Rispondi a: Segnalazione, non nuova, dei rossetti contenenti piombo

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Richard
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http://www.altroconsumo.it/donna/piombo-nei-rossetti-anche-in-tracce-non-va-bene-s188803/attenzione-a-p12200.htm

Piombo nei rossetti: anche in tracce non va bene
06-12-2007
Alcuni rossetti venduti negli Stati Uniti, delle più famose multinazionali della cosmetica, contengono piombo. A denunciarlo è un'associazione americana per la sicurezza dei cosmetici che ha sottoposto 30 rossetti molto diffusi al test per la rilevazione di questo metallo pesante: più della metà sono risultati positivi alla ricerca, un terzo dei quali contengono piombo in quantità superiore all'unico limite fissato dalla legislazione Usa (che riguarda le caramelle destinate ai bambini).

In tutta Europa, compresa l'Italia, è vietato usare piombo come ingrediente nella preparazione dei cosmetici, senza contare che nello specifico, cioè nei rossetti, questo metallo non ha nessuna funzione specifica (per farli si usano cere, oli, emollienti e coloranti). Quindi non troverete mai questo metallo nell'elenco degli ingredienti. Ciò tuttavia non significa che non possa essere presente in “tracce”, come residuo involontario della produzione (migrazione da macchinari o contenitori metallici, impurità delle materie prime), in quantità quasi impercettibili, quindi, ma comunque suscettibili di essere accumulate nell'organismo soprattutto in caso di esposizione prolungata e continua.

Cosa chiediamo?
Sebbene la nostra legislazione sia rigorosa ed esista una commissione apposita che si occupa di sicurezza dei cosmetici, i produttori dovrebbero impegnarsi ulteriormente per eliminare la presenza, anche marginale, di questo metallo nei loro prodotti. Cosa non impossibile, visto che secondo i dati Usa quasi quattro rossetti su dieci non contengono piombo. Si tratta quindi di non tralasciare il problema, monitorando la presenza di piombo nei prodotti, e utilizzando buone pratiche produttive in grado di eliminare eventuali fonti di contaminazioni.

Tanto più che tutti noi siamo quotidianamente esposti a questo metallo ogni volta che mangiamo, beviamo e respiriamo (non si può eliminare l'inquinamento): non vogliamo quindi ritrovarcelo anche nei prodotti che acquistiamo.

Cosa fare in pratica?
Anche in caso di presenza di piombo o altri metalli nei rossetti come residui di lavorazione (quindi in tracce), il rischio potenziale è molto basso, al massimo si può notare una reazione di sensibilizzazione al prodotto. Per tutelarsi al meglio si possono adottare i seguenti comportamenti:

se si riscontrano reazioni anomale dopo l'uso di un cosmetico, è bene risciacquarlo abbondantemente con acqua e sospenderne l'applicazione;
è bene ricordarsi di rimuovere sempre rossetto e altro make up a fine giornata;
non usare questi prodotti nelle bambine piccole;
non abusarne come quantità;
cambiare ogni tanto marca;
controllare il punto vendita evitando l'acquisto di prodotti di dubbia provenienza.

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http://www.farmacovigilanza.org/cosmetovigilanza/news/0711-01.asp

Allarme inerente ad elevate concentrazioni di piombo nei rossetti: il punto di vista dell’industria italiana.
Liberata Sportiello* e Lidia Sautebin*°
*Dipartimento di Farmacologia Sperimentale e °Centro Interdipartimentale di Ricerca in Farmacoeconomia e Farmacoutilizzazione, Facoltà di Farmacia, Università di Napoli Federico II.

Come riportato su numerosi quotidiani durante la seconda settimana di ottobre, si è svolta negli Stati Uniti una campagna per la sicurezza dei cosmetici (Campaign for Safe Cosmetics-CSC), nell’ambito della quale sono state condotte, da un laboratorio indipendente, analisi sul contenuto di piombo in rossetti acquistati a Boston, Minneapolis, Hartford e San Francisco.
I risultati di tale analisi hanno evidenziato che, su 33 rossetti di marca controllati, il 61% conteneva livelli di piombo compresi tra lo 0,03 e 0,65 parti per milione (ppm), anche se in etichetta non era riportata la presenza di tale metallo.
Un terzo di questi conteneva una quantità di piombo superiore a 0,1 ppm, che è il limite fissato dalla Food and Drug Administration (FDA), per i dolci destinati ai bambini, come le caramelle, in modo da ridurne il rischio di ingestione che può indurre disturbi comportamentali, nell’apprendimento, nel linguaggio e, nelle donne, infertilità ed aborto.
Tuttavia, come precisato dall’organizzazione statunitense per la difesa dei consumatori, l’FDA, nonostante i rossetti vengano spesso ingeriti, non ha mai stabilito un livello massimo consentito a differenza di quanto fatto per i dolci. Il 39% dei rossetti, alcuni dei quali di marchi non particolarmente costosi, non presentava tracce rilevabili di piombo.
A tal riguardo, l’Associazione Italiana delle Imprese Cosmetiche (UNIPRO) ha emanato una nota informativa nella quale ha rassicurato le consumatrici italiane circa l’utilizzo dei rossetti.
In Europa, infatti, e quindi anche in Italia, secondo quanto stabilito dalla Direttiva dei Cosmetici 76/768/CEE e successive modifiche, il piombo è una sostanza vietata nella formulazione dei prodotti cosmetici. Pertanto, nell’ambito dell’Unione Europea, l’uso degli ingredienti presenti nei cosmetici è regolato da rigide norme, sia nazionali sia comunitarie, ed i prodotti cosmetici sono soggetti ad analisi scientifiche e stretti controlli di sicurezza prima della loro immissione sul mercato.
Inoltre, sempre secondo la nota emanata dall’UNIPRO, il piombo non è aggiunto ai cosmetici intenzionalmente. Si tratta di un elemento naturale che si può trovare ovunque nell’ambiente, e per questo, i consumatori sono quotidianamente ad esso esposti.
Pertanto, l’UNIPRO ha precisato che anche l’eventuale presenza di tracce minime ed accidentali di piombo nei prodotti cosmetici, come quelle rilevate negli USA, non rappresenta alcun pericolo, dal momento che la quantità media alla quale una donna potrebbe essere esposta usando cosmetici è circa mille volte inferiore rispetto alla quantità con cui verrebbe a contatto mangiando, respirando e bevendo l’acqua.
Infine, la “Cosmetic, Toiletry and Fragrance Association” (l’associazione delle aziende cosmetiche americane) ha affermato che i prodotti identificati nel comunicato della “Campaign for Safe Cosmetics” (CSC) rispettano i severi limiti stabiliti dall’Ente Regolatorio Americano per i livelli di piombo consentiti nei colori utilizzati per i rossetti e, pertanto, considera tali prodotti sicuri.