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brig.zero
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Rumori nella testa? Il medico ti resetta il cervello

Alcune cure proposte dalla medicina moderna, anche presupponendo le migliori intenzioni, lasciano a dir poco perplessi. Il problema è che, accecati dall’entusiasmo, nessuno sembra in un primo momento accorgersi dell’aspetto mostruoso o anche grottesco. Pensiamo alla lobotomia o all’elettroshock, che all’epoca della loro invenzione furono salutate come tecniche innovative per curare la sofferenza umana.

Vale dunque la pena riflettere sullo studio appena pubblicato dalla rivista Nature sulla nuova cura dell’acufene, ovvero di quel fastidiosissimo suono avvertito nelle orecchie o direttamente nella testa da chi ne soffre. Lo studio dimostrebbe che con una tecnica innovativa sarebbe possibile eliminare il rumore resettando il sistema nervoso.

Gli scienziati ritengono infatti che il disturbo sia causato da una perdita di udito o da una lesione al nervo vago, a cui il cervello cerca erroneamente di supplire. Non a caso, l’acufene è molto diffuso tra i veterani dell’esercito americano che hanno subito lo ‘shock da bomba’, causato da un’esplosione ravvicinata. “Crediamo che la parte del cervello che processa i suoni – la corteccia uditiva – deleghi troppi neuroni ad alcune frequenze, e le cose cominciano ad andare storte”, afferma Michael Kilgard dell’Università del Texas, co-autore dello studio pubblicato da Nature.

Per questo, Kilgard e il suo staff hanno sottoposto alcuni topi a stimolazioni elettriche del nervo vago, utilizzando contemporaneamente alcuni suoni ad alte frequenze. Con questo trattamento, il nervo stimolerebbe nel cervello alcune modificazioni, rilasciando dei neurotrasmettitori, arrestando il rumore di sottofondo per alcuni mesi.

Presto partirà la sperimentazione sugli umani, ed è comprensibile che molte persone affette da questo disturbo a volte intollerabile vogliano sottoporsi al nuovo trattamento. La loro scelta è di tutto rispetto, anche se da una prospettiva più ampia è difficile da condividere. Malgrado sia stata definita “assolutamente non-invasiva” dai ricercatori, è difficile capire come possa esserlo una cura che induca un “riavvio” forzato del sistema nervoso. Come per ogni trattamento che induce cambiamenti senza l’intervento attivo del paziente, non è possibile stabilire con certezza le conseguenze sull’intero sistema, ed è veramente difficile che gli effetti siano localizzati e vadano a toccare le cause profonde che, ci dispiace per la scienza moderna, ma risiedono quasi sempre nella sfera non fisica.

Nella cura dell’acufene hanno dato ottimi risultati lo Yoga e la meditazione, che insegnano al paziente, tramite uno sforzo attivo, a riportare il rumore in una dimensione più tollerabile. Ma ovviamente, la prospettiva della “pillola magica” o dell’intervento risolutivo risulterà sempre più appetibile.

Ma alla fine, ciò che risulta più inquietante di questo trattamento sono in realtà le applicazioni alternative a cui si può prestare. Se è possibile ‘resettare’ i percorsi neuronali, sarà forse possibile resettare anche tendenze comportamentali che, di volta in volta, verranno considerate ‘devianti’ da una medicina che ha bisogno di individuare e invientare sempre nuove malattie? Ricordiamoci che lo scopo della scienza medica moderna è solo incidentalmente curare il male. È plausibile sempre sospettare che serva a veicolare qualcos’altro, che il più delle volte è nefasto. Ricordiamoci sempre di ciò che hanno provocato i vaccini. #fisc

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