Rispondi a: Avete fiducia nella medicina moderna?

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altair
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Dove la medicina moderna ha peccato di presunzione e dove può migliorarsi?

Presunzione:
Atto o atteggiamento ispirato ad ambizioni o pretese orgogliose e indisponenti.
Superba ostinazione.
Supposizione, congettura. (Devoto-Oli – Il dizionario della lingua italiana – editore Le Monnier).

Come non collegare la superba ostinazione all'accanimento terapeutico?
In questo senz'altro la medicina moderna ha peccato e continua a peccare di presunzione. Tale atteggiamento va ricondotto alle convinzioni morali di ispirazione chiaramente religiosa che influenzano la prassi medico-legale. La medicina, come tutte le scienze, a mio avviso dovrebbe avere un atteggiamento laico e rispettoso delle scelte dei pazienti. Ferme restando le libertà di scelta dei medici obiettori per motivi religiosi o convincimenti morali (non praticare nè aborti nè eutanasia), episodi recenti come il caso Welby ci mostrano ancora come la medicina, costretta da una legislazione, a mio avviso, da rivedere, continui a peccare di presunzione (superba ostinazione). (Film consigliato: Mare dentro di Alejandro Amenabar con un grande Javier Bardem).

Un altro campo dove la medicina pecca di presunzione è quello della formazione. In nessun altro campo come nella medicina si fa sentire a livello formativo e di alti incarichi la presenza del fenomeno della baronia. La baronia è il nepotismo, il favorire parenti e amici stretti nell'assumere docenze universitarie o incarichi di prestigio. E' un fenomeno che in Italia ha raggiunto livelli impensabili. Scuole di specializzazione dove i docenti hanno tutti lo stesso cognome o quasi (padri, figli, nipoti, generi, nuore, etc.). (Atto o atteggiamento ispirato ad ambizioni o pretese orgogliose e indisponenti).

Il campo più discusso, nel quale la medicina moderna spesso, sembrerebbe peccare di presunzione, è il rapporto con le terapie farmacologiche. Non sono un medico, ma, la facilità e a volte, la leggerezza con la quale spesso i medici ricorrono al supporto farmacologico, a me pare evidente e allora ci si chiede:
Perchè accade questo?
Non è facile rispondere, sarei portato a pensare che ciò accade perchè tutto diventa più semplice e sbrigativo. Un medico di famiglia, con 1500 assistiti, 30 o più visite al giorno da svolgere ha nei farmaci un potente alleato che gli copre le spalle. Ho fatto una diagnosi e stabilito una terapia. Sono a posto.
Si tratta di presunzione o di una situazione difficile nella quale i medici si trovano ad operare?
Io ritengo si tratti di tutte e due le cose.
Troppa fiducia nell'azione risolutiva dei farmaci da una parte, e dall'altra, troppo poco tempo a disposizione in rapporto al numero di pazienti che ciascun medico di famiglia deve assistere.
L'Italia è uno dei Paesi che ogni anno sforna più medici dalle sue università. Molti di questi faticano ad inserirsi in un mercato del lavoro da tempo saturo.
L'Italia è anche il paese dove la spesa annua per i farmaci, a carico quasi tutta dello stato, è elevatissima.
Se si consumassero meno farmaci e si disponesse sul campo di più medici? Con diagnosi più accurate e terapie più adeguate?
Utopia? (Le potenti case farmaceutiche non sarebbero per nulla contente).

Dove la medicina non pecca di presunzione è quando fa delle ipotesi (supposizione, congettura). Non essendo una scienza esatta il suo modo di procedere e di evolversi si basa anche su dati e ipotesi incerte e l'esperienza assume un grande ruolo. La medicina, un tempo chiamata “ars medica”, è una disciplina particolare nella quale convivono più saperi. Scienza, umanesimo, filosofia, sembrano convergere per creare uno dei campi della conoscenza più affascinanti e nello stesso tempo più discussi. In Occidente il ruolo della scienza in ambito medico sembra da tempo aver preso il sopravvento a discapito di umanesimo e filosofia.
Forse bisognerebbe tornare a riflettere sul concetto di “ars medica”, un'arte appunto, e non solo una scienza.