Rispondi a: i rischi di mangiare carne

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patrizia.pr
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Con qualche bistecca in meno si risparmiano miliardi e si salva il pianeta

Consumando meno carne potremmo risparmiare 20 miliardi di dollari entro il 2050. Entro questa data, secondo un recente studio della Netherlands Environmental Assesment Agency, dovremmo spendere 40 miliardi di dollari per ridurre di due terzi le emissioni di gas a effetto serra nel mondo. Cambiando alimentazione risparmieremmo, dunque, la metà delle spese, contribuendo, in modo notevole, alla riduzione di C02: la produzione di carne, infatti, anche se nostrana, inquina più dell’importazione di mele d’oltreoceano.

In Europa un terzo di ogni animale da macello viene scartato. Questo spreco avviene perché la carne è troppo economica. Causa danni enormi sia all’ambiente che al commercio locale dei paesi in via di sviluppo. Questo non riesce a competere poiché gli scarti di carne esportati dall’Europa vengono venduti a prezzi ridicoli”, spiega Thilo Bode, ex-direttore di Greenpeace Germania e fondatore dell’organizzazione per consumatori foodwatch.

“Il consumo di carne è in aumento. Soprattutto in paesi che si stanno arricchendo velocemente come la Cina, le persone hanno appena iniziato a godere di questo privilegio”. Eppure Bode non sembra troppo preoccupato: “Nei paesi in via di sviluppo il consumo aumenterà, ma non per molto, presto il prezzo della carne salirà, poiché l’allevamento richiede più materie prime e più terreno dell’agricoltura”.

15 milioni di km quadrati verrebbero ‘liberati’ se consumassimo carne solo due volte a settimana.

Lo studio della Netherlands Environmental Assesment Agency tiene conto del terreno in più, necessario per i prodotti che dovrebbero sostituire la carne nella nostra alimentazione. Questo terreno però costituisce una superficie molto minore di quello ‘risparmiato’ riducendo l’allevamento: per produrre un solo chilo di carne bovina ci vogliono 30 chili di foraggio fresco e 15 chili di cereali.

Questi 15 chili di mais, riso, avena o altro cereale che sia, invece di venir ridotti ad un chilo di carne, potrebbero finire direttamente nei nostri piatti o meglio, a disposizione della popolazione locale.

I 30 chili di foraggio fresco invece, verrebbero sostituiti da una vegetazione varia, che contribuirebbe alla diminuzione di carbonio. Su quella superficie potrebbero crescere piante utilizzate per l’ottenimento di biocarburanti.

Secondo la Netherlands Environmental Assesment Agency, inoltre, riducendo il consumo di carne, le emissioni di gas a effetto serra diminuirebbero del 10%.

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