Rispondi a: La dieta vegetariana non è soltanto sana ma anche più sicura.

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brig.zero
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condivido e riporto integralmente questo post su FB https://www.facebook.com/notes/cerchio-firenze-77/lalimentazione-vegetariana/585870738115791

[color=#0000ff][size=20]L'alimentazione vegetariana[/color]

Riporto un consiglio di Francois estratto dal libro “Maestro perchè” – Edizioni Mediterranee:

[color=#0000ff]…Su questo fatto dell'alimentazione si sono create tutte le medicine alternative che voi ben conoscete.

Ma prendiamo quest'uomo, il quale per generazioni ha avuto ,un certo tipo di alimentazione: ebbene, non si può pensare che da un momento all'altro smetta di essere carnivoro senza che ciò non porti uno scompenso. E dico questo con molta tranquillità.

E' chiaro che l'ideale per uno spiritualista, per chi crede che la materia non sia tutto, è quella di non uccidere delle forme viventi abbastanza organizzate, come quelle animali, e quindi in un certo senso di farsi vegetariano; questa è indubbiamente l'ideale morale al quale lo spiritualista automaticamente tende e a cui è bene tendere; ma è anche vero che non si può di punto in bianco cambiare alimentazione senza che vi siano delle ripercussioni. Quindi, coloro che volessero farsi vegetariani non lo facciano per seguire una moda, per imitazione, perchè l'uomo evoluto è vegetariano; deve essere una scelta sentita, altrimenti non serve a niente.[/color]

[color=#0000ff]Io consiglierei, a chi volesse indirizzarsi verso un'alimentazione vegetariana, di farlo con gradualità, ma soprattutto di farlo quando veramente questa decisione corrisponde a un bisogno interiore, bisogno che fa sentire nei confronti della carne una vera repulsione. In questo caso si può fare; altrimenti non ha senso.[/color]


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Personalmente aggiungo una mia riflessione sul tema.

Noi sappiamo che tutto è vita: dal cristallo, al vegetale, all'animale in tutte le sue espressioni, fino all'uomo e oltre.

Dunque il rispetto per tutto ciò che ci circonda è doveroso e fa parte di colui che ha sviluppato la sensibilità e il giusto sentire per muoversi secondo questo principio.

Ognuno di noi deve inserirsi e interagire con ciò che ci circonda nel modo possibile per la sua natura esteriore e interiore.

Riconoscere i nostri limiti è il primo dovere; perchè il primo rispetto che dobbiamo, è per noi stessi e per come ci è possibile porci verso la vita che ci circonda.

Personalmente non distruggerei mai una perfetta cristallizzazione che la natura mi mostra in tutta la sua bellezza; nè coglierei un fiore nè estirperei una pianta nè danneggerei qualunque forma di vita, se ciò non fosse un mio bisogno giustificato.

E' vero che c'è chi accetta il sacrificio di se stesso, piuttosto che non danneggiare altri; ma esiste una natura che ci pone in condizioni di convivenza reciproca in cui ogni vita è in relazione con un'altra e ogni rapporto ha delle regole di sopravvivenza con dei gradi di sensibilità e di “sentire” che guidano le varie azioni e necessità.

Il leone può divorare la zebra; anzi, la deve divorare. L'uomo può mangiare le verdure, i frutti e la carne; anzi li deve mangiare, seguendo la sua necessità biologica e la sua sensibilità interiore.

Quest'ultima non si può imporre a nessuno; perchè ciascuno ha un suo percorso interiore che è il solo a suggerirli e imporgli, quando è il momento giusto, qual'è la scelta migliore.

Questo insegnamento ha il grande pregio di non avere dato regole comportamentali a nessuno. Però ci ha insegnato a pensare, a osservare la vita con altri occhi, a renderci consapevoli dei nostri limiti e dei nostri veri bisogni.

Così si cresce e così, un giorno, si potrà anche arrivare a concepire un mondo in cui non ci sarà bisogno di reprimere una vita (qualunque vita) per sostenere la nostra. Bene per chi ci è già arrivato, ma è anche bene per chi, gradatamente percorre gli scalini della propria maturità spirituale riconoscendo ciò di cui ha bisogno, senza che nessuna morale altrui, lo obblighi a conformarsi a una natura che non gli appartiene.

(Umberto Ridi)


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