Rispondi a: La dieta vegetariana non è soltanto sana ma anche più sicura.

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InneresAuge
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A molti vegetariani spesso viene consigliato di mangiare carne o almeno di assumere degli integratori per poter coprire il proprio fabbisogno di ferro, e queste affermazioni convincono alcuni ad abbandonare la più sana alimentazione vegetariana. Come si pone la scienza rispetto a questa diffusa opinione?
In un'indagine scientifica effettuata dal Ministero della Sanità di Berlino a proposito dell'alimentazione vegetariana è stato rilevato ciò che segue: «Le analisi hanno riscontrato che nelle donne vegetariane i valori del ferro e dell'emoglobina sono inferiori alla media; ciò non consente, comunque, di trarre alcuna conclusione utile a livello clinico. Inoltre si pone l'accento sulla necessità di una nuova valutazione della cosiddetta “mancanza di ferro”. Alcuni scienziati ritengono, infatti, che valori di sideremia bassi rappresentino un vantaggio per la salute».[1]

Il beneficio proveniente dall'utilizzo di integratori di ferro è dubbio. Lo studio berlinese non è l'unico condotto in questo senso e tutti gli studi seri giungono a simili conclusioni (le indagini effettuate o commissionate dall'industria del latte e della carne conducono, naturalmente, ad esiti differenti dalle ricerche indipendenti). Tra i risultati di uno studio condotto dall'Istituto per l'Alimentazione della Justus-Liebig University di Giessen si legge: «I valori medi di ferro nei vegetariani sono al minimo dei valori normali. Poiché i valori di riferimento sono basati su persone carnivore, è oggetto di discussione se essi debbano essere vincolanti per tutti. La discussione è oltre tutto avvalorata dalla constatazione di come valori di sideremia minimi nell'ambito dei valori normali offrano protezione da infezioni e infarto cardiaco.”»[2]

Alcuni studi si spingono anche oltre, individuando un legame tra alcune malattie correlate alla civilizzazione e un eccesso di ferro. Ciò vale in particolare per il morbo di Alzheimer, in cui si riscontra una concentrazione eccessivamente alta di tale minerale nel cervello.[3] A parte la questione sull'interpretazione dei valori di sideremia anomali, una dieta unilaterale (sia essa priva di carne o no) comporta necessariamente carenza di vitamine o di minerali. La migliore prevenzione si ottiene solo tramite un'alimentazione (vegetariana) completa e bilanciata, che preveda un'alta percentuale di cibo fresco (biologico) crudo. E' anche indispensabile che le madri allattino al seno i propri figli il più a lungo possibile e che non sostituiscano in nessun caso il proprio latte con quello vaccino, poiché quest'ultimo nei bambini riduce l'assorbimento e l'assimilazione del ferro, effetto che non viene annullato nemmeno dal latte vaccino arricchito.[4] In una normale alimentazione, il 25%-30% del ferro deriva da cibi di origine animale (carne, pesce, uova, latte, ecc.).[5] Ciò significa che anche i carnivori assumono la maggior parte del proprio ferro da alimenti vegetali.

L'idea che la carne sia l'unico cibo contenente ferro è senza dubbio uno dei miti creati dall'industria della carne, anche se è appurato come la concentrazione di ferro presente in questo alimento causi un forte stress all'organismo umano, carente di mezzi efficienti di escrezione (validi per altri elementi spuri eliminati, per esempio, tramite le urine).[6] Gli unici cibi che non contengono ferro in assoluto sono il latte (e i prodotti da esso derivati), lo zucchero, i grassi e i cibi di produzione industriale.[7] Oltre a queste considerazioni teoriche, bisogna tener presente che coloro i quali nel corso di tutta la propria vita hanno adottato un'alimentazione vegetariana ben bilanciata non presentano alcun sintomo di carenza di ferro, ma al contrario sembra che i loro organismi siano in grado di assorbire ferro dagli alimenti meglio degli organismi dei carnivori.[8] Neanche un forte calo di ferro (anemia), per esempio in conseguenza di un'abbondante perdita di sangue in seguito a un incidente, rappresenta una ragione valida per consumare carne o suoi derivati. Inoltre si deve evitare di consumare i seguenti prodotti, poiché essi impediscono all'organismo di assorbire il ferro: vino rosso, tè nero, aromi, caffè, cacao (sia come bevanda che come cioccolata), aglio, cipolla, yogurt e latte cagliato. È inoltre importante tenere in considerazione che la vitamina C contribuisce all'assorbimento del ferro. Questo elenco (seppure incompleto) dimostra perché i carnivori spesso prediligano bevande che contengono caffeina (caffè, te nero, cacao), il cui consumo è legato agli eccessivi valori del ferro.

fonte: [link=http://www.vegetarismus.ch/info/i17.htm]http://www.vegetarismus.ch/info/i17.htm[/link]

Sempre più perplesso rispetto alla medicina ufficiale…


Come può la vista sopportare, l'uccisione di esseri che vengono sgozzati e fatti a pezzi... non ripugna il gusto berne gli umori e il sangue, le carni agli spiedi crude... e c’era come un suono di vacche, non è mostruoso desiderare di cibarsi, di un essere che ancora emette suoni... Sopravvivono i riti di sarcofagia e cannibalismo.
- Franco Battiato