Rispondi a: GLI PSICOFARMACI…

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#49446

altair
Partecipante

Napoli in A apre il topic con un video e un'affermazione: alla base di suicidi ed omicidi tra i ragazzini. Il video è effettivamente raccapricciante, ma è solo un aspetto di una questione più complessa che non può essere affrontata limitandosi a guardare il video e inorridire.

Il problema sollevato è il tema del suicidio.

E' un problema del quale i media parlano poco e malvolentieri.

Perchè?

Forse perchè è un problema che riguarda soprattuto il mondo occidentale industrializzato. Le statistiche ci informano che quanto più è evoluto un paese sotto il profilo economico e culturale, tanto più è alto il tasso dei suicidi. Il record, poco invidiabile, spetta al Giappone, 35.000 suicidi l'anno (fonte: L'Espresso 2005), mediamente un suicidio ogni quarto d'ora circa.

Il problema investe ogni ceto sociale ed ogni età. Assume toni molto drammatici e toccanti quando le vittime sono i più giovani.

Tuttavia pensare che dietro un suicidio possa esserci solo una terapia sbagliata lo trovo riduttivo.

Alla base di ogni suicidio c'è il disagio, è bene chiarire questo aspetto.

Il disagio a sua volta presenta un problema: la sua evoluzione è imprevedibile.

Le terapie posso essere utili oppure aggravare il problema.

Una terapia con psicofarmaci costituisce sempre un rischio per questo motivi.

Limitarsi a criticare negativamente e basta è inutile.

Il problema del disagio reclama urgentemente soluzioni.

Se si dice no agli psicofarmaci bisogna nel contempo proporre un'alternativa valida.

Altrimenti il disagio resta.

Il problema è chiaramente di natura sociale. La medicina investita da tale problema tenta di metterci una pezza, ma non è compito della medicina risolvere i problemi sociali.

I problemi sociali che generano il disagio sono a carico della politica e della cultura.