Rispondi a: La dieta vegetariana non è soltanto sana ma anche più sicura.

Home Forum SALUTE La dieta vegetariana non è soltanto sana ma anche più sicura. Rispondi a: La dieta vegetariana non è soltanto sana ma anche più sicura.

#50083
brig.zero
brig.zero
Partecipante

:medit:

[color=#6666ff]Estratto dal libro “Maestro perchè” – Edizioni Mediterranee, CF77
… inserisco questa comunicazione in cui si affronta un tema delicato, e anche molto controverso, in cui si evidenzia come ogni idelismo deve fare sempre i conti con la sua attuazione pratica, e con una conoscenza dei propri limiti.[/color]

[color=#6666ff]L'alimentazione vegetariana: quando e come è consigliabile.[/color][color=#6666ff][/color]

Su questo fatto dell'alimentazione si sono create tutte le medicine alternative che voi ben conoscete. Ma prendiamo quest'uomo, il quale per generazioni ha avuto ,un certo tipo di alimentazione: ebbene, non si può pensare che da un momento all'altro smetta di essere carnivoro senza che ciò non porti uno scompenso. E dico questo con molta tranquillità.

E' chiaro che l'ideale per uno spiritualista, per chi crede che la materia non sia tutto, è quella di non uccidere delle forme viventi abbastanza organizzate, come quelle animali, e quindi in un certo senso di farsi vegetariano; questa è indubbiamente l'ideale morale al quale lo spiritualista automaticamente tende e a cui è bene tendere; ma è anche vero che non si può di punto in bianco cambiare alimentazione senza che vi siano delle ripercussioni. Quindi, coloro che volessero farsi vegetariani non lo facciano per seguire una moda, per imitazione, perchè l'uomo evoluto è vegetariano; deve essere una scelta sentita, altrimenti non serve a niente.

Io consiglierei, a chi volesse indirizzarsi verso un'alimentazione vegetariana, di farlo con gradualità, ma soprattutto di farlo quando veramente questa decisione corrisponde a un bisogno interiore, bisogno che fa sentire nei confronti della carne una vera repulsione. In questo caso si può fare; altrimenti non ha senso.

[color=#6666ff]Ripercussioni psichiche dell'alimentazione.[/color]

Una ripercussione c'è sempre. Vi sono sostanze, per esempio, che possono eccitare; anche sostanze vegetali possano far questo; e se l'individuo non è bene equilibrato possono indurlo a reazioni e a comportamenti diversi da quelli che avrebbe in assenza di questa eccitazione.

Vi sono invece delle sostanze che favoriscono la distensione: per esempio le patate hanno stranamente questa facoltà, questa possibilità di dare una lieve distensione naturale, molto leggera, a chi le mangia soprattutto al pasto della sera. Comunque, tra un cibo a base di patate e uno dei vostri tranquillanti, io consiglierei certamente quel cibo.

Sono tantissime le sostanze che si ingeriscono attraverso gli alimenti e che possono influire sulla psiche, il carattere, l'atteggiamento e lo stato d'animo delle persone.

E poi vi sono altre influenze che riguardano la sfera occulta. Per esempio, gli occultisti dicono che siccome l'animale molte volte percepisce di essere mandato al macello, mangiare quella carne parta quello stesso senso di angoscia che l'animale ha provato prima della morte.

La parte vera di questo discorso è che naturalmente ad ogni stato d'animo, anche dell'animale, corrisponde una certa reazione fisica, e che l'angoscia provata dall'animale può portare qualcosa a livello di corpo fisico, sicchè l'ingestione di questa carne può in un certo senso ricreare, in chi la mangia, la stessa angoscia dell'animale. Però la cosa è piuttosto aleatoria, è una spiegazione che si vuol trovare a ogni costo. Perchè fosse vera, in effetti, bisognerebbe che l'uomo si cibasse solo di quella carne e che quella carne non fosse cucinata, in modo da conservare quelle tossine o quelle sostanze che l'animale ha provocato nel suo corpo con l'angoscia della morte.

E' indubbio che chi è intemperante nell'alimentarsi finisce con l'avere delle ripercussioni anche a livello psichico, ma questo indipendentemente dalle sostanze che ingerisce. E' il suo essere intemperante che lo intossica, creando in lui un malessere, una cattiva disposizione nei confronti dell'ambiente e di coloro che lo circondano, peggiorandolo nel carattere. Perciò, a chi ha seguito per un certo periodo un'alimentazione eccessiva, faranno bene diete purificanti che lo disintossicano. Il beneficio che ne trae è di passare dall'ebrietà del cibo alla sobrietà, che può avvenire anche continuando a mangiare i cibi dei quali si è nutrito fino ad allora, ma in misura minore. Il beneficio, quindi, non è tanto nella qualità del cibo, quanta nella quantità.

E' bene cercare di mangiare cibi sempre cucinati semplicemente, cibi che non siano molto elaborati attraverso un uso eccessivo di spezie; e soprattutto mangiare cibi allo stato crudo, specialmente verdure, frutta, formaggi naturalmente non sofisticati, latte, per chi può sopportarlo, e la stessa carne cucinata in maniera semplice. Questo è importante. 😉

Sri Yukteswar, nel suo libro “La Scienza Sacra” fece delle ottime osservazioni su quale dovrebbe essere l'alimentazione corretta per un essere umano:

“Che cosa vuoi dire vivere in modo naturale? Per capire che cosa voglia dire vivere in modo… naturale, è necessario sapere che cosa significhi vivere innaturalmente. La vita dipende dalla scelta del cibo, della dimora e della compagnia. Per vivere in modo naturale, gli animali inferiori possono compiere autonomamente queste scelte grazie ai loro istinti e alle `sentinelle' che la natura ha messo di guardia alla porta degli organi dei sensi, cioè, la vista, l'udito, il tatto, l'odorato e il gusto. Invece, per quanto riguarda gli esseri umani, questi organi sono di solito così snaturati dal genere di vita condotto fino dalla primissima infanzia, che non ci si può fidare dei loro giudizi. Quindi, per capire quali siano le nostre reali necessità siamo costretti a dipendere dall'osser vazione, dalla sperimentazione e dalla ragione.

Qual è il cibo naturale per l'uomo? Per poter scegliere il nostro cibo naturale, innanzitutto dobbiamo osservare la conformazione degli organi preposti alla digestione e alla nutrizione, cioè i denti e il tubo digerente; l'istinto naturale degli organi dei sensi che guida gli animali verso il loro cibo e, infine, il nutrimento dei piccoli.

Osservazione dei denti. Dall'osservazione dei denti rileviamo che negli animali carnivori gli in cisivi sono poco sviluppati, mentre i canini sono notevolmente lunghi, lisci e appuntiti, per poter afferrare la preda. Anche i molari sono appuntiti ma le rispettive cuspidi non combaciano, bensì si sfiorano lateralmente per separare le fibre della carne. Negli erbivori gli incisivi sono estremamente sviluppati, i canini ridotti (benché a volte, ad esempio negli elefanti, si siano sviluppati tanto da formare un'arma di difesa), i molari hanno la superficie masticatoria larga e sono ricoperti di smalto soltanto lateralmente. Nei frugivori tutti i denti hanno più o meno la stessa altezza; i canini sono leggermente prominenti, conici e smussati (infatti non sono destinati ad afferrare la preda, ma a esercitare una forza). I molari hanno una superficie masticatoria larga e le parti superiori protette dallo smalto per prevenire l'usura causata dal movimento laterale, ma non sono appuntiti come nel caso dei carnivori. Negli onnivori, ad esempio gli orsi, gli incisivi sono invece simili a quelli degli erbivori, i canini a quelli dei carnivori e i molari sono larghi e appuntiti perché servono a un duplice scopo. Ora se osserviamo i denti dell'uomo rileviamo che non somigliano a quelli dei carnivori, e neppure a quelli degli erbivori o degli onnivori. Sono invece simili in tutto e per tutto a quelli degli animali frugivori. Se ne può quindi ragionevol mente dedurre che l'uomo è un animale frugivo ro, cioè che si nutre di frutta. (*)

(*) Per `frutta' si intendono tutte le parti del regno vege tale utili all'uomo. La dieta a base di frutta cui ci i si riferisce include verdure, cereali, noci, nocciole, mandorle e così via

Osservazione del tubo digerente. Dall'osservazione del tubo digerente rileviamo che la lunghezza degli intestini degli animali carnivori supera da 3 a 5 volte quella del corpo, misurata dalla bocca all'ano, e che il loro stomaco è quasi sferico. Negli erbivori la lunghezza degli intestini supera da 20 a 28 volte quella del corpo, mentre il loro stomaco è più ampio e di struttura complessa. Invece, la lunghezza degli intestini degli animali frugivori supera da 10 a 12 volte quella del corpo e il loro stomaco è poco più grande di quello dei carnivori e prosegue nel duodeno che svolge la funzione di un secondo stomaco. Questa è esattamente la conformazione che troviamo negli esseri umani, sebbene l'anatomia dica che nell'uomo la lunghezza degli intestini superi da 3 a 5 volte quella del corpo, commet tendo l'errore di misurarlo dalla testa ai piedi, invece che dalla bocca all'ano. Da ciò possiamo nuovamente dedurre che l'uomo è, con ogni probabilità, un animale frugivoro.

Osservazione degli organi dei sensi. Osservando l'istinto naturale degli organi dei sensi (gli indi catori delle sostanze commestibili), che guida tutti gli animali verso il cibo loro congeniale, vediamo che non appena il carnivoro scorge la preda ne è così felice che “gli brillano gli occhi”; l'afferra coraggiosamente e ne lecca il sangue con avidità. Al contrario l'erbivoro si rifiuta perfino di toccare il proprio alimento naturale se è appena spruzzato di sangue. I suoi sensi dell'olfatto 'e della vista lo guidano a scegliere come proprio cibo erbe e altre piante, che assapora con delizia. Per quanto riguarda gli animali frugivori possiamo analogamente notare che i loro sensi li guidano invariabilmente verso i frutti degli alberi e dei campi. Constatiamo, inoltre, che i sensi dell'olfatto, dell'udito e della vista degli uomini, a qualsiasi razza appartengano, non potrebbero mai indurli a uccidere gli animali e che, al contrario, gli es seri umani non possono sopportare nemmeno la vista di simili massacri.

Si è sempre raccomandato di tenere i mattatoi lontano dalle città e spesso vengono date severe disposizioni che obbligano a trasportare le carni macellate in mezzi opportunamente chiusi. Allora, può mai la carne essere considerata il cibo naturale dell'uomo quando gli occhi e il naso la respingono decisamente, a meno che il suo sapore non sia trasformato da spezie, sale e zucchero? D'altra parte, quanto troviamo deliziosa la fragranza della frutta la cui sola vista spesso ci fa venire l'acquolina in bocca! Si deve inoltre rilevare che, anche allo stato naturale, i cereali e i vegetali hanno un profumo e un gusto gradevoli, benché leggeri. Ecco che ancora una volta siamo portati a dedurre che l'uomo era destinato a essere un animale frugivoro. (**)

(**) “E Dio disse: Ecco, io vi ho dato ogni erba che produce seme che è sulla faccia dì tutta la terra, ed ogni albero in cui è il frutto che produce seme: sarà questo il vostro cibo”. Genesi, 1, 29

Osservazione dell'alimentazione dei piccoli. Se osserviamo íl tipo di nutrimento dei piccoli rileviamo che il latte è senza dubbio l'alimento dei neonati. Il seno materno non produce latte a sufficienza se la madre non sceglie come alimentazione naturale frutta, cereali e verdure.

La causa delle malattie Deduciamo da queste osservazioni, come unica conclusione ragionevole, che la migliore alimentazione naturale per l'uomo è costituita da vari tipi di cereali, frutta, radici commestibili, e che includa come bevande il latte e l'acqua pura esposta direttamente all'aria e al sole. Questi alimenti, essendo congeniali all'organismo quando sono assunti secondo la funzionalità dell'apparato digerente, vengono sempre assimilati facilmente se ben masticati e mescolati alla saliva.

Altri cibi non sono congeniali all'uomo e non essendo adatti all'organismo gli sono pertanto estranei; una volta ingeriti non vengono correttamente assimilati. Entrando in circolazione nel sangue si accumulano sia nell'organo escretore sia in altri organi non adatti a riceverli. Se non riescono a trovare una via di uscita si depositano, a causa della legge di gravità, negli interstizi dei tessuti; fermentando producono malattie mentali e fisiche e conducono, infine, a una morte prematura.”

:medit:
… e sempre nello stesso libro del CF77 … una domanda con risposta … :sagg:
[color=#6666ff]Perché deve esistere la morte del corpo fisico, del corpo astrale e di quello mentale?[/color] ?!

La morte del corpo fisico, e quindi del corpo astrale, e quindi del corpo mentale, non è un evento casuale (come niente è mai fatto a caso), ma ha una profonda ragione d'essere in quanto permette all'individuo sempre nuove esperienze con personalità sempre rinnovate.

Se un individuo avesse un solo corpo fisico, che durasse centinaia di anni, finirebbe col non
imparare più niente; le esperienze che avrebbe sarebbero fatte sempre da uno stesso punto di vista,
con uno stesso e un solo modo di intendere, con uno stesso carattere.

:si:


https://www.facebook.com/brig.zero