Rispondi a: L'Omeopatia e la Medicina

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brig.zero
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[quote1295601442=Richard]
[quote1275739963=Medico omeopata]
I medici inglesi: l'omeopatia è stregoneria

http://www.corriere.it/salute/10_maggio_16/omeopatia-uguale-stregoneria-medici-inglesi_84c88a88-60ea-11df-9feb-00144f02aabe.shtml

Ormai non sanno più cosa fare per evitare di perdere sempre più pazienti!
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certo, l'omeopatia va a cozzare sulla free energy, eh si sono stregonerie..
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Dalla Cei un monito sui possibili rischi di terapie alternative ispirate a filosofie non compatibili con la fede cattolica !dodge

Avvertenze: pericolose per lo spirito #x

Ma cosa sono in realtà l'omeopatia e l'agopuntura? Il mondo medico è diviso sulla loro efficacia e chi le applica afferma di occuparsi di tecniche terapeutiche e non di concezioni religiose

Di Massimiliano Laviola

La medicina alternativa forse sarà utile e non dannosa per il corpo ma potrebbe essere dannosa per lo spirito dei cattolici. E' questo in sintesi il messaggio che arriva dalla Cei, la Conferenza Episcopale Italiana, che in un documento dell'Ufficio Nazionale per la Pastorale della Sanità mette in guardia dai possibili rischi per la salute, ma anche per il coinvolgimento di queste terapie con filosofie orientali “non compatibili con la fede cattolica e qualche volta persino accompagnate da pratiche occultistiche”. Il documento, parlando di medicina non convenzionale, si riferisce a “tutte quelle prassi mediche non fondate su riscontri di anatomia, fisiologia, patologia e terapia”. I vescovi mettono all'indice “erboristeria, agopuntura, omeopatia, reflessologia, pranoterapia, iridologia, reiki e shiatzu” che possono rappresentare un rischio per i pazienti che abbandonano le terapie tradizionali, ma di comprovata efficacia. C'è anche un richiamo alle istituzioni sanitarie cattoliche (ospedali, cliniche specialistiche), alle quali è consigliata “rigorosa” prudenza prima di inserire queste terapie in quelle eseguite all'interno delle strutture sanitarie. “Occorre chiedersi – recita il documento – se il ricorso più frequente alla medicina non convenzionale non sia per caso l'effetto di una non adeguata applicazione della medicina allopatica” cioè quella tradizionale. L'intervento della Chiesa arriva, forse non a caso, in un momento in cui le cure alternative sono in forte ascesa e iniziano ad essere introdotte anche negli ospedali pubblici. A Modena, ad esempio, la clinica ostetrica del Policlinico utilizza l’agopuntura mentre al centro menopausa del consultorio alcune persone vengono curate con rimedi omeopatici.

Ma come hanno reagito i medici modenesi alla notizia? Per capirlo siamo andati ad una conferenza sull'omeopatia e sull'agopuntura tenutasi a Modena il 26 ottobre. Scopriamo che due italiani su dieci abbandonano le terapie tradizionali per curarsi con rimedi non convenzionali, soprattutto con l'omeopatia e l'agopuntura.

Da chi applica omeopatia e agopuntura l'invito a non fare di ogni erba un fascio

L'omeopatia è fondata su tre principi fondamentali: la legge dei simili (la malattia è curabile solo da una sostanza che riproduca i sintomi e che stimoli perciò l'organismo a reagire), il principio della totalità (il medico valuta il malato nella sua globalità) e la minima quantità (somministrazione del rimedio al minimo dosaggio). E' proprio quest'ultimo principio ad essere attaccato dalla medicina tradizionale. Si ritiene, infatti, che i rimedi omeopatici, non contenendo praticamente più nessuna molecola del principio attivo originario, altro non sarebbero che “acqua fresca”, ovvero semplici placebo. A loro volta gli omeopati sostengono però che la loro tecnica è applicata con successo anche ai bambini e agli animali che non sono suggestionabili e quindi non soggetti all'effetto placebo. Abbiamo chiesto alla dottoressa Floriana Trapasso, specialista in Endocrinologia e Medico Omeopata, come valuta il documento dei Vescovi. “Per me l'omeopatia – dice la dottoressa Trapasso è stata un ampliamento delle conoscenze non un'alternativa alla medicina tradizionale. La condanna della Chiesa è per me del tutto immotivata. In quanto cristiana, provo molto dispiacere. Noi ci occupiamo di tecniche terapeutiche non di concezioni religiose”.

Altra relatrice della conferenza è stata la dottoressa Benedetta Benedetti, medico di famiglia e medico di medicina tradizionale cinese che ha fatto una lunga disamina sull'agopuntura. Secondo questa tecnica lo stato di salute di un individuo dipende da un equilibrato scorrimento del flusso energetico vitale chiamato Qi (si legge “ci”), lungo dodici canali, detti meridiani. Lo scopo dell'agopuntura è ristabilire l'equilibrio, stimolando, con dei sottili aghi, uno o più punti specifici (chiamati Ting) del flusso energetico che scorre lungo i meridiani, disseminati su tutto il corpo. La dottoressa Benedetti ci spiega che in altri paesi della comunità europea come la Francia, l'Inghilterra e la Germania l'agopuntura è riconosciuta e le cure vengono rimborsate dal sistema sanitario nazionale. “I miei pazienti sono delle persone che non avendo trovato la soluzione dei loro problemi nella medicina tradizionale ricorrono all'agopuntura. E non ci sono implicazioni dal punto di vista religioso”. Sul documento della Cei, la dottoressa Benedetti dice: “La Chiesa ha fatto di ogni erba un fascio. Effettivamente esistono alcune pratiche che possono disorientare il paziente anche da un punto di vista religioso. Ma non è il caso dell'agopuntura che non chiede assolutamente il cambiamento della propria fede”.

L'Ordine dei medici vuole istituire un registro

Uno degli avversari più ostici delle medicine alternative è stato, fino a qualche anno fa, l’Ordine dei Medici della Provincia di Modena. L'orientamento adesso è cambiato e, infatti, all'interno dell'ordine è stata creata una commissione sulle medicine non convenzionali. Vi partecipano medici tradizionali e medici che utilizzano le medicine alternative. Coordinatore di questo nuovo organismo, costituito nel 1998, è il ginecologo Luigi Bertani che dice: “Obiettivo della commissione è aprire il dialogo tra i medici. Proprio per questo sono stati organizzati una serie di incontri serali rivolti ai medici di famiglia. Inoltre, si sta studiando l'istituzione di un registro dei medici che praticano le medicine alternative. Questo elenco dovrebbe costituire una valida risposta all'abusivismo e all'improvvisazione”.

Chi invece non ha mai cambiato opinione sulle medicine alternative è il professor Luigi Alberto Pini, direttore del servizio di farmacologia clinica e tossicologia dell'Università di Modena, che equipara queste tecniche alla magia. “Non esistono medicine alternative. C'è una medicina che funziona e una che non funziona. L'unico criterio per valutare la medicina è la dimostrata efficacia scientifica. Il resto sono solo chiacchiere. Quando si parla di medicine alternative è come parlare dell'acqua di Lourdes. Anch'io ho assistito a un miracolo, e credo nella loro esistenza, però non posso dire che è medicina. L'unica medicina alternativa per la quale è dimostrata una certa efficacia è l'agopuntura. Tutte le altre sono dei placebo (cioè prive di sostanze attive). Attenzione però, ciò non vuol dire che non funzionano. Se cento persone hanno mal di pancia e come rimedio gli diamo una compressa placebo, almeno venti diranno che il mal di pancia è passato. E tutto ciò non ha nessuna valenza scientifica”. A proposito del documento della CEI, Pini dice: “La maggior parte delle medicine alternative si fondano su delle superstizioni, ragion per cui si scontrano con la religione cristiana”. Quando poi gli chiediamo come mai tanti medici, anche a Modena, utilizzano le Medicine Alternative, la risposta è ironica: “sa qual è la rubrica più letta al mondo sui giornali? E' l'astrologia. Questi medici credono ai miracoli e non alla scienza. C'è però un'aggravante per il medico: lui lo fa per soldi. Un paziente per una ricetta omeopatica paga anche 500.000 lire”.

L'ultima nostra tappa, per capire meglio quanto costano queste cure, è la farmacia S. Giuseppe di Modena che dal 1980 si occupa di omeopatia. “Esistono migliaia di farmaci – dice la dottoressa Ivonne Uguzzoni, direttrice della farmacia – che è possibile comprare in tutte le farmacie di Modena. Il prezzo di un rimedio tipo è di 8 – 9 mila lire. Ci sono preparati complessi che possono costare anche 200.000 lire. Purtroppo, in Italia questi prodotti non sono sovvenzionati dal servizio sanitario nazionale”. In quanto alle critiche la farmacista risponde: “Ci accusano di vendere acqua fresca? Ho visto tante persone curarsi con successo con rimedi omeopatici. Più che il dubbio sull’efficacia, è l’interesse economico delle aziende farmaceutiche tradizionali a frenare lo sviluppo di questi rimedi “.

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Omeopatia: cura o acqua fresca?

Sono circa quattro milioni gli italiani che ricorrono all'omeopatia e ben 7.000 i medici che la praticano. Fu Christian Hahnemann, alla fine del 1700, a creare questa tecnica. Secondo la sua teoria, la malattia si cura somministrando al paziente piccolissime dosi di quelle stesse sostanze che ne causano i sintomi. In questo modo l’organismo viene stimolato a reagire e ad autoguarirsi. Il rimedio omeopatico si prepara a partire dall'estratto alcolico della sostanza base (tintura madre), che viene sottoposto ad una diluizione progressiva. Superato un certo livello (dodicesima diluizione centesimale) non rimane più alcuna traccia della sostanza di partenza. Questo ha comportato, nella storia dell'omeopatia, dubbi sulla sua reale efficacia. Come può una soluzione che non contiene più molecole della sostanza di partenza avere effetti sull'organismo? I casi di guarigione attribuiti ai rimedi omeopatici sarebbero riconducibili a una sorta di autosuggestione? Tuttavia, esistono studi clinici che hanno dimostrato differenze significative tra il rimedio omeopatico e il placebo (cioè il rimedio privo di sostanze attive). Le ipotesi più accreditate parlano di un probabile effetto biofisico di queste sostanze e non biochimico. Il procedimento di progressiva diluizione del farmaco permetterebbe alle molecole dell'acqua di trattenere la “memoria” delle sostanze di partenza.

http://www2.chiesacattolica.it/cci/diocesi/allegati_applet2/documenti/2000-11/07-118/b98omeopatia.htm


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