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#5243
Richard
Richard
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Per quanto riguarda gli isotopi forse su The Divine Cosmos dovresti leggere

4.7 – LA “EIGHTFOLD WAY” DI GELL-MANN

o qua

http://www.stazioneceleste.it/articoli/wilcock/wilcock_TDC_03.htm

Tutto questo ovviamente introduce un intero nuovo mondo di fisica quantica sul tavolo della discussione. Nel tempo, pare che i quasi-cristalli e il condensato di Bose-Einstein saranno usati molto più diffusamente e compresi come esempi di come siamo stati fuori strada nel nostro pensiero dei quanti basati su “particelle”. Inoltre, il fisico britannico Herbert Froehlich ha supposto nei tardi anni ’60 che sistemi viventi si comportano frequentemente come i condensati Bose-Einstein, suggerendo che sia in atto un ordine a scala più alta. Discuteremo di questo nei capitoli successivi, che si accordano con la biologia eterica.

http://www.stazioneceleste.it/immagini/wilcock_immag/wilcock_TDC_3_011.gif

La nostra prossima domanda riguarda le nuvole di elettroni che sono state osservate nell’atomo. Rod Johnson e Dan Winter hanno entrambi notato che nell’atomo le nuvole di elettroni a forma di lacrima si adattano perfettamente alle facce dei Solidi Platonici. Winter si riferisce alle nuvole di elettroni come “coni a vortice” (vortex cones), e la figura 3.6 è sfortunatamente una copia illeggibile della Tavola Periodica degli Elementi come originariamente ideata da Sir William Crookes, uno scienziato famoso e altamente rispettato dei primi del ‘900, il quale in seguito divenne investigatore nel campo della parapsicologia. Nella parte bassa dell’immagine, vediamo un’illustrazione di come i “coni a vortice” si adattino su ogni faccia dei Solidi Platonici.
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qua Wilcock spiega

http://www.altrogiornale.org/_/content/content.php?content.285
Come abbiamo scritto prima, i microclusters demoliscono le teorie della fisica quantistica ufficiale. Gli atomi non possono essere fatti da elettroni che orbitano attorno ai nuclei.
Cio' che ora chiamiamo “elettroni” rappresentano semplicemente il flusso di energia iper-dimensionale che arriva, dalla realtà parallela di cui abbiamo parlato, per CREARE atomi – momento per momento.

Gli elettroni ci sembrano particelle perchè siamo nel lato iper-dimensionale, fluiscono a noi come onde.

Altre stranezze dei microcluster

Ci sono ulteriori evidenze da David Hudson che ha semplicemente scaldato un microcluster di iridio a 800 gradi celsius, producendo un effetto di “transazione” similare, dove i clusters si risvoltano.
Quando accade, il microcluster di iridio diviene invisibile e perde tutto il peso su scala Hudson!

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Quindi non so se possiamo parlare di isotopi nel modello eterico, leggi qua

Tesla si è certamente sintonizzato con questa potenza, ma il mondo accademico e industriale lo abbandona: dal suo isolamento ogni tanto fa sentire la sua voce, ed in modo chiaro ed esplicito, come nel 1908 sul New York Times: «Ogni atomo ponderabile è differenziato da un fluido tenue, che riempie tutto lo spazio meramente con un moto rotatorio, proprio come fa in vortice di acqua in un lago calmo. Una volta che questo fluido – ovvero l'etere – viene messo in movimento, esso diventa grossolana materia. Non appena il suo movimento viene arrestato la sostanza primaria ritorna al suo stato normale… Può allora accadere che, se riesce in qualche modo a imbrigliare questo fluido, l'uomo possa innescare o fermare questi vortici di etere in movimento in modo da creare alternativamente la formazione e sparizione della materia. Dunque al suo comando, quasi senza sforzo da parte sua, vecchi mondi svanirebbero e nuovi mondi entrerebbero nell'esistenza. L'uomo potrebbe così alterare le dimensioni di questo pianeta, controllare le sue stagioni, aggiustare la sua distanza dal sole, guidarlo nel suo viaggio eterno lungo l'orbita di sua scelta, attraverso le profondità dell'universo. Egli potrebbe far collidere i pianeti e creare i suoi soli e le sue stelle, il suo calore e la sua luce, egli potrebbe dare origine alla vita in tutte le sue infinite forme. Dare origine alla nascita e alla morte della materia sarebbe il più grande degli atti umani, cosa che darebbe all'uomo una conoscenza profonda della creazione fisica; tutto questo gli permetterebbe di compiere il suo destino ultimo». (5)

http://www.energiesottili.it/forum/viewtopic.php?t=236

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http://www.stazioneceleste.it/articoli/wilcock/wilcock_TDC_02.htm

Ancora, quando i fisici quantici hanno studiato gli ‘elettroni’ dell’atomo, hanno osservato che essi non sono in realtà dei ‘punti’, ma piuttosto delle forme lisce, una sorta di ‘nube’ a forma di lacrima in cui il punto più stretto della ‘goccia’ converge in un punto molto piccolo verso il centro (Figura 2.2.). Per rendere maggiormente l’idea, ripresentiamo estratti dal libro del dott. Wolff (grassetto e corsivo nostri):

p. 122 – Non esistono orbite dell’elettrone! Chiunque possieda la nozione di elettroni che orbitano attorno al nucleo commette un terribile errore! Se possedete una simile idea, scartatela immediatamente. Al contrario, tutti i calcoli e tutti gli esperimenti dimostrano che non esiste nessun moto orbitale tipo satellite in un normale atomo. Invece, esistono strutture di onde a riposo. Per esempio, nel caso N = 1 nella Figura 9-1 [in questi diagrammi, M = 0 e L = 0], vediamo che la struttura di onde a riposo è del tutto sferica. Il centro della struttura dell’elettrone è anche il centro della struttura del protone. Questa è la situazione normale degli atomi H nell’universo; essi possiedono una simmetria sferica, non delle orbite.

p. 133 –

1. tutti gli esperimenti atti a dimostrare che l’elettrone possiede una struttura centrale sono risultati negativi.

2. non esiste nessuna teoria quantica che possa prefigurare una dimensione per l’elettrone, né una massa, né una polarità. Inoltre, nessuna teoria è in grado di quantificare la particella in maniera significativa. Tutto ciò implica che la teoria dei quanti non necessita del concetto di particella poiché tutti i calcoli risultano gli stessi sia se si crede nelle particelle sia se non si crede.

3. la sostanzialità della ‘massa’ è dubbia perché essa può essere sempre convertita in energia elettromagnetica, che non manifesta proprietà di particelle.

Come suggerisce il dott. Wolff, le forme dell’elettrone a lacrima osservate sono esattamente ciò che ci aspetteremmo studiando un’’onda vibratoria a riposo’. Ricordiamo che la nube dell’elettrone dell’atomo di idrogeno deve possedere una forma sferica. Ciò costituisce anche un indizio diretto che gli atomi sono formazioni a vortice, visto che l’atomo di idrogeno è considerato la ‘pietra di paragone’ di tutti gli altri elementi, con un ‘protone’ ipotetico nel nucleo e un ‘elettrone’ ipotetico in realtà rappresentato da una nube sferica.

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Devi leggere il Cambio di Era
http://www.stazioneceleste.it/articoli/wilcock/wilcock_CambioEra_03.htm

Figura 3.9 – La transizione dell’ottaedro (a sin.) in un tetraedro a stella (a des.)

LE TRANSIZIONI DELL’ENERGIA GEOMETRICA

La nostra prossima domanda è: “Come facciamo a tracciare naturalmente le transizioni da una frequenza d’energia geometrica a quella successiva?” Attraverso una serie moderatamente complessa di procedure, si può dimostrare come ogni forma geometrica “emergerà” naturalmente da quella precedente. Per iniziare, la sfera nell’icosaedro è relativamente ovvio – il movimento dell’informe Unità verso una forma geometrica – quindi non c’è alcuna reale modellazione da fare. L’icosaedro della seconda densità nell’ottaedro della terza densità sarà chiaramente modellato nel Volume II. Al fine di trasformare il nostro ottaedro in una forma di quarta dimensione, tutto quello che è richiesto è di espandere ogni faccia in semplice triangolo, o tetraedro, a quattro lati. Qui nel nostro diagramma, lo concettualizziamo come se stessimo posizionando un tetraedro su ogni faccia separatamente.

Sull’ottaedro, che ha la forma di triangolo equilatero, (composto interamente di angoli interni di 60°, con ogni lato della stessa lunghezza), ogni faccia diventa un vertice a tre facce di un tetraedro a stella. Dato che l’ottaedro ha otto facce, bisogna quindi aggiungere otto tetraedri alle sue facce. Se si animasse questa transizione come fosse un cartone animato, apparirebbe che l’ottaedro stia improvvisamente sbocciando come un fiore; con le facce che germogliano all’infuori quando i tetraedri crescono nella loro posizione. [Si compari il disegno qui sotto con l’originale tavola armonica come aiuto per visualizzarlo. La forma in alto a destra nel disegno mostra dove sarebbe uno degli otto tetraedri, in termini di posizione, se non fosse attaccato direttamente all’ottaedro].

Al fine di progredire poi dalla quarta dimensione alla quinta, si può osservare il disegno e vedere facilmente quanto con un semplice “unisci i puntini” delle estremità del tetraedro a stella si formi un cubo. Per passare dal cubo di quinta dimensione al dodecaedro di sesta dimensione, è necessaria un’ulteriore espansione, dove ogni faccia del cubo germoglia in un “tetto” obliquo al fine di trasformarsi in un dodecaedro. La forma a “tetto” che compare è più facilmente visibile nell’area rettangolare inferiore, dove l’area quadrata sarebbe più simile a una vista dall’alto.

Quindi, se si mette un punto nel centro di ogni pentagono del dodecaedro e si connettono tutti i punti insieme, si avranno una serie di linee che formeranno stelle a cinque punte che creano la forma dell’icosaedro, l’ultimo grande nodo prima del ritorno alla Sfera. In breve, tornando ancora alla nostra tavola armonica originale, possiamo vedere come l’intera progressione sia una sfera, o un’Unità, che si espande nella forma “seminale” o fondamentale dell’icosaedro, che poi con la sua struttura cresce in tutte le altre forme contenute al suo interno (Lawlor, 1982). L’aspetto “seminale” dell’icosaedro è la ragione per cui gli Indù lo associavano a un dio maschile: stavano utilizzando una metafora del seme, o “seme della vita”.