Rispondi a: Che cos'è il male?

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Nuzzi
Partecipante

[quote1403362529=Richard]

http://www.edgarcayce.it/media/benecontro.htm

ogni tipo moderno di terrore risale a tempi lontanissimi della storia della vita cosmica ed intelligente. Era stato un periodo di tempo in cui le anime – come esseri angelici – originalmente sperimentarono con la libertà spirituale – e fallirono. Egli sapeva che c’è una verità cosmica in tutte le storie sulla guerra tra i figli della luce ed i figli delle tenebre. Storie di questo genere si trovano in Grecia, Scandinavia, Palestina, Persia, India e altrove. Quella verità cosmica è che vi è un nesso demonico fra i terroristi moderni ed i racconti di Cayce di molto antichi manipolatori del corpo, della mente e dello spirito umani, che praticarono in modo illecito in un’Atlantide vacillante per una forza seduttrice sempre presente – e un campo di forze – del male.
Chiamati i figli di Belial (3376-2, 416-1 e 820-1) ed avendo affinità con delle bande rinnegate di angeli, questi tipi di anime continuano a vagare sulla terra. Nelle letture di Cayce, essi sono il grande simbolo dell’arte dell’egoismo. Non appartengono ad alcuna religione particolare perché possono trovarsi in varie religioni e società in tutta la storia

http://www.edgarcayce.it/media/ifiglidellalegge.htm

I Figli di Belial furono di un gruppo, o quelli che cercavano di più la gratificazione, la soddisfazione, l’uso di cose materiali per sé, senza pensiero o considerazione sulle loro origini né sulle privazioni nelle esperienze di altri. O, in altre parole, come lo definiremmo oggi, essi erano quelli senza un criterio di moralità.
L’altro gruppo – – quelli che seguirono la Legge dell’Uno – – avevano un criterio. I Figli di Belial non avevano un criterio, eccetto quello del sé, dell’esaltazione del sé.

:ummmmm:
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Ciao Richard,
Dunque prendo in esame la tua ultima frase: “I Figli di Belial non avevano un criterio, eccetto quello del sé, dell’esaltazione del sé” che mi sembra la frase chiave del punto di vista che hai espresso.
Detta così, questa frase sembra sottolineare che il “criterio del sè” non è un criterio valido per farci dire che i figli di Delial avessere criterio. E' un criterio che fa eccezzione. E invece proviamo aimmaginare che i Figli di Belial avessero un criterio, il criterio del se.
Cos'è il criterio del se?
siamo abituati a considerarlo come un criterio sbagliato, come un abomio, ci richiama alla memoria concetti sgradevoli come quelli di egoismo e di sopraffazione, ma siamo certi che sia veramente così?
Secondo me criterio del se significa che ho riconosciuto la natura mutevole della mia esperinza sulla terra, e ho capito che limitare questa mutevolezza con dei concetti fissi e immutabili porta problematiche.
Perchè se le cose per natura sono mobili, in che modo dei concetti fissi le possono descrivere in modo certo?
Se guardiamo bene, nel corso della storia l'idea di bene e di male è mutata assai nei confronti del passato e cose che oggi sono normali, in passato non sarebbero stato tollerate e cose che per noi sono abomini in passato sono state considerate buone. Pensate a come regirebbero la maggiorparte dei cristiano in europa se la chiesa continuasse a bruiciare gli eretici. Eppure pochi secoli fa era un sollievo per tutti se una strega veniva bruaciata viva.
Ma il punto su cui vorrei porre l'accento è che il criterio del se non prevede affatto l'assenza di criteri.
Prevede l'assenza di criteri egemoni.
Esistono tutti i criteri ma semplicemente hanno pari dignità, non ce ne sono alcuni sempre giusti e alcuni sempre sbagliati, sono mutevoli.
E io ho la possibilità istante per istante di scegliere a quali criteri rifare la mia scelta…scegliere se essere coerente con altre scelte o non coerente, scegliere di comportarmi in modo giusto o in modo sbagliato, in poche parole posso scegliere.
E, lo ripeto, posso anche scegliere di essere contraddittorio con le scelte che ho fatto in precedenza, perchè magari ho capito che la realtà dentro di me è sempre contraddittoria.
L'idea che invece esista una verità egemone e che le altre debbano starci sotto, mi pare un'idea pericolosa, che porta al “pensiero unico” e alla fine delle meravigliose differenze fra le nostre specificità.
Siamo miliardi sul pianeta ognuno con una sua unica singolarità, oguno con un suo modo di comprendere il mondo.
Perchè mai dovremo dire che alcune idee sono giuste sempre o sempre sbagliate dividendo il mondo in angeli buoni (quelli che le rispettano) e demoni malvagi (quelle che non le rispettano)
Lo potremmo fare per un fine comune, come si fa nel caso della legge che regolamenta una società, ma chi può essere così certo di quale sia il fine ultimo dell'esistenza? E se anche lo intuisse come fa ad essere tanto sicuro di avere ragione da imporre il divieto di pensare in altro modo?