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farfalla5
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Non sapevo se metterla qui o nel topic di Buone Notizie….
fate voi…

SMASCHERATA DA UN VIDEO DELL'ASSOCIAZIONE «SOS RACKET E USURA»

Alloggi popolari agli abusivi:
filmata la signora «trovacasa»
Insieme a figlia e genero controlla la borsa delle occupazioni. Chiede tra i 1.500 e i 3.000 euro

MILANO — Il racket delle case popolari di Milano ha il vo to segnato dal tempo e il corpo abbondante della signora Giovanna. La chiamano la Gabetti, perché lei, Giovanna Pesco, 57 anni, una casa l’ha sempre trovata per tutti. Siamo a due passi dall'eccellenza dell’ospedale Niguarda, in un dedalo di strade nella periferia Nord di Milano. Lei abita, vive, gestisce le case popolari del Comune di via Padre Luigi Monti. Alloggi da anni occupati dagli abusivi. La Gabetti per una casa chiede dai 1.500 ai 3 mila euro. Gli stranieri pagano di più. Anche lei è abusiva. Insieme alla figlia e al genero, controlla la borsa delle occupazioni. Avvolta in un vestito nero, con le braccia scoperte e i capelli giallo paglierino, chiacchiera seduta al tavolo di una latteria. Non sa che il suo interlocutore, un uomo sulla cinquantina che l’ha contattata con una lettera anonima lasciata nelle mani di un ragazzino, ha in tasca un registratore. Dal la strada, poi, un altro uomo filma l’incontro. Sono entrambi dell’associazione «Sos racket e usura» (vai al sito dell'associazione), che qui ci sono finiti dopo le segnalazioni dei pochi abitanti regolari. Degrado e abbandono, abusivismo e piccola cri­minalità. Negli anni scorsi il Comune aveva garantito un piano d’intervento. Nei palazzi non è cambiato niente.

Le case popolari di via Padre Luigi Monti (Fotogramma)Arriva con dieci minuti di ritardo. «È lei che sta aspettando la signora Giovanna?». Poi chiede informazioni: «Chi le ha indicato me?». La risposta la tranquillizza: «Ho chiesto in giro, a dei marocchini. Sa, mi hanno sfrattato. La mia compagna è incinta». La conversazione va subito al sodo: «Io onestamen te le posso dire solo una cosa: se ha pazienza deve aspettare un mese e mezzo». L’abitazione buona, spiega la donna, è quella di un’anziana, un bilocale al quinto piano, che ora se ne andrà per problemi di salute: «Mi lascerà le chiavi». Ma la signora Gabetti , è quasi rammaricata: «Se tu venivi un po’ prima, sai quanti ne ho fatti in settimana? Ne ho fatti 4 o 5, prima a tre marocchini, uno a un egiziano» . La donna spiega anche come avviene l’affare: «Prima salivo io sui balconi, ma adesso ho problemi. Così la gestiamo io e mia figlia e mio genero, è lui che sfonda le porte».

Si parla di soldi: «Mi dai 1.500 euro. Però non lo dire a nessuno perché di solito sono 2.500, 3.000 con i marocchini». E via con le raccomandazioni: «Noi apriamo e scappiamo via, se viene la polizia devi resistere. Però se hai figli piccoli o la moglie incinta, non ti possono cacciare».
Anzi. «Il Comune qui non manda via nessuno. Se arriva la polizia scendiamo tutti, tutti gli abusivi » . Affare fatto. Poi la donna torna a casa, nei palazzi dove le famiglie siciliane Pesco, Cardinale e Priolo (tutti parenti, tutti pregiudicati), controllano gli affari. Un mese fa qui era stato aggredito il custode, a calci e pugni. Stessa sorte toccata ad altri inquilini. «Abbiamo dimostrato che il racket esiste — at­tacca Frediano Manzi (Sos Usura) —. Perché le forze dell’ordine non intervengono? La procura apra un’inchiesta. Questa situazione è intollerabile».

Cesare Giuzzi
28 agosto 2009

http://milano.corriere.it/milano/notizie/cronaca/09_agosto_28/alloggi_popolari_abusivi_sos_racket_usura_cesare_giuzzi-1601709752319.shtml


IL PARADOSSO DELLA NOSTRA ERA: "Abbiamo case più grandi e famiglie più piccole; Piu comodità, ma meno tempo; Piu esperti, ma piu problemi; Piu medicine, ma meno salute;
E’ un tempo in cui ci sono tante cose in vetrina e niente in magazzino.
Parliamo troppo, amiamo troppo poco e odiamo troppo spesso.