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La vicenda dell'azienda tessile di Praia a Mare. Imputati di omicidio colposo disastro ambientale, inquinamento. Tra loro anche l'attuale sindaco

La morte in fabbrica, conclusa l'inchiesta
14 indagati per 100 operai vittime di tumori


Lo stabilimento della Marlane

PAOLA (COSENZA) – L'inchiesta sulla fabbrica della morte, la Marlane-Marzotto di Praia a Mare, dove sono deceduti almeno una centinaio di operai, si è conclusa con quattordici avvisi di reato per omicidio colposo plurimo, lesioni colpose, disastro ambientale, violazione della legge sull'inquinamento e violazione delle norme sulla sicurezza del lavoro.

E' solo l'inizio.
Il Procuratore capo di Paola, Bruno Giordano e la sua sostituta, Antonella Lauri, hanno così portato a termine, con pochissime forze e risorse, un'inchiesta complicatissima che ha prodotto due stanze zeppe di documenti, che rappresentano solo l'inizio di un percorso giudiziario destinato ad avere nuovi clamorosi sviluppi.

Le difficoltà incontrate dalla Procura di Paola (per le quali il collegio di difesa delle persone colpite che fa capo all'avvocato Lucio Conte e al professor Marcello Gallo ha diffuso una nota di apprezzamento) sono legate soprattutto all'individuazione di tutti i dipendenti che nel corso degli anni hanno lavorato nello stabilimento tessile e che sono stati colpiti da tumore. Il passo successivo sarà poi quello di stabilire un nesso tra la loro presenza in fabbrica e la malattia contratta.

Due linee di difesa. Esistono al momento due linee di difesa delle famiglie colpite. Da una parte, quella che punta all'omicidio colposo, peraltro già ipotizzato dalla Procura, dall'altra quello di un altro gruppo di avvocati che invece punteranno ad affermare la tesi “Thyssen Krup”, vale a dire “l'omicidio volontario con il dolo eventuale”. Formula che tenderebbe ad affermare – come accadde nel processo per la strage del 6 dicembre 2007 nell'acciaieria torinese – la consapevolezza del rischio e la perseveranza nel non provvedere con misure di sicurezza adeguate.

I quattordici avvisi di reato a conclusione delle indagini hanno coinvolto altrettanti ex dirigenti ed ex responsabili della fabbrica, chiusa da anni. Tra gli indagati figurano dirigenti ed ex dirigenti dello stabilimento.

Ecco i loro nomi.
Silvano Storer, Antonio Favrin, Jean De Jaegher, Carlo Lomonaco (attuale sindaco di Praia a Mare e per anni direttore del reparto tintoria della fabbrica, cioè il luogo a maggior rischio dello stabilimento) Attilio Rausse, Lorenzo Bosetti, Bruno Taricco, vincenzo benincasa, Salvatore Cristallino, Ivo Comegna, Giuseppe Ferrari, Lamberto Priori, Pietro Marzotto, Ernesto Emilio Fugazzola.

Le sostanze mortali.
Secondo la Procura, il cui accertamenti si sono basati su diverse consulenze, ci sarebbe una stretta connessione tra i decessi e l'uso di alcune sostanze usate soprattutto nel reparto tintoria come coloranti azoici, che contengono ammine aromatiche, responsabili delle patologie tumorali.
Inoltre, viene ipotizzato che alcuni decessi possano essere stati provocati dall'uso di amianto presente sui freni dei telai utilizzati nella fabbrica.

Il Comune parte civile? I magistrati stanno indagando anche sullo smaltimento di rifiuti provenienti dalla produzione della Marlane e in questo contesto hanno sequestrato il terreno circostante l'azienda. In relazione a quest'ultimo aspetto, ci si aspetta che il Comune di Praia a Mare si costituisca parte civile, nonostante il suo primo cittadino sia tra i principali indagati.

(20 ottobre 2009) Tutti gli articoli di cronaca
http://www.repubblica.it/2009/05/sezioni/cronaca/incidenti-lavoro-4/fabbrica-tessile-3/fabbrica-tessile-3.html

:hehe: