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L’iniziazione

Estratti da: Essere Reale, essere reali di Rocco Bruno
“the Matrix”, una parabola moderna – Libro II

Milano, dicembre 2002 – aprile 2009

«Chi pretende di poter diventare un Iniziato, un Maestro, in qualche mese, o anche in qualche anno, non solo si inganna, ma inganna anche gli altri. La conoscenza di qualche pratica spirituale non basta per diventare un Maestro capace di istruire dei discepoli. Per essere in grado di guidare gli altri sul cammino spirituale, bisogna aver studiato ed essersi esercitati molto a lungo, altrimenti si va incontro a delle catastrofi, sia per sé stessi che per gli altri.

Naturalmente, qualunque sia il livello raggiunto, si può comunicare quello che già si sa; ma ciò che non si deve mai fare è insegnare ciò che non si sa e che non si è in grado di realizzare. Un cieco che voglia guidare altri ciechi, infatti, li trascina con sé nel precipizio: lo si è visto spesso. Allora, non illudetevi, il cammino dell’Iniziazione è molto lungo e molto difficile.»
Omraam Mikhaël Aïvanhov

‘L’iniziazione é la tua stessa vita. Se vuoi l’Iniziazione, scrivila su una verga[1].’ – L’iniziazione non si compra e non si vende. Fuggi dalle scuole che danno iniziazioni, che danno gradi, che danno livelli di qualcosa. L’iniziazione é qualcosa di molto intimo e personale. L’iniziazione è la conseguenza del nostro lavoro verso l’acquisizione di una maggior consapevolezza, l’iniziazione è un lavoro fatto.
L’iniziazione è la strada personalissima che ognuno percorre per conquistare, per realizzare, per costruire un Anima. L’io non riceve iniziazioni, l’”Io” è l’automatismo della nostra vita, l’”Io” è ciò che si oppone alla nostra iniziazione, l’”Io” è il condizionamento, l’”Io” sono il subconscio, sono gli schemi, i programmi depositati nel subconscio a causa della mancanza di coscienza quando abbiamo fatto esperienza, l’”Io” sono i programmi educativi basati sulle credenze, sui pregiudizi, sui timori, sui complessi di inferiorità, sulla falsa moralità, la vergogna, la malevolenza, etc… Siamo stati educati a non cambiare, siamo stati educati ad opporci al risveglio.
Le circostanze della vita diventano i momenti per cambiare, per risvegliarci, per applicare e mettere in pratica la dottrina della coscienza, se cerchiamo coscienza invece che i soliti schemi, cambiamo, prendiamo le redini della nostra vita, diventiamo padroni di noi stessi, non siamo più vittime dei nostri multi-“io”. Le circostanza della vita sono l’iniziazione stessa, sono l’occasione di svilupparci e per questo che sono prove, sono prove auspicabile e desiderabili, non delle punizioni o malevolenza del nostro intimo. Siamo noi stessi a creare le condizioni affinché certe circostanze si presentino, le attraiamo nella vita come per risonanza.
Se studio la dottrina della coscienza, se la comprendo e desidero renderla viva esperienza nella vita, creo internamente un nuovo atteggiamento, creo un nuova vibrazione e questa attrae le circostanze per potermi trasformare e cogliere l’occasione per svilupparmi. A volte lo comprendo e così vinco la prova, altre volte sono meccanico e non mi rendo conto. Devo capire che il libero arbitrio consiste in questa possibilità di scegliere di controllare o no la mia vita, non un concetto od un idea, devo sentirlo. Questo porterà fuori dall’inconscio tutto ciò che si oppone a questo mio sentire e bisogno di cambiamento, comprendere lo schema e abbandonarlo significa vincere la prova, e per farlo non posso che attraversare delle crisi emozionali, esse sono il riflesso del dolore con cui abbiamo fissato quello schema, è la sofferenza con cui abbiamo aggregato quel dato “io”.
La tua stessa vita é la tua iniziazione, nessuno salva nessuno, ricordi; solo tu lo puoi. Il motto più grande deve diventare per te: THELEMA che significa VOLONTA’. E’ con essa che puoi fare i super sforzi che richiede la RIVOLUZIONE che ti appresti ad affrontare. Poi se proprio lo vuoi sapere le antiche scuole ci dicono che esistono nove iniziazioni dei Misteri Minori e cinque dei Misteri Maggiori, ma nessuno te le può dare solo tu stesso; é l’Intimo che riceve le Iniziazioni. Le iniziazioni sono momenti del nostro sviluppo, sono passaggi verso una consapevolezza sempre più grande, sono momenti in cui per opera di un lavoro fatto incarniamo aspetti del nostro “Essere” reale, non racconti, non idee, ma reale Coscienza inspiegabile, in espansione, che ci rende più svegli, più lucidi, più in grado di comprendere.
Abbiamo detto, ad esempio, che i 12 apostoli sono aspetti del nostro “essere”, sono le qualità che dobbiamo incarnare; l’iniziazione è la concretizzazione di questa idea, non più il concetto, ma una verità, una realtà nella nostra vita. La dottrina della Coscienza è l’insegnamento l’iniziazione è la pratica di questa dottrina, è il lavoro pratico, è il risultato dei nostri sforzi, e quindi, se voglio ottenere qualcosa nella mia vita, se voglio le mie iniziazioni devo farli. Non posso sognare di essere un iniziato, devo realizzarlo attraverso il lavoro pratico su me stesso, l’iniziazione è quando incarniamo la dottrina. Per opera di questo il nostro “Intimo”, la nostra “Monade” riceve un riconoscimento, e su di noi discende la forza della sua individualità, l’”Essere” Reale si individualizza in noi, anzi siamo tutto questo. La volontà non si sviluppa, emerge quando realizziamo ciò che siamo Realmente.
Ciò che é estremamente intimo é ciò che non si può raccontare a nessuno, non per chissà quale strano timore, ma per non rovinare il sapore di quanto si è conquistato. Ogni volta che raccontiamo qualcosa di molto intimo esso perde di intensità. Se lo conserviamo in noi stessi, se conserviamo il sapore psicologico di quello che conquistiamo esso irradierà da noi stessi verso fuori ed attraverso ciò che siamo diventati, attraverso la coscienza che spontaneamente saremo in grado di esprimere, attraverso i nostri stessi fatti. Il silenzio è la forza della nostra irradiazione. Quando conquistiamo coscienza è attraverso le scelte che siamo capaci di prendere che mostriamo i frutti del nostro lavoro, anche quando non veniamo capiti. Chi si vanta troppo delle sue Iniziazioni ha ben poco a che fare con queste cose.
Un tempo esistevano delle vere scuole dei Misteri e le Iniziazioni venivano ricevute nel mondo fisico attraverso prove precise. Da cosa pensi che abbiano preso l’idea del “bungy-jumping”? Era l’antica prova dell’aria, ma oggi serve solo per portare un po’ di adrenalina …
Sappi che quel genere di scuole misteriche non esistono proprio più, esistono solo i nostri processi qui ed ora nella nostra vita e frammenti di queste scuole. Dice Samael Aun Weor nei suoi scritti che – « nella terra di Jinas, che è la quarta coordinata, troverai templi di antica e sublime saggezza» – sottintendendo che queste scuole esistono ancora nei mondi interni e che è possibile raggiungerle in astrale, proprio come accade ai protagonisti del nostro film. Oggi esistono solo associazioni ed istituzioni dove poter entrare per intraprendere un lavoro di educazione, dove conoscere la “forza” del lavoro di gruppo e dove ricevere il supporto della luce della Seconda Forza, della forza del Cristo-Sole, attraverso una liturgia, attraverso l’antico e santo rituale della Transustanziazione[2]: l’uomo ha bisogno di acquisire forza in sé stesso e per il suo sviluppo, l’uomo ha bisogno di un gruppo con cui condividere e lavorare agli stessi scopi, l’uomo ha bisogno di un luogo dove ricordarsi cosa sta cercando di realizzare. La “scuola” ci permette di contrapporre qualcosa di reale, di fisico all’influenza negativa e nefasta dei sistemi del mondo. I sistemi del mondo bombardano per tutto il giorno lo spazio della nostra attenzione catturandola nel tentativo di ridurci in automi, disinformandoci e convincendoci delle cose che dobbiamo o non dobbiamo sapere e fare. Lo spazio della “scuola”, frequentare un luogo come la “scuola”, mi permette di ricordarmi cosa sto cercando di fare.
Andando alla “scuola”, mi ricordo! Si, mi ricordo cosa sto facendo, mi accorgo di essermi distratto e mi ricordo! Andare a scuola mi aiuta a mantenermi concentrato sulle cose che sono importanti per me. A quel punto tutte le circostanze della vita diventano l'occasione di crescere. La “scuola” è diventato il mio luogo di riflessione, un luogo dove vado per fare quello, come la mattina vado a lavorare e questo fa di quel lavoro un punto fisso della mia vita, lo stesso è diventa la “scuola”. La “scuola” è come un tempio dove ritrovarsi e rinnovare i propri propositi.
Un attenzione prolungata è possibile. Il lavoro vero è, adesso, aiutare gli altri; è necessario “vedere” la possibilità, avere la visione, di un futuro dove il bene comune sia la preoccupazione reale di tutti od almeno dei più. Sviluppare coscienza è diventato cardinale perché questo produce un effetto sul destino del mondo, e in questa cosa non possiamo mentirci, possiamo solo agire, lavorare a comprendere, ed imparare a lasciare andare le cose che non servono questo scopo, i nostri attaccamenti, i vani bisogni, le inutili certezze. E’ questa la sostanza del cammino iniziatico, esso è un'altra cosa dall’ordinario, ecco perché resta individuale.
Dobbiamo restare all’erta perché l’iniziazione arriva attraverso le esperienze e gli avvenimenti del vivere quotidiano: “essere nel mondo, ma non appartenere ad esso”. E’ importante imparare a non maledire la vita, ma a viverla con saggezza, ricordandoci di noi stessi, ricordandoci di esistere. Ricordati che sei tu stesso a gestire gli eventi, anche se adesso non te lo ricordi, ricorda che sei stato tu stesso, nella tua parte “reale” (che ha ascoltato ed acquisito questa dottrina, che l’ha riconosciuta ed accettata come fattibile, come possibile realizzazione nella tua vita) a chiedere ed attirare a se quelle prove; l’iniziazione è la vita vissuta saggiamente. Spesso siamo indotti a pensare che le prove iniziatiche siano qualcosa di clamoroso, misterioso ed occulto, in realtà esse si presentano come normali difficoltà della vita e noi falliamo perché non lo abbiamo capito. Tante volte il semplice rendersi conto di questo ci fa superare la prova. Ma cosa significa superare una prova? Significa che semplicemente conquistiamo la conoscenza e la saggezza di quell’esperienza. La gnosi è la conoscenza di sé stessi, lo gnostico non è colui che studia alla scuola gnostica, ma colui che studia sé stesso per giungere alla gnosi, cioè alla conoscenza di sé. Attraverso questa conoscenza egli impara a capire l’universo e le sue leggi e questo lo rende un individuo molto consapevole capace fare scelte che ai più sono negate.
Da chi? Da sé stessi, ecco perché è così importante conoscersi. L’iniziazione mette in luce le nostre ombre per permetterci di guarire intimamente e realizzare il nostro “Essere” Reale, realizzare Coscienza. L’uomo non è il suo corpo fisico, egli è realmente un punto di consapevolezza, il resto si realizza intorno a quel punto, è questo il significato dello schema dell’albero sefirotico, è questo il significato del fatto che le prime dimensioni si arrotolano su se stesse andando a formare il centro della nostra consapevolezza. Dio non è fuori di noi, noi stessi siamo la sua espansione, la sua emanazione; la nostra Monade è qui ed ora con noi e vuole realizzarci, ecco perché ci spinge a vivere la vita con saggezza, con impulso, con intensità, perché attraverso questa modalità egli/ella si realizza.
L’”essere” si realizza attraverso le emozioni ed i pensieri, attraverso le nostre relazioni. Le prove nella vita ci presentano situazioni di incomprensione col nostro prossimo e la prova è imparare a gestire i rapporti, imparare a dominare il fuoco della rabbia e dell’irritabilità. Altre volte siamo messi sotto pressione per vedere come riusciamo a mantenere la pace interiore e la saggezza acquisita, altre volte siamo esposti ad imprevisti e situazioni dove imparare ad adattarci proprio come fa l’acqua nelle sue varie forme, altre ancora veniamo provati nella capacità di dominare l’aria della mente, il pensiero ostinato, altre ancora siamo provati sugli attaccamenti della terra, sul possesso e sui sistemi ed allora magari veniamo privati di qualcosa per capire che le cose che possediamo alla fine ci possiedono, quando capiamo questo per magia tutto torna a funzionare.
Provate ad immaginare di non possedere nulla. Prova ad immaginare se tutto ciò che possiedi ti viene sostituito con delle cose, magari le stesse, magari anche più belle e più nuove, ma che non ti appartengono, che non sono tue. Non sei stato privato di nulla, ma solo non sono cose tue, le usi, ne fai ciò che vuoi, ma non ti appartengono. Le prendi e le lasci come preferisci. Cosa ti provoca immaginarlo? Libertà! Personalmente decisamente libertà. Non lascio coscienza in esse perché non mi possiedono in quanto non sono realmente mie. Anche fisicamente mi sento meglio. Possedere cose o persone, avere attaccamenti o desideri inespressi, non realizzati, etc.. mette il nostro corpo sotto stress, sotto una pressione ed una continua tensione. Quando siamo focalizzate nel prenderci cura e preoccuparci di ciò che possediamo siamo costantemente sotto stress, siamo continuamente preoccupati di perdere quella data cosa o persona, ecco perché alla fine ci possiede e/o peggio la perdiamo; abbiamo realizzato i nostri timori, le nostre preoccupazioni. Questo stress ci impedisce di essere consapevoli, produce un irrigidimento delle funzioni vitali. Essere Coscienti ci rende liberi e carichi di energia e significato. E’ ovvio che non c’è una regola precisa ognuno ha il suo sentiero probatorio in base alla sua personalissima psicologia ed i suoi stati interni. Posso avere il televisore al plasma e rinunciarci in cambio di un vecchio “Mivar”, ma forse non ho compiuto nessun cambiamento nella mia psicologia; forse continuo a dipendere da quel “sistema” (il televisore al plasma) se ogni volta che guardo il “Mivar” penso ancora al televisore al plasma che non ho più. Se ce l’ho devo poterlo avere senza lasciarci dentro la mia coscienza, nel senso che se un giorno non c’è più, non è problema.
Lo stesso è per l’auto, lo stesso per la casa, noi non siamo il nostro lavoro, la casa, l’auto od il nostro conto in banca, tutto questo è solo circostanziale e per poterlo capire tante volte uno viene provato o privato; se rimane calmo, se riesce a mantenere pace nel suo cuore è facile che stia superando la sua prova. Chi mette la prova? Tu stesso e nessun altro, non esiste nessun entità astratta che ti prova, sei tu stesso nella tua parte “Reale”, perché desideri liberarti dalle tue prigioni interiori. Ecco perché nessuna prova è oltre ciò che siamo in grado di sopportare, è la nostra saggezza interna a farlo, il punto è solo che non possiamo sapere in anticipo cosa in quella circostanza faremo, perché questo dipende solo dalla nostra capacità di restare attenti nell’istante, dipende dalla capacità del momento di restare allineati al nostro scopo, dipende dalla capacità di promuovere presenza e di rendersi conto di cosa sta accedendo. Quando falliamo, non abbiamo fallito realmente, stiamo solo aggiustando il tiro per centrare l’obbiettivo al prossimo passaggio.
Le prove nella vita si ripetono in successione, quanto stretto è lo spazio tra un evento e la sua riproposizione, dipende solo da quanto abbiamo capito sulle prove, dipende dal capire l’importanza di cambiare e di voler lasciar andare; come ho detto capiremo col tempo che in realtà siamo noi stessi a preparare e predisporre le condizioni ideali affinché si possa produrre quel dato evento, per poterci provare e verificare se abbiamo realmente capito la lezione, se siamo stati capaci di approfondire le dinamiche della nostra vita. Viene un momento in cui uno cerca che gli si riproponga una data situazione proprio per accertarsi dell’avvenuto cambiamento; cambiamento che, di solito, implica che siamo diventati più forti, più liberi, più in pace con noi stessi. Quando uno ha chiaro il suo scopo anche le prove si delineano non maggiore chiarezza, frequenza e, tante volte anche, difficoltà.
Un ultima avvertenza: la gnosi ci dice che – “il discepolo può salire le nove arcate dei misteri minori anche da solo, ma senza praticare l’Arcano A.Z.F., senza la magia sessuale, é impossibile entrare nei misteri Maggiori”. Ho dovuto pensare e riflettere spesso su queste parole e sono giunto alla comprensione che non è per una questione di crudeltà o dogmatismo, non una forzatura od una disposizione di chissà quale ordine iniziatico, è invece una questione naturale, ha una sua logica: i “misteri maggiori” sono i misteri del fuoco, il fuoco sessuale, essi sono quei misteri che si affrontano inevitabilmente solo quando abbiamo un unione sessuale, essi sono i misteri che si apprendono quando impariamo a maneggiare la forza sessuale che si sprigiona unicamente durante l’unione tra un uomo ed una donna. Risulta evidente che senza questa unione difficilmente siamo nelle condizioni di poter sperimentare ed imparare a realizzare questo dominio.
Le nove Arcate dei misteri minori
La scuola antica ci dice che “L’iniziato deve invocare le prove esplicitamente” – questo a simboleggiare proprio la “scelta” autentica, la presa di coscienza di un sentire, di un acquisita consapevolezza di essere noi a cercare il cambiamento e quindi chiediamo internamente alla nostra parte “reale” di metterci alla prova, di aiutarci a svilupparci, a realizzarci, ad auto realizzaci. Nelle scuole misteriche antiche esisteva tutto un rituale di iniziazione dove la persona non solo veniva accolta nella scuola, ma chiedeva che gli venissero spedite, inviate le prove, quelle stesse che di seguito presentiamo. Parte di quel rituale è ancora viva, anche se più in una forma simbolica; cosa che non esclude l’assunzione, almeno internamente, degli impegni volontariamente presi durante il detto rituale di iniziazione. Le prove sono passaggi del personale processo di liberazione, le prove sono gli “steps” (ing.: passi) di una scala tesa dalla terra al cielo, il Cielo interiore, il nostro “Padre”, l’espressione della nostra frenetica ricerca di divenire, di ”Essere” reali, autentici, il nostro bisogno di ritrovare noi stessi, la parte autentica ritrovata: “Chi sono? Cosa sto facendo qui? Dove sono, che posto è questo piano?”.
Quello che è importante capire è che non esiste una mappa delle prove iniziatiche ed io devo adattare la mia vita a questa mappa, semmai sarà il contrario. Devo poter vivere la vita con l’atteggiamento di un iniziato, che è quello di colui che sta apprendendo dal mondo e dalle esperienze della vita chi è, e sta costruendo il tempio in se, sta diventato realmente colui che conquista la scienza da se, la mappa deve servirgli per comprendere la vita, non deve diventare la griglia in cui imprigionarsi; la sequenza con cui le prove arrivano è una descrizione e come tale vale, è il lavoro, è l’opera che facciamo mettendo in pratica l’insegnamento che è ciò che conta realmente.
A questo proposito ci ricorda un antico rituale di iniziazione: “Tu sei “imitatus”, ossia, colui che altri hanno posto sulla via. Sforzati di divenire “adeptus”, ovvero, colui che conquista la scienza da sé; in una parola: il figlio delle proprie opere”. Si chiama iniziato colui che inizia sé stesso alla vita, essere iniziati è come essere innamorati (sì, proprio come dice l’Oracolo a Neo), lo sai da te stesso lo riconosci per istinto. Ma veniamo alla descrizione. Secondo questa tradizione le prove si presenteranno all’iniziato nelle sequenza di seguito indicata. Se la prova non si supera va ripetuta.
Primo Guardiano (LO SPECCHIO DI SÉ STESSI): La prima prova che il candidato deve affrontare é la prova del Guardiano della Soglia dell’astrale, delle emozioni. Esso é il riflesso dell’io, l’intima profondità dell’io, del mostro dell’ego. Questo mostro ha la reale bruttezza dei nostri stessi peccati. Il primo guardiano è il Lucifero che ha preso tutta la nostra bruttezza interiore. Il primo guardiano delle soglia è lo specchio di sé stessi. Tutti noi o tutti gli altri sono lo specchio di me o di se. Volete conoscere voi stessi? Osservate cosa fate agli altri. Il guardiano ci mostra, attraverso il riconoscimento, negli altri i nostri difetti. Esistono poi situazioni dove ciò che osservo è autentico. Quando, allora, è “lo specchio” e quando è “autentico”? Quando non mi si muove nulla, quando non ho alcun genere di reazione a livello emozionale, ghiandolare, epidermico, istintivo motorio, di irritabilità o disagio.
Sono io che manifesto negli altri i miei mostri, è importante capire che l’altro è lo specchio in cui mi sto riflettendo. Nessuno se la prenderebbe mai con uno specchio, giusto?! Prova ad immaginare che è mattina ti sei alzato e ti stai guardando allo specchio del bagno; a nessun verrebbe in mente di urlare a quella immagine riflessa nello specchio imprecando ed accusandolo di insensibilità, di crudeltà, di essere invidioso, di essere un lussurioso, un collerico, un vanitoso, un orgoglioso, un testardo, un mascalzone o semplicemente antipatico, una brutta persona, cattiva, senza comprensione, ladro, etc… a nessuno verrebbe in mente di urlare allo specchio “cerca di cambiare”, “comportati bene”, “devi cambiare” o di sentirsi innervosito dalla sua stessa immagine riflessa. NO, decisamente a nessuno passerebbe per la testa di farlo, allora perché imprechiamo, giudichiamo e ci irritiamo continuamente con gli altri ed esigiamo da loro che cambino? Capito il senso!? Sei tu, siamo ognuno di noi a manifestare quello fuori per poterci conoscere. La modalità è comprendere che la cosa mi tocca a livello emotivo.
Bene. Cosa fare di fronte ad un guardiano, quindi? Nulla, completamente nulla, di fronte a un tale “mostro” non bisogna fare assolutamente nulla. Non bisogna reagire allo specchio. Tutte le volte che reagiamo agli altri, ogni volta che vediamo in altri qualcosa che ci irrita, … ma molto: qualcosa mi dice che è arrivato il momento di cambiare. Non pensare di pretendere che gli altri cambino, non posso pensare che un intera umanità si adatti ai miei voleri, devo capire che non posso esigere niente agli altri, ecco allora che smetto di controllarli. Difficile vero?! Il guardiano è dentro di noi, il controllo lo esercitiamo anche noi. Ma, se quando ci accade di incontrare lo “specchio” ci accorgiamo di aver cominciato a sviluppare un piccolo dominio di tutto quello che ci “agita”, cioè quelle precise emozioni che normalmente ci dominano, allora il Lucifero personale, simbolicamente, ci dice: “vai avanti!”. Chi è il guardiano nel film di “the matrix”? Il cieco col bastone bianco e la barba lunga seduto davanti all’ascensore che fa “si” con la testa come a dire “passa, vai, avanti, puoi salire”, quando Neo, accompagnato da Morpheus, va la prima volta dall’Oracolo.
Bisogna agganciarsi al proprio centro di gravità, al nostro potere interiore e restare in piedi nudi davanti al nostro guardiano. Come si presenterà, quindi? Ognuno lo scopre da sé stesso. A questo proposito dice un antico rituale: “Lo Ierofante osserva tre esami in uno e possono essere dati in tre modi: i rozzi o volgari ricevono il loro esame nel fuoco, gli evoluti o educati nella mente e gli eletti o scelti nel più elevato dei modi. Così avete stelle e stelle, sistemi e sistemi, gradi e gradi”.
Secondo Guardiano (LA MALVAGITà DEL MONDO): Il Guardiano della Soglia ha un secondo aspetto, l’aspetto mentale. Dobbiamo sapere che la mente non é umana, ma é ancora soggiogata dall’animale. La mente è luciferina, il Lucifero nel suo aspetto negativo, inferiore, usa sempre l’intelletto per distruggere. Il secondo guardiano della soglia è il mostro dalle mille facce, e lo si supera quando ci spingiamo a riflettere su questo mondo, sulle cose del mondo in cui viviamo. E’ importante vedere ed andare oltre quello che si vede, l’ego ha fatto un disastro, proprio come ha fatto Smith in “Matrix revolutions” quando piove ed è tutto così oscuro e simile a lui. Dobbiamo riflettere e superare la paura per l’orrore che vediamo intorno a noi. La malvagità stessa dell’uomo è un guardiano che non ci lascia andare, se ci liberiamo da questa idea possiamo realmente aiutare questa umanità, se abbandoniamo i pregiudizi, la falsa moralità, il disprezzo e la paura possiamo renderci coscienti e sentire il bene che questa umanità ha bisogno per guarire. I governi di questo mondo tengono l’uomo in ostaggio attraverso la malvagità stessa. La malvagità genera paura.
Bruce H. Lipton, dottore, biologo cellulare, professore di medicina e ricercatore e scrittore, nel tentativo di spiegare come l’ambiente ed i nostri pensieri influenzano la nostra biologica, ci dice quanto segue: “in situazioni di stress, le cellule assumono un atteggiamento di difesa protettiva. Quando ciò accade, le risorse energetiche del corpo, normalmente impiegate per sostenere la crescita, vengono dirottate a questi sistemi che forniscono protezione. Il risultato è che in un sistema stressato i processi di crescita sono limitati o sospesi.” Ed ancora – “In seguito all’attacco al WTC la salute del Paese (America) è caduta a picco e i profitti delle aziende farmaceutiche sono saliti alle stelle, registrando un aumento del 100% in meno di cinque anni!” – “la paura che si è diffusa negli Stati Uniti dopo l’11 settembre ha avuto un effetto devastante sulla salute dei nostri cittadini”.
Dobbiamo cambiare il nostro modo di pensare e di reagire alla malvagità degli uomini per poter realmente aiutare questa umanità. Se la paura, il pregiudizio od il disprezzo prendono il sopravvento il guardiano di questa soglia non ci lascia andare. Quando abbiamo paura riceviamo in risposta dall’ambiente circostante il giudizio altrui, la rigidità, la rabbia, l’egoismo, l’abuso, il possesso, il tentativo di controllarci. Il solo modo in cui la paura può esistere è se crediamo che l’oscurità e la luce siano separate e che l’oscurità sia qualcosa che si differenzia dal nostro Essere. Cristus-Lucifero sono aspetti della stessa forza, luce ed oscurità. Se ammettiamo in noi la possibilità che esista un’unica fonte di tutto ciò che è conoscibile nel mondo e che questa fonte possiede svariate forme per esprimersi, allora è impossibile provare paura. Amate i vostri nemici insegnava Gesù a questo proposito.
Se cambiamo il modo di pensare cambiamo il nostro livello di consapevolezza e costruiamo la Coscienza che serve per irradiare le nostre migliori influenza su questo mondo. L’uomo autentico non è né buono, né cattivo, è cosciente. Ognuno di noi quando si incammina su questo processo personalissimo in realtà si prende la responsabilità di sacrificarsi per questa umanità, ogni briciola di coscienza raggiunta è un pezzo verso la crescita di un autentico “bene comune”. Dobbiamo vibrare in una frequenza ricca di consapevolezza. Aldilà dei nostri giudizi e del nostro ego esiste il campo delle possibilità, l’intelletto superiore. Il pregiudizio, la rigidità, la rabbia, l’egoismo, l’abuso, il controllo sono frutto della mente luciferina che non è stata ancora purificata e trasformata in Coscienza da una più grande e rinnovata consapevolezza.
Terzo Guardiano (I SISTEMI DEL MONDO): Il Guardiano della Soglia ha un terzo aspetto, l’aspetto causale della volontà. Il demonio della cattiva volontà é il più terribile dei tre. La gente fa la propria volontà personale, i “discepoli della Loggia Bianca[3]” fanno la volontà del Padre, così in cielo come il Terra. Ma come potrebbe essere diverso. Fare la volontà della personalità significa in realtà rinunciare a noi stessi per compiacere gli altri, il giudizio degli altri su noi stessi a discapito del nostro reale Essere, del nostro vero volere, della nostra volontà più profonda, ciò che chiamiamo il nostro Intimo. Devo capire che non c’è nulla da aspettarsi dai sistemi del mondo, devo poter rendere conto che non c’è nulla che non possa trovare in me, devo capire che non posso riporre fiducia nelle leggi dell’uomo, nei nostri governi, nel sistema economico, nei sistemi religiosi, devo capire che non bisogna avere fede ad esempio nella falsa scienza, nella scienza materialista, perché questo mondo è il risultato del distruttivo paradigma scientifico newtoniano.
I sistemi studiano la meccanica delle cose, ma non comprendono la legge di DIO, perché non sono in grado di farne esperienza, se ne sono separati, non possono conoscere l’universo perché non conoscono sé stessi, studiano la meccanica celeste, ma ignorano l’energia, la vibrazione, la luce debole, le dimensioni. I sistemi non prevedono la nostra partecipazione a nessun livello. Colui che affronta questo guardiano impara a riporre fede in sé stesso, nella volontà del suo Padre Celeste, nella sua parte “reale”, sa e riconosce che tutto ciò che ha bisogno è dentro di lui, sa che in Sé risiedono tutte le risorse per vivere ed essere in armonia, sa e rispetta la natura ed il pianeta.
Il Salone del fuoco: Superate le prove dei guardiani l’iniziato entra nel salone del fuoco dove gli vengono ripuliti i veicoli interni appunto col fuoco.
Le 4 prove degli elementi: Fuoco, Aria, Acqua, Terra. Qui l’iniziato verrà provato nell’ordine nella pazienza, nella capacità di abbandonare gli attaccamenti, nella permeabilità e capacità di adattarci alle situazioni, nella capacità di sorridere davanti alle avversità. Dopo queste prime prove l’iniziato entra nei misteri minori misteri così ben raffigurati da questa foto presa all’ingresso di Notre Dame di Parigi opera di rara dottrina esoterica, alchemica e cristica…. Se l’intelletto superiore si esprime quando la persona smette di girare istigato dell’intelletto luciferino, il centro emozionale superiore lo fa quando l’individuo smette di usare il falso Sentimento dell’io. L’intelletto è del Lucifero, il cuore della divina madre. L’iniziato che è:
schiavo del suo specchio,
schiavo della malvagità degli uomini e
schiavo dei sistemi
rimane intrappolato in sé stesso fino a quando non sarà stato capace di vincerle tutte, forse mi ripeterò, ma non si tratta di una questione di crudeltà, ma purtroppo di un dato di fatto e chiunque abbia un po’ di capacità di realtà sa che è una lapidaria verità. L’uomo che resta invischiato in queste tre grandi schiavitù non può salvarsi e men che meno aiutare altri a farlo. I tre guardiani della Soglia sono quello che si chiama “la nemesi delle stelle”. Emozioni, mente e volontà sono gli attributi che dobbiamo incarnare, sono questi gli attributo di cui abbiamo bisogno per cominciare ad affrontare quello che si chiamano i misteri minori. I misteri minori sono la diretta conseguenza del fatto che abbiamo superato in noi stessi i tre guardiani, le nostre tre peggiori bestie; ci siamo incominciati a preparare e riconoscere questi aspetti nella vita.
I misteri minori infatti sono una piccola continuazione delle stesse precedenti prove dei guardiani e degli elementi, ad esempio nel primo mistero uno impara a morire alle lusinghe, agli onori del mondo. Il che ha ancora molto a che vedere con il guardiano del mondo delle cause, della volontà, dei sistemi del mondo e con la prova dell’elemento terra che ci parla degli attaccamenti. Nel secondo mistero uno impara ad integrarsi con il femminino, imparando ad amare una donna un uomo, ed un uomo una donna.
E questo ha a che vedere sia con l’elemento fuoco, in quanto il praticante deve imparare ad esempio a dominare e trasformare il suo proprio Pietro negativo, che con il guardiano della soglia delle emozioni. Ancora questi 2 aspetti ritornano, nel quinto mistero dove uno impara a vincere la tentazione sessuale e dove si dice appaiano tutti i possibili o le possibili pretendenti (mosconi e farfalle). E così a seguire. “Furbizia”, “invidia”, “odio”, “ipocrisia”, “disprezzo”, “tracotanza”, “servilismo”, “astuzia”, “ambizione”, “doppiezza” e così via devono uscire dalla nostra vita ed è questo il lavoro che ogni iniziato compie attraverso la scoperta dei misteri minori. Alla fine dei nove misteri minori l’iniziato giunge alla soglia dei misteri maggiori.
Simbolicamente, ma non troppo, egli arriva accompagnato dal suo essere (ricordate Morpheus?), raffigurato dal sovrano con la corona e lo scettro del potere della conoscenza e da 2 angeli che sono Jachin e Boaz, che sono le colonne su cui si appoggia tutto l’edificio del tempo, esse sono le potenti correnti elettriche della polarità del sesso. Egli entrerà nel tempio dei misteri della rigenerazione sessuale col bastone della saggezza (la colonna vertebrale) e senza la testa, a simboleggiare il dominio delle passioni e della mente, i mercanti sono stati scacciati dal tempio, le prove minori, raffigurate dai nove pioli della scala che va dai piedi alla testa della vergine saggia (le onde tra i capelli sono le acque seminali), sono state tutte superate, al fine di giungere decapitato alla sommità del Summun Supremo Santuario, che è l’altare gnostico del sesso.
Sarà possibile notare nel dettaglio della foto accanto, che raffigura quanto appena descritto, che nella cornice di destra vengono mostrati i primi 4 segni zodiacali nella successione ariete, toro, gemelli, ma al posto del cancro troviamo il segno del leone. Questo perché il cancro, simbolo raffigurante l’elemento “acqua” deve essere trasmutato, deve essere fatto evaporare attraverso l’elemento fuoco, rappresentato appunto dal segno zodiacale del leone.
E’ questa la porta di ingresso ai misteri maggiori raffigurata sempre nelle sculture di pietra della cattedrale di Parigi di Notrè Dame.
I 5 Misteri maggiori
Cinque sono i serpenti che l’iniziato deve alzare per raggiungere il Nirvana. Vivrà tutta la vita e la passione del Cristo Gesù nei sui mondi interni, nella sua psiche, nel suo piano astrale. I maestri gnostici ci dicono che il Cristo Gesù incarnò nel mondo fisico le prove che l’iniziato da sempre ha percorso nei sui mondi interni. Solo praticando l’Arcano AZF, il sesso Yoga, la Magia sessuale che il Serpente Piumato può volare. Chi davvero vuole auto realizzarsi profondamente deve trasmutare l’idrogeno sessuale SI-12.
I Misteri maggiori sono la conoscenza che si acquisisce praticando l’alchimia sessuale senza spargere il seme, senza perdere l’energia e senza soddisfare l’orgasmo animale o l’esecrabile spasimo. Imparare a dominare le passioni è il primo passo verso la realizzazione della conoscenza dei misteri del sesso, la castità è un dono meraviglioso che si deve conquistare, non è automatico, essa richiede volontà e chiarezza nello scopo; chi non sa perché vuole essere casto, ma lo fa solo perché glielo hanno detto, prima o poi cede.
Perdere l'energia è la condizione ordinaria dell'uomo, è la cosa più comune e diffusa, essere casti è straordinario ed unico. Svegliare il serpente, fare volare il serpente, il serpente piumato, “KetzalKoatl” della cultura Azteca, la divina madre kundalini, “far salire il serpente” non sono espressioni per descrivere un processo, sono poesia, è la poesia che abbiamo bisogno per cercare di capire cosa sia la salita di questa meravigliosa energia lungo la spina dorsale. Poesia, è proprio così; la magia sessuale è poesia, l’amore è poesia, e l’amore è la componente fondamentale per compiere questo mistero. L’insegnamento ci dice infatti che 5 volte, per 5 serpenti l’iniziato ripercorrerà la sua verga, la sua spina dorsale, il suo sistema cervico-spinale ed il serpente si librerà in base ai meriti del cuore. Molti sono i processi descritti su ciò che accade quando la persona inizia a compiere questo miracolo, ma nessuno è realmente in grado di esprimere e spiegare cosa accada realmente. La persona cambia e se ne rende conto mano a mano, lentamente, sente che è diverso, se ne accorge per istinto, già quello stesso istinto che lo fa sentire come se fosse innamorato, ma non è una questioni di chi o con chi, è una questione che in lui quella meravigliosa forza che chiamiamo divina madre si sta cominciando ad esprimere.
A quel punto tutto ciò che lo nega si mostrerà con più veemenza, perché è stato disturbato nella sua tana. La Kundalini quando comincia ad incamminarsi lungo la colonna illumina le vertebre con la sua luce e l’ego, l’”io”, l’aggregato che placidamente riposava in attesa del pasto quotidiano viene disturbato ed esce. Ecco cosa accade, ecco perché è importante imparare ad ispirarsi, ecco perché il lavoro si fa più duro.
Questa salita si compirà per ben 5 volte, la prima nel corpo fisico, il primo serpente si deve alzare per il canale midollare fino al campo magnetico della radice del naso per purificarci e rigenerare la macchina biologica, la seconda nel piano vitale, i due eteri superiori si separano dai due inferiori, per generare il corpo meraviglioso ed immortale del “Soma-Puchicon”, il corpo eterico dell’uomo celeste, il rivestimento della Coscienza, la terza volta per purificare il corpo delle emozioni e rigenerarlo, il terzo serpente deve arrivare fino al campo magnetico della radice del naso, e dopo di lì discendere fino al cuore, è così che l’iniziato riceve lo Spirito Santo, la quarta volta il serpente si alza nel piano mentale per conquistare la mente universale, la quinta per acquisire un autentica volontà cosciente, la volontà Cristo. 33 sono le camere come 33 sono le vertebre attraverso le quali la nostra immaginazione cosciente guida la divina madre all’interno dei piani esistenziali (fisico, vitale, astrale, mentale causale, buddhico) fino all’intimo supremo stato d’”Essere”, 7 sono le camere segrete che dalla radice del naso conducono fino al cuore.
Inutile dire quanto sia facile auto affascinarsi di tutto questo e convincersi di aver raggiunto chissà quali vette. A questo proposito è stato detto – “Siate umili per raggiungere la saggezza e dopo averla raggiunta siate ancor più umili” (la frase citata è del maestro Samael Aun Weor). Colui che raggiunge la 5° iniziazione dei misteri maggiori è un maestro, a quel punto l’”essere” che saremo diventati a causa o grazie al processo di trasformazione subito attraverso i misteri verrà posto di fronte alla scelta di restare simbolicamente, come stato di grazia, nel Nirvana appena raggiunto o rinunciarvi per imparare cosa sia il sacrificio per gli altri, nel tentativo di riscattare altri e di condurli fuori oltre l’inganno di questa vita irreale. Se l’iniziato sceglie la via diretta oltre i 5 misteri maggiori inizia quello si conosce come l’iniziazione segreta di Tiphereth dove l’anima umana costruita attraverso i misteri maggiori si unisce con l’anima divina che sempre è; l’intimo “essere” che sempre ci ha spinto e sempre ci ha atteso; la consapevolezza primaria incontra la sua essenza, la sua consapevolezza secondaria che ha compiuto il duro cammino dalla terra a cielo. E’ questa quello che si chiama l’iniziazione Venusta. La dottrina ci dice che l'iniziazione Venusta è unicamente per gli uomini veri, per coloro che hanno fabbricato i Corpi Solari e si sono risvegliati. Un uomo vero è l’evaso che può insegnar ad altri ad uscire dal labirinto del Minotauro. L'iniziazione Venusta è il sacrificio per l'umanità. I maestri ricevono l’iniziazione Venusta. Essi scelgono di conquistare sé stessi eliminando le cause dell’ego e allo stesso tempo imparano a sacrificarsi per l’umanità. Tutto questo cammino è quello che si chiama la prima montagna dell’iniziazione o dei misteri di fuoco.
L’iniziato che sceglie di sacrificarsi per l’umanità e per cristificarsi deve dissolvere fino alla sua origine, ogni causa delle cristallizzazioni dell’“io”, delle legioni, dell’aggregato, ha bisogno di eliminare le conseguenza delle proprietà dell’organo Kundabuffer. Un iniziato, un maestro dei misteri maggiori non ha dissolto completamente tutto l’“ego”, egli deve discendere ancora nelle viscere della terra, nei gironi danteschi, per lasciare ogni radice prima del suo Ego. Questo processo lo si chiama la seconda montagna dei misteri, ed è dove l’iniziato lavora alla realizzazione dei corpi d’oro.
Tre sono le montagne. L’iniziato non accede alla seconda montagna se non sceglie la via diretta del sacrificio per l’umanità. L’iniziato in questo processo, simboleggiato dalla discesa nel sepolcro per 3 giorni del maestro Gesù, deve disintegrare tutti gli “io” causa, origine del suo stesso Karma, per poter bussare alle porte dell’assoluto nella montagna dei misteri della Luce o terza montagna. La terza montagna è la montagna della cristificazione, il processo di trasformazione è completo, è questa la trasfigurazione del maestro Gesù e la resurrezione dai morti, è il corpo di luce, è il corpo superiore dell’Essere. Il Cristo Intimo, rivestito con questo metallico involucro d’oro, il corpo d’oro dell’uomo solare il “To-soma-Heliakòn”, il “Sahù” egizio, è la Pietra Filosofale. Gesù, il maestro, lascia tutto l’ego nei gironi infernali per risorgere alla luce. Le 12 fatiche di Ercole o Eracle, simbolicamente, ci parlano di questi misteri.
Questo è molto sommariamente quanto ci dice la dottrina gnostica a proposito dei misteri e delle iniziazioni, poi ognuno potrà e dovrà verificare tutto personalmente per conoscere e riconoscere in sé stesso quanto di realtà c’è, quanto è simbolico e quanto non c’entra niente. E’ importante scoprire da sé stessi quali grandi cambiamenti il “lavoro” nella scuola porta alla nostra vita.
Spesso pensiamo che l’iniziazione sia lontana da noi o la consideriamo una cosa un po’ assurda od improbabile, o peggio che già lo siamo, questo perché ci siamo preconfezionati un idea di come dovrà o deve essere il percorso iniziatico, precludendoci a priori la possibilità di sperimentare almeno in parte cosa ha realmente in serbo per noi questa meravigliosa vita che abbiamo. Più che capire ed assimilare come scimmie il percorso che i misteri qui esposti ci propongono è veramente importante liberarci da ogni limitazione che la mente ci mette per ostacolarci; è bello sapere che né dobbiamo esaltarci credendoci dei super uomini o super donna, ma nemmeno considerarci niente; ricordi? L’uomo vero non è né buono né cattivo, è cosciente. Se sempre cercheremo coscienza e risveglio non potremo che incontrare meravigliose e gradite sorprese nella vita, e se proprio le iniziazioni non saranno come ce le hanno raccontate avremmo la Coscienza per saperlo e capirlo, colui che sonnecchia in un mondo surreale e fantastico quale quello che abbiamo costruito in tutti questi secoli difficilmente riuscirà a conoscere perché mai ci sono stati individui che si sono dedicati a questa conoscenza.
Personalmente non sono in grado di dirvi nulla a riguardo tranne quelle cose che qua e là ho già condiviso con voi mentre pedissequamente riportavo quanto la dottrina ci insegna in merito alle iniziazioni; in realtà non saprei nemmeno dirvi quanto di autentico c’è in questa modalità di attribuire dei gradi, quello che invece, sì, so di aver imparato è che ad esempio la castità scientifica funziona, che esistono forze in noi che possiamo e possono essere trasformate ed usate per costruire ed esprimere un potenziale inimmaginabile, che esiste una saggezza istintiva personale che ognuno scopre se solo è capace di mettersi in discussione o, tante volte, di comprendere quando e che ha sbagliato, so di aver imparato che la morte dell’ego è necessaria per progredire verso un autentica libertà, per conquistare coscienza e per cercare di svegliarsi, l’”Io” è realmente quanto di peggiore potessimo avere per tenerci addormentati, ma è anche quanto di meglio abbiamo per cercare di svegliarci ed imparare sulle cose della vita, per renderci più saggi e realizzare cose fuori dall’ordinario e non tanto per gli altri ma per noi stessi.
Solo se capisco la lezione che ogni “io” implicitamente mi insegna posso acquisire la saggezza che desidero per poter dire di avere una reale esperienza della vita. Colui che si frustra perché ha l’ego non ha ancora imparato la più grande delle lezione e cioè umiltà. Solo chi pensa di se di essere perfetto può cadere nella trappola di detestarsi quando si accorge di avere dei difetti, l’uomo saggio si osserva non si giudica, mette mano al problema, lo risolve applicando una scienza. Dobbiamo accettare il fatto di essere come siamo, la guarigione comincia dall’accettare lo stato in cui si versa, si può sempre scegliere che è arrivato il momento di fare altro, di essere diversi. E’ questa la volontà che ci aiuta e ci può guidare nel tentativo di compiere un lavoro ben fatto. Nel momento in cui osserviamo e capiamo un “io” siamo già guariti, è solo la nostra limitatezza e la paura di lasciarlo andare a tenerci ancora nello stesso schema.
Siamo affezionati ai nostri “io”, senza, perdiamo certezza. Per quanto ci faccia soffrire quel dolore è l’unica vera certezza che abbiamo. Come sarebbe la nostra vita senza? Come potremmo lamentarci e di cosa? La felicità? E se poi passa? Tutto questo agita la nostra mente, ecco perché è necessario imparare a purificarla, ecco perché è necessario purificare il nostro mondo delle emozioni, ecco perché è necessario stare svegli fare pratiche, tentare e meditare, lavorare in calma, perché questo interrompe l’immaginazione negativa causa principale del fatto che non ‘facciamo’ realmente. L’uomo saggio non giudica, l’uomo saggio agisce, l’uomo saggio accetta ciò che egli è stato fino adesso e sceglie di cambiare, sceglie una nuova condizione. L’uomo e la donna saggi lavorano in cooperazione e collaborano alla disintegrazione ed alla nascita seconda.

[1] La verga è la colonna vertebrale, è l’albero della Vita del Vangelo. Adamo ed Eva di si nutrivano dei frutti dall’albero della Vita significa nutrirsi dei poteri dell’iniziato, ovvero dei poteri dei 7 serpenti svegli.

[2] Transustanziazione, gli atomi cristici vengono slegati dai suoi elementi fisici del pane e del vino, affinché, ingeriti, penetrino dentro gli organismi umani. Con la Transustanziazione scendono (in noi) atomi di altissimo voltaggio, facendo luce all’interno delle nostre tenebre. Questo accade grazie allo stato di estasi prodotto dall’esecuzione di una certa precisa forma o formula liturgica. Il Cristo transustanzia nel pane e nel vino durante il rito dell’ultima cena. E’ importante ad ogni modo tenere ben presente che le cerimonie sono state istituite (in origine) per dare una forma esterna ad un ATTO INTERIORE; ma, se il potere INTERIORE per compiere un tale atto NON ESISTE, una simile cerimonia non servirà a niente; nulla transustanzia, se non la nostra inutilità ed ignoranza. Dice a questo proposito “Paracelso” che quando il potere interiore non esiste un tale atto “non servirà ad altro che ad attirare gli spiriti che vogliono BURLARSI della nostra FOLLIA”. E’ stato questo il destino della maggior parte delle cerimonie religiose contemporanee, che hanno fatto di un ATTO profondamente INTERIORE una inutile forma “esteriore” e di spettacolarizzazione.

[3] E’ stato messo tra apici ed in corsivo intenzionalmente perché non credo che esista, almeno a livello umano, una qualche loggia od istituzione che possa attribuirsi il titolo di autentica fratellanza bianca. In questo senso, con buona probabilità, esistono molti buoni progetti di fratellanza, ma sappiamo bene che ogni organizzazione porta in sé “la regola”, e quando “la regola” prende totalmente il posto della Coscienza è la fine della fratellanza, l’ego interviene ed usa l'istituzione per esercitare il suo bisogno di consenso o di esprimere il potere sugli altri. Nel vangelo di Tommaso viene detto – “la mia chiesa è sotto un sasso o dentro un albero”. Ogni uomo o donna che fa la volontà del suo Essere, del Padre Suo è un discepolo della fratellanza bianca. Il punto è individuare quale sia questa volontà. Il Padre è lo stato dell’Essere, è la Coscienza Cristo; la volontà autentica di compiere il lavoro di conoscenza e di scoperta interiore (Conosci te stesso) al fine di Rivoluzione e realizzare questo stato, fa di noi dei discepoli della loggia bianca.
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