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#5270
Richard
Richard
Amministratore del forum

si tutte le cosiddette particelle lo sono in un certo modo, il modello classico ci confonde per capire questo..

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secondo me molte risposte le trovi qua
http://divinecosmos.com/index.php?option=com_content&task=category§ionid=6&id=19&Itemid=36

Did you know that the atom can be built up entirely as a particle-free grouping of geometrically structured energy? That things such as the “spin” of quarks and electrons are actually showing us that these energies are traveling through a geometric matrix that underlies and forms all of our physical existence? That this geometry of space might explain the mysterious property known as “torsion” which means that “particles” traveling through “empty space” are forced to rotate as they travel?

5.2 VIRTUAL PARTICLES
Any quantum physicist will now tell you that “virtual particles” have been discovered for all of the fundamental components of the atom — protons, neutrons and electrons. What “virtual” means is that they have concluded that even though these “particles” appear to be precisely the same as normal atomic components, they are not connected to any atom and they wink into and out of existence in very short periods of time!
Even though this is a highly unusual discovery, they continue to see this simply as a function of particle

……

In conventional atomic theory, which will be covered in Part Two, there is the assumption that atoms have various “shells” in which “electrons” are orbiting. These assumptions have allowed us to study the atomic level and interpret our data, but they are by no means proven facts, as we shall see.

..

In this conventional thought process, each metal has a certain number of electrons in its outer shells, and some of these electrons will only “want” to spin in one direction.

In other metals such as iron, the outside electrons can spin in many different directions, and the flowing presence of a magnetic field can organize them so that they all spin together. At this point, each atom becomes a miniature magnet in its own right.

Now think about this in terms of aether flow.

If each atom of each molecule is formed by a whirlpool in the aether, then there has to be a direction for the whirlpool to be spinning. Most of the compounds on Earth are non-magnetic, non-conducting “dielectric” materials, meaning that they do not conduct electricity easily and their molecules are not all aligned in the same direction.

In this case, as they are continually created by the aether,

the fluidlike energy will stream into them from all different directions equally; or to put it in more technical terms, the streaming aether flow is isotropic, meaning “the same in all directions.”

In the case of a magnetic material, it appears that the aether flow is anisotropic, meaning that it is not the same in all directions; instead, the flow has a specific orientation. And thus:
The rotating magnetic force of a magnet is nothing more than the aether flow itself as it creates the magnet moment by moment.

Since the molecules of the magnet are all aligned in a certain direction and are good “conductors,” aether will only flow through it in a certain direction, like water flowing through a pipe.

The north-south orientation of the “electron orbits” in the molecules of the magnet cause it to draw almost all of the aether that forms it in from the north pole and back out through the south pole, creating a loop

The magnet is not created like any other object in our physical reality – instead, there is a definite direction to the energy that streams through it. And it is this directional flow of aetheric energy that creates what we term as magnetism.

At this point it is natural to get more specific about how a magnet can attract other metals to itself that are not already magnetized. Contemporary physicists consider it a fact that certain metals have their outer electrons orbiting in such a way that they can spin in a number of directions – but not all metals have the proper electron configurations to allow this to occur

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http://www.stazioneceleste.it/articoli/wilcock/wilcock_TDC_02.htm
Capitolo Due

LUCE SULLA FISICA QUANTICA

di David Wilcock

Ancora, quando i fisici quantici hanno studiato gli ‘elettroni’ dell’atomo, hanno osservato che essi non sono in realtà dei ‘punti’, ma piuttosto delle forme lisce, una sorta di ‘nube’ a forma di lacrima in cui il punto più stretto della ‘goccia’ converge in un punto molto piccolo verso il centro (Figura 2.2.). Per rendere maggiormente l’idea, ripresentiamo estratti dal libro del dott. Wolff (grassetto e corsivo nostri):

p. 122 – Non esistono orbite dell’elettrone! Chiunque possieda la nozione di elettroni che orbitano attorno al nucleo commette un terribile errore! Se possedete una simile idea, scartatela immediatamente. Al contrario, tutti i calcoli e tutti gli esperimenti dimostrano che non esiste nessun moto orbitale tipo satellite in un normale atomo. Invece, esistono strutture di onde a riposo. Per esempio, nel caso N = 1 nella Figura 9-1 [in questi diagrammi, M = 0 e L = 0], vediamo che la struttura di onde a riposo è del tutto sferica. Il centro della struttura dell’elettrone è anche il centro della struttura del protone. Questa è la situazione normale degli atomi H nell’universo; essi possiedono una simmetria sferica, non delle orbite.

p. 133 –

1. tutti gli esperimenti atti a dimostrare che l’elettrone possiede una struttura centrale sono risultati negativi.

2. non esiste nessuna teoria quantica che possa prefigurare una dimensione per l’elettrone, né una massa, né una polarità. Inoltre, nessuna teoria è in grado di quantificare la particella in maniera significativa. Tutto ciò implica che la teoria dei quanti non necessita del concetto di particella poiché tutti i calcoli risultano gli stessi sia se si crede nelle particelle sia se non si crede.

3. la sostanzialità della ‘massa’ è dubbia perché essa può essere sempre convertita in energia elettromagnetica, che non manifesta proprietà di particelle.

Come suggerisce il dott. Wolff, le forme dell’elettrone a lacrima osservate sono esattamente ciò che ci aspetteremmo studiando un’’onda vibratoria a riposo’. Ricordiamo che la nube dell’elettrone dell’atomo di idrogeno deve possedere una forma sferica. Ciò costituisce anche un indizio diretto che gli atomi sono formazioni a vortice, visto che l’atomo di idrogeno è considerato la ‘pietra di paragone’ di tutti gli altri elementi, con un ‘protone’ ipotetico nel nucleo e un ‘elettrone’ ipotetico in realtà rappresentato da una nube sferica.

2.6 – NEGATIVO E POSITIVO: SEMPLICI DIFFERENZE NELLA PRESSIONE

Come ogni scienziato sa, le nubi di elettroni possiedono carica negativa mentre i ‘protoni’ nella molto più piccola area del nucleo ne possiedono una positiva. Ciò è noto come ‘la polarità della carica’, dato che ci sono due cariche che vengono polarizzate, una opposta all’altra. Scoprire che cosa ciò significhi è stato sempre un profondo mistero, così come possa esistere un ‘flusso’ nella carica. Il problema ha fatto scervellare molti scienziati, e il dott. Aspden lo ammette nei seguenti termini:

Ammetto di non riuscire a risolvere il rebus della polarità della carica. Esso giace su un territorio inesplorato e, a parte alcune escursioni in quel territorio, lo vedo come qualcosa che non si trova sulle mappe…ed è anche una sfida e probabilmente la frontiera finale delle nostre conquiste nel campo della fisica.

Mi sorprende che un simile argomento non sia mai stato menzionato dagli studiosi come meritevole di una ricerca. Pare che sia più facile esplorare ciò che accadde nei primi momenti dopo il Big Bang che dare uno sguardo a ciò che accade vicino a noi e tutto intorno a noi, qui ed ora sulla Terra. [corsivo nostro]

Nel nuovo modello del dott. Crane e altri, queste cariche opposte, o polarità di carica di positivo e negativo sono in realtà nulla più che differenze nella pressione eterica. Le nubi di elettroni negativi possiedono una maggior pressione, mentre il nucleo positivo ne possiede una minore. Detto in parole povere, le cariche negative nell’elettrone scorrono nell’area positivamente caricata al centro dell’atomo.

A questo concetto è dato un supporto fattuale incontrovertibile da ciò che è noto come effetto Biefeld-Brown, proposto per primo dal dott. Paul Biefeld. Allievo di Albert Einstein a Zurigo,

Biefeld ha proposto un concetto eterico della carica come flusso di etere, in cui la carica negativa è da considerare un’area di alta pressione in un mare di energia eterica, che tende poi a confluire in aree a bassa pressione di ciò che chiamiamo carica positiva nello stesso mare

. Se questo modello dovesse essere vero, propone Biefeld, allora con un livello di intensità elettromagnetica sufficientemente elevato, dovrebbe essere possibile creare una forza propulsiva anti-gravitazionale.

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Quindi le particelle sono tutte variazioni di rotazione e pressione di questo etere se non erro, capisci che rispetto al modello classico insegnato a scuola, bisogna cambiare non poco il punto di vista..