Rispondi a: Il potere dell'erba medica

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#53850

deg
Partecipante

[quote1233930627=farfalla5]
[quote1233844527=windrunner]

P.S. Yogananda consigliava anche di far bollire dei semi (quindi come una tisana) poi filtrarlo e zuccherarlo con del miele !!! 😉
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Non oso contraddire il grande Maestro Yogananda…però così per intuizione mi domando se bollendo i semi non perdono delle sostanze mediche e nutritive…oppure bollendoli semplicemente li trasformiamo in un qualcos'altro…
che ne dici????
:ummmmm:

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Scusate se m'intrometto ma il punto è che bollendo non è più una tisana ma un decotto.

Sono due cose diverse e, come diceva farfalla, dipende da che cosa si vuole ottenere perché con la bollitura lenta vengono rilasciate alcune sostanze mentre altre vengono perse (come le vitamine ad esempio), e con la tisana invece, che non va mai fatta con l'acqua bollente, proteggi alcune sostanze ma non permetti il rilascio di altre.

Ecco, forse qui è più preciso:

TISANA, INFUSO O DECOTTO?

La preparazione delle erbe

La scelta del metodo di preparazione dipende prima di tutto dal principio attivo che si vuole ricavare dalle erbe. Gli oli essenziali sono molto volatili ed evaporerebbero se sottoposti ad ebollizione. Pertanto le erbe aromatiche vanno generalmente preparate in infuso, come il té, lasciandole riposare in acqua bollente per un tempo che può variare da cinque minuti a mezz'ora. E' il caso di menta, melissa, verbena, sambuco, artemisia, timo, assenzio, eccetera. Sembra superfluo aggiungere che nel caso di suffumigi, in cui la parte che deve essere utilizzata è appunto l'evaporazione, le erbe andranno bollite.

Se i principi attivi che interessano sono invece mucillagini, tannini, oli amari o altri elementi meno volatili, si possono ricavare meglio facendo bollire le erbe insieme all'acqua, in genere per un periodo tanto più lungo quanto più queste sono legnose (cortecce, radici, semi duri e foglie non aromatiche come la malva). Una ulteriore ottimizzazione in questi casi si può ottenere lasciando macerare le erbe nell'acqua fredda, da 2-3 a 12 ore, prima della bollitura, affinché si inteneriscano e cedano più facilmente i propri principi.

Questo vale come norma generale. Ci sono poi casi specifici. Il boldo per esempio contiene sia olii essenziali sia tannini e principi amari: conviene quindi farlo bollire per qualche istante, finché la foglia non s'impregna d'acqua, e poi lasciarlo in infusione piuttosto a lungo. Delle foglie di senna, un potente lassativo, si possono dosare l'efficacia e l'effetto irritante sull'intestino passando dall' infuso alla decozione, buttando le erbe a caldo o a freddo, prolungando più o meno l'ebollizione (mai oltre i cinque minuti comunque).

E ancora:
La tisana si utilizza indistintamente per le parti tenere o legnose delle piante, che vengono versate in acqua bollente, lasciate riposare per non più di 5 minuti.

Per l’ infuso si utilizza per le parti tenere delle piante come fiori e foglie, sulle quali viene versata acqua bollente filtrando il liquido dopo 5-10 minuti.

Per il decotto si utilizza per le parti più resistenti e duri come radici e cortecce, che si mettono in acqua fredda e si lasciano bollire per 5-10 minuti, poi riposare per lo stesso intervallo di tempo e infine vengono filtrate con il l