Rispondi a: i rischi di mangiare carne

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Meno carne uguale meno malattie e inquinamento

La tesi è dimostrata da nuovo studio della Fondazione Ricerca sul Cancro degli Stati Uniti, dove il consumo di carne rossa è particolarmente elevato. Fissata una razione limite di carne per settimana. Il rischio è quello di incorrere non solo in malattie cardiocircolatorie ma anche in diverse forme tumorali. Anche il pianeta ne sarebbe alleggerito…

Già da tempo si sapeva che la riduzione di consumo di carne, soprattutto di carni rosse, aiuta a prevenire malattie cardiovascolari e cancro, ma secondo uno studio condotto negli Stati Uniti aiuterebbe anche l’ambiente.
Il World Cancer Research Fund e dell’American Institute for Cancer Research però adesso insiste anche sulla necessità di fissare delle dosi massime, a salvaguardia non solo della salutem, ma anche dell'ambiente, per l'alto impatto ambientale degli allevamenti e per i disboscamenti in atto per far spazio all'industria alimentare.

Gli studiosi americani, che per inciso hanno un metro molto più largo del nostro in materia di colesterolo, suggeriscono che chi mangia carne rossa non dovrebbe assumerne più di 500 g a settimana. In questo modo si riduce il rischio di sviluppare diverse patologie a carico dell’apparato cardiocircolatorio e il cancro. Pare inoltre che diverse malattie infettive e la salmonellosi siano collegate agli allevamenti intensivi di animali e vanno sotto il nome di zoonosi, cioè malattie che possono essere trasmesse dagli animali all’uomo.

Nel 2007 una ricerca medica del National Institutes of Health, che ha riguardato ben mezzo milione di persone, aveva già dimostrato una correlazione direttamente proporzionale fra consumi di carne – sia semplice che inserita in lavorazioni diverse – e rischio di sviluppare tumore esofageo, colorettale, epatico, polmonare (anche in non fumatori).

Indipendentemente dal tipo di lavorazione o cottura, la carne rossa può essere connessa alla carcinogenesi attraverso vari meccanismi biologici. Per esempio è una fonte di grassi saturi e ferro, che sono stati associati in modo indipendente alla formazione di masse tumorali: i primi rappresentano un carico nel bilancio energetico e recentemente sono stati associati al tumore mammario; il ferro genera radicali liberi, produce uno stress ossidativo ed è stato associato a tumore epatico e colorettale.

http://www.aamterranuova.it/article3769.htm