Rispondi a: La dieta vegetariana non è soltanto sana ma anche più sicura.

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Richard
Richard
Amministratore del forum

http://spaziomente.wordpress.com/2012/03/04/svezzamento-vegetariano-in-10-semplici-passi/
L’esperienza insegna, ecco perchè oggi vogliamo mettere a disposizione quella di una coppia di nostri amici che hanno deciso di svezzare il loro piccolo con una dieta vegetariana. “Che novità”, direte voi, “cosa ci può essere di strano? i vegetariani in Italia sono circa 5 milioni…”.
Infatti. Ecco perchè i nostri amici sono riusciti “molto semplicemente” a chiedere ed ottenere una dieta di questo tipo al nido che, a breve, ed in concomitanza con il periodo di svezzamento, ospiterà il loro bimbo. Facile, ecco tutto quello che hanno dovuto fare:
1- Andare al nido di riferimento e chiedere una dieta vegetariana per il bambino (in effetti, non sembrerebbe una richiesta dell’altro mondo: quella vegetariana è una scienza in tutti i sensi, studiata, divulgata, diffusa…)
2- Una volta al nido, è stato detto loro che in vent’anni quella era la prima volta che avevano a che fare con una richiesta del genere (sigh!). Avrebbero dovuto sentire l’Asl di riferimento per chiedere delucidazioni…
3- Su sollecito dei nostri amici, è stata fatta la telefonata all’Asl. L’incaricato ha detto loro che la scelta sarebbe stata accolta solo sotto la prescrizione del pediatra di famiglia (ebbene si, sembra di avere a che fare con una malattia…).
4- Presa la macchina, tornati a casa, ripresa la macchina e andati dal pediatra. Semplice, è solo un certificato no? No. La pediatra non se la sente di scriverlo per non prendersi la responsabilità di una scelta simile (…), dunque si è dichiarata disponibile a farlo solo se i nostri due eroi le avessero portato un certificato di idoneità firmato da un nutrizionista.
5- Ripresa la macchina, tornati a casa e riflettuto sul da farsi. In effetti, le possibilità non erano molte: desistere o cercare un nutrizionista. I nostri amici hanno scelto la seconda opzione (ah! ci eravamo dimenticati di sottolineare che il loro non è un capriccio, ma una scelta calibrata su convinzioni, studi ed esperienza personale…).
6- Cercato un nutrizionista non avverso alla dieta vegetariana (neanche si trattasse di superstizione). Trovato, preso appuntamento, andati all’appuntamento.
7- Parlato con il nutrizionista, ottenuto con facilità il certificato (è ufficiale: i nostri amici non sono matti…).
8- Preso il certificato, presa l’auto, andati dalla pediatra di famiglia.
9- Consegnato il certificato, ottenuto il suo benestare, ripresa l’auto e andati al nido.
10- Arrivati al nido, consegnato l’ok della pediatra, avvisata l’Asl e vissero tutti felici e contenti.
Ora, al di là di tutto, la questione ha un che di paradossale. Da anni la scienza medica ha non solo ammesso, ma addirittura incentivato in diversi frangenti la dieta vegetariana in ogni età: come mai tanta resistenza?
Spiega Leonardo Pinelli, vicepresidente della Società Scientifica di Nutrizione Vegetariana: “(…) milioni di vegetariani sono abbandonati a loro stessi, spesso si sentono sotto accusa. Il rifiuto di offrire omogeneizzati di manzo, tacchino, agnello, ma anche spigola o nasello, spiazza persino i pediatri, che tentano di persuadere i genitori a rivedere le posizioni, etichettate come rischiose nelle prime fasi di vita. Non è così. Se oculatamente seguito, il vegetarismo può garantire la crescita e lo sviluppo ottimale dei bambini. L’ American Dietetic Association lo considera adatto in ogni fase della vita, dalla nascita alla vecchiaia, gravidanza e allattamento compresi” (fonte: link).
Ma non solo l’American Dietetic Association. Rispetto alla paura (tutta culturale, alla fine dei conti) che ad un vegetariano manchino delle sostanze, Umberto Veronesi risponde in questo modo: “Una dieta priva di carne non ci può in alcun modo indebolire, e lo prova il fatto che un neonato nei primi mesi quadruplica il peso che aveva alla nascita nutrendosi solo di latte. La carne non è indispensabile alla nostra alimentazione, nemmeno durante lo svezzamento: le proteine necessarie al nostro organismo, oltre che nella carne e nei cibi di origine animale, si trovano anche in molti vegetali, come i legumi. È dunque possibile trarre dal mondo vegetale una dieta ricca e variata capace di fornirci vitamine, proteine, zuccheri e grassi vegetali in modo completo e calibrato. Esistono poi prove scientifiche che questi alimenti, se consumati in quantità sufficiente, permettono anche di evitare alcune carenze e rinforzano la resistenza contro le malattie infettive. I vegetariani, in genere, hanno non soltanto una vita più lunga dei carnivori, ma evitano malattie croniche invalidanti” (fonte: link).
Luciano Proietti, pediatra e nutrizionista, afferma inoltre che nei primi tre anni di vita, se allattato al seno, il bambino dovrebbe essere naturalmente vegetariano: attraverso il latte materno, i piccoli assumono tutte le proteine utili, non ne occorrono in sovrabbondanza (fonte: link).
Insomma, che fare? Ancora Pinelli, dice che: “l’unico consiglio è quello di affidarsi, sin dai primi giorni di vita del bambino, a un pediatra esperto in nutrizione. Accade spesso che genitori vegetariani, intenzionati a educare alla dieta verde anche i propri figli, incontrino le resistenze del pediatra: allora, convinti della propria scelta ma privi del supporto del medico, si trovano costretti a una dieta “fai da te”, sovente non pianificata e quindi poco equilibrata. L’auspicio, quindi, è duplice: che i genitori si preoccupino di cercare pediatri più aggiornati – che abbiano approfondito le proprie conoscenze sulle scienze nutrizionali – e che sempre più medici dei bambini s’informino sui benefici della dieta vegetariana” (fonte: link).
Ci associamo completamente e vi lasciamo ad un video di Proietti decisamente interessante sull’argomento. Buona visione e buon appetito a tutti!