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#55191

Medico omeopata
Partecipante

[quote1257957818=Richard]
però sarebbe bello avere a disposizione un sondaggio anche anonimo, ma veramente indipendente e onesto, in cui gli oncologi rispondessero cosa sceglierebbero se si ammalassero loro di persona
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Ragazzi non scherziamo…non augurerei la chemio (radio e similari) neanche al mio peggior nemico.
Il sondaggio che volevi Richard c'è ed è dirimente:

Alcuni scienziati di stanza presso il McGill Cancer Center inviarono a 118 medici, esperti di cancro ai polmoni, un questionario per determinare quale grado di fiducia essi nutrissero nelle terapie che applicavano; fu loro chiesto di immaginare di aver contratto essi stessi la malattia e quale delle sei attuali terapie sperimentali avrebbero scelto. Risposero 79 medici, 64 dei quali non avrebbero acconsentito a sottoporsi ad alcun trattamento che contenesse Cisplatino (un chemioterapico molto utilizzato a base di platino) mentre 58 dei 79 reputavano che tutte le terapie sperimentali in questione fossero inaccettabili, a causa dell’inefficacia e dell’elevato grado di tossicità. Questo significa che l’81% degli oncologi intervistati, in caso di tumore, non si farebbero somministrare un chemioterapico, mentre il 73% di loro reputano addirittura le “terapie sperimentali inaccettabili per l’elevato grado di tossicità”!

Tutte le statistiche che vi propinano sono tutte balle colossali, di cancro si muore esattamente quanto 50 anni fa se non di più.
Secondo i dati presenti in letteratura possiamo dire che, ad esclusione di pochi tumori che presentano scarsa malignità come i tumori del sistema linfatico, il morbo di Hodgkin, le leucemie, i sarcomi e il cancro ai testicoli, sembra che le terapie tradizionali non abbiano contribuito praticamente in nulla nella cura dei cosiddetti tumori solidi in stadio avanzato. E’ quanto mostrano anche le stime del National Cancer Institute degli Stati Uniti. “Il tasso di sopravvivenza dei soggetti affetti da forme tumorali ormai metastatizzate è rimasto pressoché invariato negli ultimi 20 anni” conferma Ruth Etzioni del Fred Hutchinson Cancer Reserach Center di Seattle.
Ed è facile dire che grazie alla mammografia ecc si sopravvive di più, la realtà è ben diversa: se ti diagnosticano un cancro 3 anni prima si può dire che grazie alle cure sei sopravvissuto 3 anni in più ma questa è una balla. Diciamo invece del danno di un simile accanimento diagnostico: una paziente su tre di quelle cui e' diagnosticato un cancro al seno potrebbe in realta' avere una forma innocua di tumore e viene sottoposta a trattamenti farmacologici o a mutilazioni inutili: http://www.ansa.it/site/notizie/awnplus/scienza/news/2009-07-10_110395904.html

Secondo uno studio sul cancro al seno, in assenza di terapie mediche ufficiali, la sopravvivenza media di donne affette da tumore è stata di 12 anni e mezzo, mentre quelle che si sono sottoposte a trattamenti medici standard (chirurgia, radioterapia e chemioterapia), sono morte in media entro 3 anni. (The natural history of breast carcinoma in the elderly: implications for screening and treatment, Cancer 2004; 100(9), pp. 1807-1813).
Secondo altri studi la mammografia non ha ridotto minimamente la mortalità di cancro al seno rispetto ai Paesi che non la applicano. Ma di cosa stiamo parlando? Lo sapevate che nei tumori c'è un conflitto di interesse per almeno 1 studio scientifico su 3?
La chemio è dannosa, uccide tutto ciò che trova ma non sarà quasi mai in grado di eliminare tutte le cellule maligne che poi ricresceranno più aggressive di prima perchè divenute più resistenti alle terapie. Inoltre ti distrugge la qualità della vita.
E non ho bisogno neanche di chissà quali studi per capire ciò che è ovvio. Guardate che succede a chi fa cadere accidentalmente un pò di chemioterapico su una mano:

http://www.alternativehealth.co.nz/graphics/chemospillsmall.jpg

e voi ve lo fareste iniettare in corpo per di più quando siete mezzi moribondi?!!