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Richard
Richard
Amministratore del forum

A parte tutto
io personalmente penso che dovremmo fissarci in testa questo

In ogni essere fisico il corpo intero è costituito delle forze atomiche del sistema, con la mente di ogni atomo, quando viene costruito, sorvegliata da tutta la mente mentale del corpo, modificato dalle sue diverse fasi e attributi, poiché, come è visto nelle sue analisi, un atomo del corpo è un intero universo in sé, nello stato più minuto. (Edgar Cayce ,137-81)

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Molto presto nel corso della mia carriera di scienziato ricercatore e professore di medicina, ho sostenuto attivamente la prospettiva che il corpo umano fosse una macchina biochimica “programmata” dai suoi geni. Noi scienziati ritenevamo che le nostre forze, quali le capacità artistiche o intellettuali, e le debolezze, come le malattie cardiovascolari, il cancro o la depressione, rappresentassero caratteristiche distintive pre-programmate nei nostri geni. Di qui, ho percepito le qualità e i deficit della vita, oltre alla salute e alle fragilità, semplicemente come un riflesso della nostra espressione ereditaria.

Ma nel 1980, la mia ricerca cominciò a rivelare che questa prospettiva sul corpo umano era imperfetta. Dal 1985 mi accorsi che le nostre cellule non erano controllate dai nostri geni ma piuttosto dalle loro percezioni dell’ambiente. Formulai un’ipotesi che il “cervello” della cellula in realtà fosse la membrana cellulare, e nel 1987 mi fu offerta l’opportunità di verificare questa ipotesi come membro ricercatore alla Stanford University’s School of Medicine. La mia teoria sul controllo delle cellule da parte delle nostre percezioni fu convalidata in due importanti pubblicazioni scientifiche. Questa ricerca all’avanguardia presagì una delle più attive aree di ricerca attuali, l’epigenetica, la scienza di come i geni vengano controllati dall’ambiente e, più significativamente, dalle nostre percezioni di quell’ambiente.

La nuova prospettiva sulla biologia umana non considera il corpo solo uno strumento meccanico, ma include il ruolo della mente e dello spirito. Questa svolta in biologia è fondamentale per la guarigione perché mostra che quando cambiamo le nostre percezioni, o convinzioni, mandiamo alle nostre cellule messaggi completamente diversi. In realtà, le riprogrammiamo. Questa nuova biologia rivela perché le persone possono avere remissioni spontanee, o recuperi di lesioni ritenute invalidità permanenti.

Il corpo rappresenta realmente lo sforzo collaborativo di una comunità di cinquantamila miliardi di singole cellule. Mentre ogni cellula è un’entità indipendente, la comunità del corpo accoglie desideri e intenzioni della sua “voce centrale”, mente e spirito.

Bruce Lipton
http://www.altrogiornale.org/news.php?extend.1398