrivavo sulla soglia.. dividevo la mente in 2…
Questa che descrivi è una delle tante modalità, raramente capita anche a me, soprattutto quando cerchi di fare qualcosa da sveglio.

Per il resto: chiedi se capita ancora. Certo che mi capita tuttora a periodi, anzi se mai sta crescendo con l'età.
Ti preciso alcune cose.
Se non ho prove tangibili, considero la possibile uscita astrale semplicemente come un sogno intenso. Se invece c'è un sognare insieme.. quantomeno c'è un fenomeno telepatico, insomma il mio essere fisico ama la verifica. Solo lei ti da realtà senza tanto tirare in ballo la fede. (La fede non mi è congeniale)

Purtroppo per il “sognare insieme” occorre essere in amicizia emotiva con persone dotate che ricordano l'uscita astrale facilmente, il non è da tutti.
Una cosa che deve essere CHIARA è che di notte la nostra consapevolezza si sgancia dal normale stato, vibra in … sogni fantasie .. o uscite astrali.
Castaneda assieme alla linea sciamanica sono i più competenti, a mio giudizio, essi dicono che quando il ci addormentiamo conserviamo un residuo di attenzione più o meno intenso.

Di questo residuo tutti ne possono prendere consapevolezza, infatti se mentre dormiamo accade qualche rumore o qualcosa di non ordinario ci possiamo risvegliare allarmati.

Immagina che l'essere umano sia identificabile dalla sua “consapevolezza”, questa è come un uomo che si trova in una stanza con centinaia di telefoni; quando la consapevolezza è sveglia nel corpo fisico, tutti i telefoni sono attivi, quando dorme solo il 10% rimane acceso.
A seconda del grado di evoluzione, sensibilità, energia.. ognuno può aumentare questo residuo d'attenzione nel sonno. Gli sciamani esaltano questo residuo e lo portano oltre il 50%. Castaneda e & vivevano più nel “sogno denso” (uscita astrale o seconda attenzione) che nella realtà corporea.

Il problema più grande dell'uscita astrale è che se non hai energia allenamento ecc. NON RICORDI NULLA. E' già difficile ricordare i sogni normali, pensa che molti dicono di non sognare affatto. Ma dagli encefalogrammi sappiamo che tutti sognano.

Nell'uscita astrale densa entri in un piano vibratorio di frequenza più elevata, il tempo cambia moltissimo. Un minuto dell'orologio fisico lo puoi vivere come un giorno o settimane in astrale. L'informazione che acquisisci in astrale è come registrata su di un nastro che va velocissimo, quindi il cervello fisico ha grosse difficoltà a ricordarla.
Per quello che dicono i “grossi calibri” tutti chi più chi meno escono in astrale, ma pochissimi ricordano.

Le strategie riguardano soprattutto il ricordare.
Gli sciamani dicono che occorre diventare FLUIDI nella vita quotidiana, abbandonare le abitudini materiali emozionali e mentali. Essi adottano tecniche particolari chiamate il “NON FARE”.

Esistono poi scuole iniziatiche come i “ROSA CROCE” che danno semplici accorgimenti, per esempio consigliano di ricapitolare alla sera, prima di addormentarsi, la giornata visualizzando le scene salienti a ritroso. Lo chiamano “esame di coscienza serale”.
Se leggi “il mago di Giava” vedrai che John Chiang arriva a padroneggiare l'uscita attraverso la meditazione vuota.
La meditazione vuota per me è stato il fulcro http://www.youtube.com/watch?v=Ncu6k3w72jA, però credo che ognuno deve trovare la sua via.