Rispondi a: Scienziati "tossici"

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altair
Partecipante

I bambini non decidono mai nulla.
Sono sempre gli adulti che decidono per loro.

Schierarsi contro l'uso del Ritalin somministrato ai bambini e basta significa esaminare il problema in maniera parziale.

A monte c'è ben altro.

In una news pubblica qui su AG si collegava la sindrome da deficit dell'attenzione e l'irrequietezza all'abuso di zucchero contenuto nelle bevande analcoliche e nelle merendine consumate in quantità industriali dai bambini.

Molti chiacchieroni che si scagliano contro il Ritalin lo fanno magari mentre sorseggiano bicchieroni delle più famose bevande gassate o mentre sgranocchiano i più “sintetici” prodotti dolciari che l'industria offre senza badare a spese pubblicitarie.

Si bada alle conseguenze, alle soluzioni estreme che la società adotta per cercare di porre rimedio alle storture e si perdono di vista le cause, ovvero ciò che il perverso sistema agro-alimentare ha prodotto.

Manca la consapevolezza di cosa significhi condurre un'esistenza sana e il genitore che permette al figlio di rimpinzarsi come gli pare acquistando tutto ciò che nell'immaginario collettivo passa come “salutare” “piacevole” “indispensabile” non afferra la matrice del problema.

Tutto alla fine risulta interconnesso; il problema (cattiva alimentazione) – il rimedio (Ritalin), il cerchio del sistema produttivo si compenetra attraverso i suoi elementi e si chiude.

Finché non si afferra questo e il problema continua quotidianamente a reiterarsi l'unico rimedio resta il Ritalin poichè non si può abbandonare a se stessi bambini già “drogati” da tutte le schifezze in libera vendita che assumono ogni giorno, regolarmente, a colazione, pranzo, cena e anche fuori dai pasti.

Il problema non è il Ritalin, il Ritalin è una toppa, la pezza che la società tenta di mettere quando il malessere generato da uno pseudo-progresso sfugge al controllo e non si sa più cosa fare.

Tornare indietro?
Iniziare a dire alla gente attraverso i grossi media che l'immane consumo di schifezze alimentari va evitato?

Impossibile.

Giornali, riviste, televisioni campano e prosperano grazie alla pubblicità delle aziende che andrebbero criticate e quindi non le criticano, magari pubblicano lunghe e dettagliate inchieste sull'uso del Ritalin, magari si schierano contro, ma evitano di approfondire: non si sputa nel piatto nel quale si mangia, è questa la logica ferrea che guida il mercato.

Piccole voci indipendenti come AG e tutti i blog, siti, testate giornalistiche che tentano di fare luce hanno un pubblico di nicchia, fatto di persone già avvertite da un percorso personale fatto di ricerca, curiosità, mancanza di pregiudizi.

Questo pubblico consapevole trova conferme e approfondimenti su quello che più o meno già sa e apprende cose nuove poichè è pronto a farlo.

Il paziente lavoro di persone che con passione tentano di fare controinformazione non raggiunge la cosiddetta “massa critica” *, che continua a vivere nel limbo mediatico orchestrato ad arte dai signori del profitto.

L'inizio di un percorso di consapevolezza parte da noi stessi e nessuno può servirci la pappa pronta: le migliori pietanze non possono essere apprezzate da chi non è pronto a gustarle.

* Quando attorno a un'opinione o a un'idea si raccoglie una massa critica di consenso, questo può comportare la sua accettazione generale, modifiche all'opinione comune sull'argomento, e possibilmente anche conseguenze pratiche. fonte: Wikipedia. http://it.wikipedia.org/wiki/Massa_critica