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I dispiaceri della carne: l'articolo dell'Espresso che ha fatto infuriare gli allevatori

Italia Zootecnica, consorzio degli allevatori italiani di animali da reddito, è furiosa con l’Espresso: un articolo di Riccardo Bocca di qualche giorno fa, intitolato “I dispiaceri della carne”, descrive le pecche del sistema veterinario italiano che, a detta dell’autore, sarebbe impotente rispetto alla mole di lavoro da svolgere. Il risultato sarebbe un comparto produttivo che fa ciò che vuole, anche violando le leggi.

Secondo l’Espresso, infatti, i controlli sulla carne prodotta in Italia sono ridicoli:

Nel 2009, ad esempio, la percentuale dei controlli sui bovini macellati (in tutto 2 milioni 949 mila 828) ha riguardato 15 mila 803 capi, ed è stata pari allo 0,5 per cento. Dei 13 milioni 616 mila 438 suini macellati, invece, i veterinari ne hanno controllati 7 mila 563, cioè uno striminzito 0,05 per cento. E ancora meno sono stati controllati gli 11 milioni 740 mila quintali di volatili macellati (tra polli, tacchini, oche e quant’altro), con un totale di 4 mila 316 verifiche e il record negativo dello 0,03 per cento (inferiore agli standard imposti dalle direttive Ue)

E i risultati di questa situazione sarebbero disastrosi. L’articolo, infatti, da parola ad un allevatore campano che descrive minuziosamente la procedura per dopare gli animali senza farsi scoprire:

Per i bovini la procedura è semplice e rigorosa, spiega un allevatore campano dietro promessa di anonimato: ‘Prima di tutto i trattamenti avvengono il venerdì, perché nel fine settimana i dopanti fanno in tempo a diventare invisibili’. Si tratta di cocktail che contengono ‘dieci, dodici sostanze proibite: in dosi ridotte ma con effetti esplosivi’. Nei primi due mesi, prosegue l’allevatore, ‘per far crescere alla svelta gli animali si dà estradiolo con testosterone o nandrolone. Poi si passa ai beta agonisti, che favoriscono la diminuzione del grasso, fino alla vigilia della macellazione. E nell’ultimo periodo, utilizziamo i cortisonici per aumentare la ritenzione idrica e definire al massimo la massa muscolare’. Tutto con la certezza dell’impunità totale, precisa: ‘Perché è vero che ci sono i controlli, ma altrettanto vero è che pochi veterinari hanno voglia di discutere con la camorra’

Il pezzo continua con il racconto di altre amenità che non potevano non causare una reazione da parte delle associazioni di categoria degli allevatori. Come Italia Zootecnica, il cui presidente Fabio Barbisan boccia sonoramente l’articolo:

E’ ora di finirla che periodicamente ci sia qualcuno che per fare sensazione scriva facendo terrorismo, sparando nel mucchio. Venga nella mia azienda il dr. Bocca a vedere io ed i miei figli come alleviamo gli animali. Venga quando li portiamo al macello per vedere se il nostro comportamento è da delinquenti. Ed assieme a lui vengano anche gli “amici” animalisti, senza avvertirci, così potranno fare un blitz e vedere con i loro occhi come gli allevatori di animali da reddito lavorano nelle loro aziende, tutti i giorni. E’ umiliante per chi fornisce proteine animali utili per l’alimentazione umana, leggere articoli come questo

Via | L’Espresso, Agricoltura on web, Italia Zootecnica


IL PARADOSSO DELLA NOSTRA ERA: "Abbiamo case più grandi e famiglie più piccole; Piu comodità, ma meno tempo; Piu esperti, ma piu problemi; Piu medicine, ma meno salute;
E’ un tempo in cui ci sono tante cose in vetrina e niente in magazzino.
Parliamo troppo, amiamo troppo poco e odiamo troppo spesso.