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#4946
camillo
camillo
Partecipante

Ciao Dani,
Tu dici:
“avete dato un occhiata sicuramente al iconicon.it. …hanno messo in vendita da non mi ricordo dove dei auto generatori ad energia radiante..”

Certo che abbiamo visto quella notizia e ne stiamo discutendo proprio qui, se vai indietro a leggere.

Il QEG non è una bufala, è semplicemente un errore di valutazione fatto da l'Ing. elettronico Jamie che, avendo riprodotto il QEG per conto suo e credendo si potesse agire come nella fisica classica ha divulgato lo schema convinto di dare in buona fede un grande aiuto all'umanità.
Invece… l'oggetto QEG non è riproducibile in quanto fa parte di una nuova scienza che arriva nel secolo entrante dopo il 2012.
Fino ad oggi 17 giugno nessuno che mi risulti ha raggiunto il secondo passo, consistente nell'autosostentamento del sistema. C'è un'over unity virtuale in Marocco con voltaggio e corrente sfasati e quindi non utilizzabili.
http://translate.google.it/translate?hl=it&sl=en&u=http://be-do.com/index.php/en/forum/&prev=/search%3Fq%3Dqeg%26sa%3DX%26hl%3Dit%26biw%3D1229%26bih%3D578%26tbs%3Dqdr:w

L'energia radiante più che una vera fonte di energia va vista come l'emblema di un nuovo modello di visione della struttura della materia.
Per quanto sembrino diversi in realtà anche “il raggio della morte”, tutti i motori “over unity”, la cella Joe, il monopolo di Ighina, il reattore di Keshe …e… molto probabilmente anche la fusione fredda hanno tutti le radici qui in questa “energia radiante” di Tesla.

A mio avviso per esempio osservando come è fatto il raggio della morte,

si comprende (o almeno io comprendo) che funziona esattamente secondo i principi dell'energia radiante di Tesla, ma questa è un'altra storia tutta da verificare.

L'energia “radiante “ di Tesla per me ormai ha assunto un significato molto più vasto in pratica si tratta di tutta una nuova linea interpretativa di cosa stia alla base della materia.
Senza voler tediare il lettore con lunghi discorsi, preferisco ricorrere ad una parabola.
La parabola si colloca in un simbolismo posto a metà strada tra il divulgatore e il ricevitore. Se la parabola è sufficientemente semplice fa passare il concetto meglio di tanti discorsi sofisticati.

Ecco come potrebbe suonare questa parabola se fosse derivata dai vangeli:

Il regno della materia è paragonabile allo schermo di un computer e voi ne siete gli oggetti che si muovono dentro, siete immagini vivificate da qualcosa che sta in un altro posto.
In realtà tutta la materia che voi percepite è in realtà proveniente da un sofisticato programma che regola le accensioni dei pixel creando le immagini che voi chiamate materia.
Se voi guardate gli oggetti dal punto di vista di esseri che sono essi stessi immagini dello schermo, le cose vi appariranno dure stabili con proprietà peculiari ben definite; per quanto voi esseri dello schermo cerchiate di modificarle, non ci riuscite se non parzialmente e dentro le possibilità stabilite a monte dal programma. Voi chiamate queste possibilità di cambiamento LEGGI FISICHE.
Ebbene io vi dico che se voi poteste agire sul programma che le crea tutto diventerebbe “molle” “plasmabile” in modo da voi impensabile.

Voi potreste “truccare” il gioco della vita materiale e questo sarebbe un male, in quanto cessereste di apprendere il simbolismo e la logica che lo schermo su cui credete di abitare vi sta dando per farvi crescere in coscienza e comprensione.
Pertanto non è dato a voi di accedere alla programmazione dello schermo finché non avrete ottenuto una sufficiente coscienza e sperimentato le amare conseguenze di certe vostre azioni.

Arriverà un tempo in cui il “portale” si aprirà e tutto vi sarà chiaro, ma fino a quel momento fornirvi la capacità di agire sul programma è come dare una bomba atomica in mano a dei bambini. Chi ha orecchi per intendere… cerchi di comprendere”


A parte la risata nel vedere un simile modo di presentare la cosa, i lettori si chiederanno: Che prove ha costui?
Ecco la mia esperienza.
http://didatticacomputer.it/index.php?option=com_remository&Itemid=0&func=fileinfo&id=41

Capisco che per voi sia un racconto come tanti altri, ma per me è… un vissuto reale.