Rispondi a: Il cancro è un fungo

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Richard
Richard
Amministratore del forum

Ma prima di testare l'ipotesi sui malati occorre fare delle prove su colture cellulari, cioè non su pazienti vivi. Di queste prove non c'è traccia. Sono state fatte? Dove? Come? Quando? Nessuno ne sa niente. A tizio gli hanno detto che lui è uno onesto. Ah, beh! Se l'ha detto l'amico dell'amico dell'amico dev'essere vero!
C'è una regola nel metodo scientifico, che non piace ai sognatori, ed è che l'onere della prova spetta a chi afferma. Simoncini non ha dimostrato che la candida provoca il cancro. Non ha dimostrato neppure che il bicarbonato lo combatta.

Per avere precise informazioni su questi punti avrei bisongo di Simoncini, perchè tu mi dici che non ci sono test e prove, ma io non posso crederti a priori.
Poi perchè per prendere del bicarbonato e registrare il successo o meno si devono prima fare prove su cellule?
Aggiungo: Se il Dott.Simoncini avesse provato in laboratorio su delle cellule che il bicarbonato funziona, queste prove le avrebbero poi pubblicate?

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L’ovvia risposta del conformista o peggio di colui che sta in malafede sarebbe: deve fare una sperimentazione che dimostri la validità delle sue teorie.

Per fare una sperimentazione però, bisogna avere delle strutture che la consentano, o meglio degli individui preminenti che consentano l’utilizzazione di tali strutture; bisognerebbe avere cioè l’avallo o di un esimio professore universitario o preside di facoltà, o di un potente politico, oppure di un influente prelato. In caso contrario qualsiasi idea resta lettera morta.

Considerando poi, anche per esperienza personale, che il più delle volte i professori universitari sono sclerotici e altezzosi, i prelati disinteressati alla rivoluzione, i politici collusi e utilitaristi, non c’è da meravigliarsi come i presupposti di un rinnovamento del pensiero vengano relegati nella sfera dei miraggi.

Lo sbarramento della procedura sperimentale così concepita e codificata dunque, è un elemento esiziale per i malati e per la società, perché mette fuori gioco qualsiasi pura risorsa creativa e innovativa. È il vero nemico del progresso, perché è troppo sovrastrutturata e condizionata da forze estranee alla ricerca pura, quella del pensiero.

Terza considerazione, il blocco economico: Se al povero ricercatore fanno difetto le giuste conoscenze o le capacità di arruffianamento nei confronti di esponenti notabili, questi può far sempre conto sul diritto di poter effettuare degli studi per proprio conto, purché siano conformi alle norme vigenti.

Qui però esiste un altro ostacolo insormontabile, quello economico. Se difatti il ricercatore non è un magnate dell’industria o delle finanza, e non è nemmeno un emiro o un rampollo di nobile discendenza, non si capisce come può condurre a temine una ricerca con i crismi della legalità, dal momento che per ottemperare a questa dovrebbe sborsare di propria tasca ingenti somme di denaro; basta pensare alle varie fasi (1, 2, 3 ecc) previste per qualsiasi sperimentazione medica, per attuare le quali occorrono in genere milioni di euro.
http://www.curenaturalicancro.org/bavaglio_sperimentazione.htm