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Richard
Richard
Amministratore del forum

su internet si ripetono all'infinito le stesse discussioni sugli stessi personaggi e alla fine ognuno ne esce con la propria idea, anche per me Adamski è uno di quei contattisti che meritano credito
Per approfondire si deve fare una ricerca piu ampia che qualche articolo scettico sulla rete.

“Dean: Lasciamo dire brevemente la conclusione di questi tre anni di studio. Conclusero che apparantemente non ci fosse una minaccia, perchè la loro ripetuta dimostrazione tecnologica era ben oltre qualsiasi cosa che potessero fare loro. Se fossero stati ostili, sarebbe finita.

K: Ok, ma la logica di questo non è, non rientra..

B: Lasciami continuare.

K: Solo perchè non puoi competere, non significa che non sia una minaccia. Può ancora essere una minaccia.

Dean: Lasciami continuare.

K: Può esserci una minaccia implicita.

Dean: Questo studio di tre anni non rilevò alcun esempio di ostilità dalla loro parte. (punta in alto)

K: Ok.

D: Non abbattevano i nostri aerei. Noi sparavamo a loro, ma non serviva a nulla, era come lanciare piccoli sassolini a qualcuno, vedi? Conclusero dopo tre anni di studio, che non avevamo a che fare con un solo gruppo. Avevamo a che fare con almeno 4 gruppi separati.

Fotografie di crash, recuperi, atterraggi e contatti, dove atterravano e contattavano persone, indicarono che erano umanoidi, tutti i quattro gruppi. Uno dei quattro diversi gruppi, tutti umanoidi, era così somigliante agli umani, proprio come noi, potrebbe sedersi vicino a noi in un ristorante, potrebbero sedersi vicini a te al cinema e tu non lo sapresti.

Questo disturbava maggiormente Ammiragli e Generali: che questi ragazzi potrebbero camminare su e giù per i corridoi del quartier generale SHAPE o del Pentagono o della Casa Bianca.”
http://www.altrogiornale.org/_/content/content.php?content.210

http://www.altrogiornale.org/news.php?item.5924.7
“Camminavano. Il lago a pochi passi, il silenzio di uno dei borghi più belli d’Italia. Camminavano. Come avevano fatto mille volte in quegli splendidi pomeriggi d’estate. Uno a fianco all’altro. Come due amici. Come persone qualsiasi. Che hanno voglia di starsene un po’ in disparte. Fuori dalla routine quotidiana.

Era luglio. Un pomeriggio di luglio del 1961, quando accadde. “Li avevamo sopra le nostre teste. Luci. Erano luci colorate. Azzurro. Arancio. Ambra. Qualche minuto, e poi…”. E poi, accadde. L’imponderabile. L’impossibile. Ciò che è difficile anche da raccontare. E allora tutto d’un fiato. Le luci sono astronavi. Le astronavi sono dischi nel cielo turchino d’un pomeriggio qualunque a Castel Gandolo. Si muovono silenziose. Stanno. Per qualche minuto su quelle due figure inconfondibili che camminano fianco a fianco. Come persone qualsiasi. Poi il contatto. Una delle astronavi si stacca dalla stormo. Atterra. Si ferma “nel lato sud del giardino”. Il portellone si apre e dalla carlinga viene fuori qualcosa. E’ “assolutamente umano”. Solo che. Solo che… ha una luce intorno. Una luce che lo avvolge.

Caddero in ginocchio. I due. Poi Lui si alzò e andò senza esitare verso l’Uomo. Verso quell’essere “assolutamente umano” avvolto da una luce tenue, delicata. Penetrante. Parlarono. “Per circa venti minuti”. Ma non si potevano sentire quelle voci. “Non sentii nulla”. Ma parlavano. Gesticolavano. Per venti minuti. 1200, infiniti, secondi. Poi l’Uomo voltò le spalle e se ne ritornò da dove era arrivato.”
http://www.gialli.it/ufo-alieni-e-il-papa-buono